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“Il nostro lavoro è volto a rafforzare l’industria cinematografica europea”

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Mikael Svensson • Responsabile della Oresund Film Commission, Svezia meridionale

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- Abbiamo chiacchierato con Mikael Svensson, responsabile della Oresund Film Commission, Svezia meridionale, per scoprirne di più riguardo allo status del cinema nell’agenda culturale europea

Mikael Svensson  • Responsabile della Oresund Film Commission, Svezia meridionale
© Joakim Strand

Cineuropa ha parlato con Mikael Svensson, direttore della Oresund Film Commission, Svezia meridionale, per scoprire quale sia la posizione del cinema nell’agenda culturale europea e il crescente prestigio delle serie televisive scandinave sulla scena internazionale.

Cineuropa: Secondo lei, è sufficiente l’attenzione che viene prestata al cinema in termine di agenda culturale europea, oppure pensa che possano essere prese ulteriori misure?
Mikael Svensson: È sempre necessaria un’azione straordinaria al fine di sviluppare il cinema europeo e dargli l’opportunità di crescere. Anche il potenziamento dei finanziamenti per la distribuzione dei film europei al di fuori dell’Europa è importante. In quanto responsabile di film commission in Europa, so che è sempre un vantaggio quando il “cliente” ha familiarità  con il cinema europeo e con i telefilm, così come con un’alta qualità di produzione e con la vasta gamma di talenti che siamo in grado di offrire.

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Sono inoltre favorevole a una maggiore flessibilità nei confronti dello sviluppo di talenti regionali e nazionali. I programmi di formazione dovrebbero essere fatti su misura al fine di soddisfare più velocemente le esigenze di una specifica regione. La valorizzazione delle diversità culturali in Europa e il trattamento di Paesi e regioni come mercati differenti, sono le condizioni necessarie per la vendita e, di conseguenza, per il finanziamento dell’industria cinematografica europea.

Mi vedo come un professionista che lavora più per lo sviluppo economico che per la cultura. Attirando la produzione cinematografica in una determinata zona, creiamo un afflusso di capitali alle nostre regioni, creiamo lavoro, potenziamo società e gli investimenti finiscono nell’industria cinematografica locale.

Un responsabile di film commission può anche operare come organizzatore d’incontri per le co-produzioni, facendo incontrare produttori di diversi Paesi. I produttori provenienti da nazioni senza accordi di co-produzione potranno lavorare insieme come produttori, pur essendoci condizioni diverse e regolamenti in materia di finanziamenti. Infatti, di recente abbiamo organizzato un gruppo al SXSW che ha avuto successo e che aveva lo scopo di ispirare i produttori americani indipendenti a cercare sempre di più co-produttori in Europa.

Come si posiziona la EUFCN stessa in relazione con il quadro  della Creative Europe?
Ad oggi, c’è un film commissioner coinvolto praticamente in ogni produzione realizzata in Europa. Siamo spesso il primo punto di contatto per le case di produzione quando sono alla ricerca di location, di co-produttori e/o finanziamenti. Anche se ci concentriamo sul settore degli investimenti dall’estero, il nostro lavoro mira a rafforzare l’industria cinematografica in Europa.

Un film commissioner dovrebbe conoscere ogni stadio della produzione cinematografica. Perciò, penso che ci sia un grande bisogno di un programma educativo per i responsabili di film commission e spero che sia possibile negoziare questo tipo di programma con la Creative Europe.

È importante informare i produttori e altri responsabili delle decisioni riguardo alle competenze che offriamo. Abbiamo iniziato a collaborare con la EAVE: mentre loro ci insegnano l’arte del cinema, noi li teniamo informati riguardo ai servizi che possiamo offrire e cerchiamo di convincerli del fatto che una film commission è la scelta naturale per il primo approccio nello sviluppo di un progetto.

La EUFCN conta molte commissioni regionali tra i suoi membri: il vostro approccio si sta dirigendo verso il rafforzamento delle identità locali nell'ambito del marchio europeo?
Penso che ogni città, regione e Paese sia in lotta per affermare la propria identità. L’identità e le opportunità finanziarie sono tra i servizi universali più importanti quando si lavora per attirare delle produzioni. Il ruolo della EUFCN è quello di soddisfare questi bisogni, ma anche quello di creare un ambiente in cui tutti abbiamo la possibilità di sentirci europei e dove ci si possa aiutare in vicendevolmente. Possiamo riunire i produttori e raccomandare gli uni agli altri, nel caso in cui una commissione non possa offrire quello che invece un’altra potrebbe. Ci incontriamo, discutiamo e impariamo gli uni dagli altri e, attualmente, stiamo lavorando per stabilire una stretta collaborazione tra numerose organizzazioni europee.

Promuoviamo le riprese fatte in Europa in altri mercati al di fuori del continente ed è importante che la EUFCN sia vista come la porta d’ingresso per chi gira in Europa. La EUFCN dovrebbe garantire che tutte le film commission utilizzino le pratiche migliori nel gestire una produzione, nonostante l’Europa sia ancora un piccolo mercato in cui le informazioni circolano velocemente. Pertanto, è importante avere la EUFCN come entità di supporto, in modo da poter parlare di problemi, opportunità e aree di sviluppo, la sicurezza sul set e la produzione cinematografica ecocompatibile. Sogniamo un programma educativo ma, per ora, gli unici finanziamenti che abbiamo sono le quote di affiliazione dei membri, che non sono sufficienti per coprire la spesa.

Truls Kontny (leggi l’intervista) ha parlato della posizione emergente della regione scandinava sulla scena internazionale. È d’accordo con lui?
Ha ragione. L’occasione è ora, specialmente per quanto riguarda le serie televisive scandinave. Stanno lasciando un segno in tutto il mondo, ispirando gli altri creatori di serie televisive e sono molti i mercati che producono dei remake, cosa che per noi è un vantaggio. Posso anche constatare che la nostra regione sia organicamente diventata una specie di “regione del crimine”, dal momento che serie televisive come Wallander, The Bridge, The Killing e Borgen stanno girando in tutto il mondo. Ora è tempo di definire gli incentivi fiscali. 

(Tradotto dall'inglese)

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