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“È stato un buon anno per il cinema d’autore internazionale”

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Eloy Enciso • Direttore della programmazione, IBAFF

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- Cineuropa ha parlato con Eloy Enciso, direttore della programmazione dell’IBAFF 2015, dell’edizione di quest’anno

Eloy Enciso  • Direttore della programmazione, IBAFF

Il cineasta Eloy Enciso (conosciuto soprattutto per Arraianos [+leggi anche:
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) è il direttore della programmazione della sesta edizione del Festival Internazionale del Cinema di Murcia (IBAFF), che si terrà l’8 marzo. Cineuropa lo ha incontrato per parlare dell’edizione di quest’anno.

Cineuropa: Com’è nata la sua collaborazione con questa kermesse?
Eloy Enciso: Tre anni fa sono venuto a presentare un film e ho anche fatto parte di una giuria; in quell’occasione ho conosciuto i membri dello staff del festival, ci siamo messi a parlare ed è così che è nata la collaborazione.

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Quali sono gli elementi che la spingono a scegliere un film?
Principalmente l’innovazione: film, proposte, autori e punti di vista che non percorrono la strada battuta da altri ma che fanno un lavoro di ricerca, spesso anche rischioso; è questa la tipologia di film che non viene proiettata in eventi creati ad hoc

Che cosa ha di speciale la programmazione di quest’anno?
La sezione ufficiale è particolarmente interessante: è stato un buon anno per il cinema d’autore internazionale. Inoltre, una sezione che è particolarmente cara al festival è “Ópera Prima”, poiché è qui che si respira quell’allegria che in futuro trasmetterà questo tipo di cinema.

Sono stati selezionati molti titoli europei?
Abbiamo selezionato molti film spagnoli, infatti all’interno della selezione vengono rappresentate tutte le lingue parlate in Spagna, tranne forse il basco (a differenza delle edizioni precedenti). Inoltre, abbiamo incluso film provenienti da tutta Europa che, insieme a quelli dell’America Latina e dei Caraibi, rappresentano i due gruppi più importanti di questo festival. 

Quali sono le attività più interessanti di questa edizione 2015?
Il seminario di Pedro Costa, una vera perla non solo per chi vive a Murcia ed è interessato a fare cinema, ma anche per chi lo studia o ne è semplicemente appassionato. E poi sicuramente l’incontro che verrà organizzato sabato, in cui autori, programmatori, critici e addetti alla gestione culturale del cinema si confronteranno sul tema dei rischi e pericoli che corre il cinema autoriale, il quale è sempre più relegato a essere proiettato in spazi, gallerie e festival creati ad hoc… Fino a che punto tale “prestigio” sta danneggiando questo genere? 

Documentari, fiction e cortometraggi completano la programmazione... Quali tra questi campi è il più innovativo e “coraggioso”?
Ogni proposta compie un lavoro di ricerca in maniera differente. Sebbene sia più facile sperimentare girando un cortometraggio, il tentativo di innovazione ha più valore e comporta più rischi nel caso dei lungometraggi. Ciò avviene quando un regista con una carriera affermata si mette in gioco e decide di continuare il suo viaggio cinematografico seguendo la via della sperimentazione e del rischio. Si tratta di un “salto nel buio”, ogni film diventa una sfida e credo che ci siano molti attori e registi consacrati la cui vena pioneristica li conduca a scoprire un territorio cinematografico ancora inesplorato utilizzando un codice o un linguaggio mai visti prima.

Che cosa non siete riusciti a includere in questa edizione?
L’IBAFF ha ancora molta strada da percorrere, dal momento che è un festival “giovane” e quindi può migliorare tantissimo. A causa del budget, ci sono state diverse cose che non abbiamo potuto includere. Mi sarebbe piaciuto ospitare alcuni registi asiatici, americani e africani, i cui film vengono un po’ emarginati per questioni geografiche, sebbene abbiano molto potenziale.

(Tradotto dallo spagnolo)

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