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“C'è qualcosa di straordinario nell'adolescenza, nella sua spontaneità”

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Guillaume Senez ­• Regista

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- LOCARNO 2015: Cineuropa incontra il regista franco-belga Guillaume Senez che ha presentato in Concorso ufficiale a Locarno il suo toccante e sorprendente lungometraggio Keeper

Guillaume Senez  ­• Regista

Cineuropa incontra il registra franco-belga, ma soprattutto brussellese, Guillaume Senez che ha presentato in concorso alla 68ma edizione del Festival del Film di Locarno il suo toccante e sorprendente lungometraggio Keeper [+leggi anche:
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intervista: Guillaume Senez ­
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. Dopo gli studi di cinema presso l'Institut National de Radioélectricité et Cinématographie (INRACI), dirige tre cortometraggi: La quadrature du cercle (2006), Dans nos veines (2009, candidato al Prix Unifrance per il miglior cortometraggio al Festival di Cannes) e U.H.T. (2012, candidato ai Magritte del cinema belga). Keeper è il suo primo lungometraggio.

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Cineuropa: Come è nata l'idea del film e perché ha deciso di parlare dell'adolescenza?
Guillaume Senez: Tutto è cominciato con il mio cortometraggio In Our Blood. Ero diventato padre qualche anno prima e avevo voglia di parlare della paternità. Mi facevo tantissime domande. Volevo continuare ad approfondire questo tema e allo stesso tempo parlare dell'adolescenza, perché è un periodo della vita in cui mi rispecchio tantissimo. Ho trattato spesso dell'adolescenza nei miei film, della sua spontaneità. Trovo che ci sia qualcosa di straordinario in essa, è un periodo drammatico che è stato per me molto importante. Ho vissuto intensamente esperienze che mi hanno segnato, arricchito e che mi hanno fatto crescere, anche se la mia storia è diversa da quella del protagonista del film. È vero che ci sono tanti film che parlano della gravidanza durante l'adolescenza, spesso raccontata dal punto di vista della donna, il che è del tutto legittimo. Al contrario, nei film di questo tipo troppo spesso ci si dimentica di parlare dal punto di vista maschile. È proprio da questo concetto che volevo partire.

Nel suo film, come si relaziona con la realtà che la circonda? È stato influenzato da qualche cineasta in particolare da questo punto di vista?
Anche se Keeper non è un film autobiografico, trovo che come regista sia importante parlare delle cose che uno conosce. Partendo da questo principio, andiamo incontro inevitabilmente a un film realista. È una cosa con cui concordo pienamente. Mike Leigh è stato un punto di riferimento molto importante per me. Anche i film dei fratelli Dardenne mi hanno segnato e influenzato in particolare come cineasta e cinefilo, ma anche come cineasta belga. Ci sono tantissimi altri film e cineasti che mi hanno colpito; Alain Tanner, ma anche alcuni film di Patrice Chéreau che io considero film “realisti”, ma che studiano a fondo la direzione degli attori. Si avvicina a una certa autenticità e onestà nella recitazione che io cerco di raggiungere molto umilmente nei miei film.

Come lavora con i suoi attori? Come si sono svolti i casting di Keeper?
Gli attori conoscono la storia e assieme parliamo tantissimo dei personaggi, delle interazioni tra di loro, di quello che succede prima e dopo, ma non do loro alcun copione. Inoltre, lasciamo molto spazio all'improvvisazione, necessaria per arricchire i personaggi. Sul set, giriamo innanzitutto una scena improvvisata in cui spiego quali sono le sfide e gli obiettivi. Il mio lavoro a questo punto è quello di guidarli verso il copione, ma attraverso le loro parole e motivazioni.

Quanto agli attori, abbiamo fatto prima i casting per gli adolescenti. La complessità di questi casting stava nel fatto che cercavo proprio attori che avessero l'età dei personaggi che dovevano interpretare, perché a quest'età hanno un modo tutto speciale di sedersi, di camminare, di vestirsi o di parlare. Riguardo a Kacey Mottet Klein, è stata Ursula Meier a parlarmi di lui. Era cambiato tantissimo. Stava diventando un uomo e aveva acquisito una maturità che gli appartiene. Kacey è stato fin da subito una rivelazione. Per quanto riguarda Galatea Bellugi, l'abbiamo vista ai casting ed era un po' l'opposto di Kacey. Lui aveva dentro di sé quella specie di carisma da bravo ragazzo che è piuttosto ingombrante, un personaggio a tutto tondo, mentre invece Galatea appariva estremamente fragile, un po' timida. Dicono spesso che gli opposti si attraggono, e in effetti è proprio quello che è successo. Avevamo la nostra coppia.

(Tradotto dal francese)

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