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"Nel modo più libero possibile"

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Thomas Ordonneau • Distributore

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- Incontro con Thomas Ordonneau, amministratore delegato di Shellac, co-produttore e distributore in Francia del trittico As 1001 Noites

Thomas Ordonneau  • Distributore

Distributore e produttore audace, Thomas Ordonneau si è guadagnato un'ottima reputazione con la sua società Shellac che ha co-fondato e che dirige da Marsiglia. Nella line-up spiccano tre titoli recentemente scoperti a Cannes : Lousiana [+leggi anche:
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di Roberto Minervini (che esce il prossimo 30 dicembre), Gaz de France [+leggi anche:
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di Benoît Forgeard (nelle sale il 23 settembre) e soprattutto il trittico As 1001 Noites del regista portoghese Miguel Gomes che Shellac distribuirà in tre fasi con O Inquieto [+leggi anche:
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il 24 giugno, O Desolado il 29 luglio e O Encantado [+leggi anche:
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il 26 agosto. 

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Cineuropa : Qual è la sua strategia di lancio per As 1001 Noites?
Thomas Ordonneau : Miguel Gomes è il miglior esempio di ciò che Shellac fa e vuole fare : una ricerca nella scrittura cinematografica, la scoperta di nuovi talenti, lo sviluppo del loro potenziale, sostenendoli nella produzione e nella distribuzione. As 1001 Noites è un film che non somiglia a nessun altro e che distribuiremo in Francia un pezzo per volta alla fine di ogni mese, a partire da giugno. Questo film può attirare l'attenzione in qualsiasi ambiente competitivo: ciò che conta per la distribuzione è raccontare una storia, come ha fatto Miguel nel processo di scrittura del film e come l'abbiamo fatto noi nella produzione. Ogni parte è autonoma, quindi volevamo una pausa tra ognuna di esse, ma sono comunque strettamente connesse. I distributori preferiscono che lo iato tra un episodio e l'altro non sia eccessivamente lungo.

Cosa ne pensa delle uscite in VoD e della cronologia dei media, e più in generale della situazione della distribuzione indipendente in Francia?
Credo solo nelle sale, anche se il campo si è estremamente ridotto di recente. Quanto al VoD, per i nostri film e la nostra posizione, non cambia granché. È troppo embrionale : io posiziono i film sulle piattaforme, ma... Quindi non credo sia una buona idea ridurre la cronologia. È chiaro che cominciano a offrirci su un piatto d'argento, magari con sovvenzioni, di uscire direttamente in video per fare spazio sul mercato, invece di chiedersi se non ci siano dei modi di agire un po' più ragionevoli. Abbiamo corso troppo in termini di numero di copie e dovremmo essere in grado di trovare un migliore equilibrio e una "serenità" nell'operazione. Qualche tempo fa, ho notato che 11 film occupavano 6.000 schermi in Francia, mentre ce ne sono 5000. È davvero questo il modo di fare le cose? Credo inoltre che la distribuzione di film d'autore e d'essai sia troppo sincronizzata a quella commerciale : segue il calendario dei distributori, subisce la rotazione accelerata che è stata stabilita dai circuiti, si ritrova in un movimento che non è il suo movimento naturale. Quindi, perde completamente le sue prerogative, che erano un rapporto speciale con il pubblico, il fatto di poter difendere dei film indipendentemente dal loro marketing nazionale, di poter lavorare con tempi differenti in modo da avere una propria identità.

Qual è la strategia di sviluppo di Shellac?
Andate, nel modo più libero possibile per soddisfare i nostri desideri, per rivelare le nostre intuizioni, per sviluppare e sostenere i talenti, seguendoli il più a lungo possibile. In 10 anni, Shellac è diventata abbastanza matura e siamo in grado di fare scelte sempre più aperte. Ora resta da sapere come evolverci senza perdere le nostre radici e la nostra identità, cosa fondamentale perché se perdessimo la nostra posizione non esisteremmo più e potremmo solo andare per mercati a cercare un film e fare un affare. Ma non è quello che facciamo. Nella nostra line-up, cerco di mantenere un equilibrio tra le opere prime che possano essere veri e propri oggetti del desiderio in termini di libertà di forma e di ciò che intravediamo come potenzialità dell'autore, tenendo il posto ad autori con cui abbiamo già lavorato come Miguel Gomes, Benoît Forgeard o Joao Nicolau, lasciando la possibilità di ritornare a film un po' più forti commercialmente (con protagonisti importanti, per esempio), ma sempre nella nostra linea editoriale.

(Tradotto dal francese)

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