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"Mi piacerebbe provare ogni genere"

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Peter Bebjak • Regista

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- Il regista, produttore ed autore slovacco Peter Bebjak ha presentato in anteprima il suo terzo film, The Cleaner, al CinEast Film Festival

Peter Bebjak  • Regista

Il produttore, autore e regista slovacco Peter Bebjak ha recentemente presentato il suo ultimo film, The Cleaner [+leggi anche:
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, nel circuito dei festival, e il film è già uscito nelle sale nazionali. Ha studiato recitazione ed è stato poi protagonista di produzioni teatrali, serie televisive e film. Bebjak ha iniziato a dirigere cortometraggi e ben presto ha iniziato a lavorare a progetti televisivi. Apricot Island, suo primo lungometraggio, è stato seguito dall'horror in found-footage Evil, e poi da The Cleaner, suo terzo film. Il regista divide il suo tempo tra progetti per la televisione e film. Cineuropa l'ha incontrato dopo la premiere della sua ultima pellicola per parlare della realizzazione di The Cleaner.

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Cineuropa: Il cinema slovacco sta vivendo un periodo di successo, a giudicare dalla sua recente presenza nel circuito dei festival. Come vede questo cambiamento positivo da addetto ai lavori nell'esportazione di produzioni nazionali oltre i confini del Paese?
Peter Bebjak: Il fatto che le cose siano andate bene finora in termini di esportazioni potrebbe dipendere dai temi che abbiamo cominciato a diffondere. Ad esempio, Koza [+leggi anche:
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si avvicina più allo stile documentario ma è comunque accattivante visivamente, con una storia semplice; è facile da guardare per un pubblico internazionale, e ciò è anche parte del suo successo. The Cleaner racconta una storia diversa rispetto ad altre narrazioni create nel nostro cinema o ai personaggi che rappresentano. Ma per noi, il circuito nazionale è altrettanto importante. La creazione dell'Audiovisual Fund ha avviato una nuova forma di finanziamento.

I suoi film sono molto diversi l'uno dall'altro. Come sceglie il materiale?
Prima di tutto, deve interessarmi in termini di tematica e di ciò che voglio raccontare; lo stile e la forma vi si adatteranno successivamente. Voglio divertirmi mentre giro un film. Non voglio che sia solo un lavoro che dev'essere fatto. Ho libertà quando faccio film, a differenza di quando lavoro a progetti televisivi, e ho ancora più libertà quando produco i miei film oltre a scriverli e dirigerli. So cosa posso fare per le finanze che ho a disposizione. Mi piacerebbe provare ogni genere, perché c'è sempre qualcosa di nuovo, e c'è sempre un passo successivo nel processo di auto-miglioramento.

La produzione di film di genere è piuttosto debole in Slovacchia. Cosa ne pensa del sottosviluppo di questo segmento?
Beh, in qualche modo la produzione di film di genere non ha funzionato in Slovacchia. Juraj Herz faceva ottimi film di genere, ma si è trasferito in Repubblica Ceca. C'era anche un film di fantascienza per la televisione negli anni '70 o '80, ma la tradizione del cinema di genere non ha mai attecchito davvero. Dal momento che non esisteva un corpus di produzione di genere, abbiamo visto solo tentativi occasionali, e purtroppo non hanno dato luogo a nulla che continuasse fino ai giorni nostri.

Com'è nata l'idea di The Cleaner? È ispirato a fatti realmente accaduti?
Certo; ci sono situazioni che conosciamo della vita reale sulle quali abbiamo basato la sceneggiatura, ma molti degli elementi sono giunti anche da osservazioni, da cose che avevamo vissuto. L'idea alla base del film è cosa può diventare una persona afflitta da una sorte disgraziata a causa di ciò che gli è successo, e che lo ha segnato.

Come ha affrontato la combinazione di genere e dramma?
Volevamo realizzarla da quando abbiamo iniziato a scrivere la sceneggiatura, e la nostra intenzione era quella di mantenere il film più d'essai possibile. Un mio amico ha letto la sceneggiatura e ha detto: "Cavolo, che storia d'amore adolescenziale." Allora ho capito che dovevo stare attento con la narrazione. Stavamo per dar vita a una fusione di film d'essai e film di genere.

La fotografia e le immagini sono intriganti.
Sì - il mio direttore della fotografia, Martin Žiaran, era alla ricerca di un modo per far raccontare allo spazio la storia di un personaggio. La città è una cosa, ma stava cercando di scoprire lo spazio del protagonista maschile, che aspetto avrebbe avuto, come sarebbe stata la luce. Abbiamo scelto il neon, un solo colore, e poi abbiamo scelto un approccio diverso per la protagonista femminile, che si adattava meglio alla sua storia.

State già lavorando a un nuovo progetto?
Stiamo lavorando a Message, incentrato su un messaggio che i fuggitivi Alfred Wetzler e Walter Rosenberg portarono da Auschwitz. La loro storia, i loro obiettivi, sono sorprendenti. Attualmente stiamo lavorando alla sceneggiatura, e il piano è quello di iniziare le riprese nel 2017. È un progetto piuttosto grande, quindi vorremmo anche diversi co-produttori internazionali a bordo.

(Tradotto dall'inglese)

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