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"Una concentrazione sempre maggiore su qualche titolo”

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Bérénice Vincent • Esportatrice

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- Carte vincenti della line-up all'EFM e analisi delle tendenze del mercato con Bérénice Vincent, che si occupa delle vendite internazionali di Les Films du Losange

Bérénice Vincent  • Esportatrice

A qualche giorno dall'European Film Market del 66mo Festival di Berlino (dall’11 al 21 febbraio 2016), incontro con Bérénice Vincent, che si occupa delle vendite internazionali della società parigina Les Films du Losange diretta da Margaret Ménégoz.

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di Mia Hansen-Love, in anteprima mondiale in competizione a Berlino, è in testa alla line-up di Films du Losange quest’anno all’EFM. Quali sono le carte vincenti del film e le sue aspettative in termini di vendite?

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Bérénice Vincent: Mia Hansen Love ha già realizzato quattro lungometraggi con impatto sulla scena internazionale. La selezione in competizione a Berlino è una nuova tappa. Si tratta di una giovane regista già ben identificata, che tratta con eleganza la complessità dei sentimenti che, per molti acquirenti stranieri, rinvia a un tratto tipico francese del cinema. L'avenir è un film molto ricco. Vi troviamo una questione di sentimenti, ma anche di bellezza del quotidiano, presente in tutti gli aspetti della nostra vita, con i suoi alti e bassi, senza relegare le donne soltanto nella loro semplice vita amorosa. Mi sembra che Berlino lasci sempre più spazio alla sfera intima, a un cinema politico che può esprimersi anche attraverso una rappresentazione di grande fluidità, senza appesantire, come potrebbero fare alcune dimostrazioni di potenza formale. E credo che tutto questo sia molto positivo. Per quanto riguarda le vendite future, non si sa mai, ma sono fiduciosa.

E per quanto riguarda l’altro titolo della vostra line-up, Le fils de Joseph [+leggi anche:
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di Eugène Green, che sarà svelato al Forum?

Eugène Green è una voce molto originale nel cinema francese contemporaneo. La sua regia è di grande purezza e questa semplicità provoca una vera emozione cinematografica. Penso che la programmazione del Forum faccia emergere i registi audaci e con una grande voglia di cinema. Eugène Green evoca la paternità, la trasmissione tra generazioni, delineando con un umorismo un certo ambito parigino, incarnato da un Mathieu Amalric in splendida forma.

Su quali film punta all'European Film Market?
Avremo la prima proiezione di mercato di Préjudice [+leggi anche:
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intervista: Antoine Cuypers
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di Antoine Cuypers, selezionato a Rotterdam e vincitore del Premio del Pubblico ad Angers. Il film è appena uscito in Francia, dove è già stato apprezzato. È un’opera prima di grande maestria, con Nathalie Baye, che parla della diversità, con richiami al cinema di Michael Haneke. Annunceremo anche nuovi progetti, La prunelle de mes yeux di Axelle Ropert (leggi l'articolo) e L'indomptée di Caroline Deruas (prodotto da Thelma Films). Penso che Axelle Ropert ci sorprenderà con una commedia romantica interpretata da due attori formidabili (Bastien Bouillon e Mélanie Bernier), il primo è un habitué dei film d’autore e la seconda delle commedie popolari. L’unione delle loro interpretazioni funziona a meraviglia e il film si rivolge a un grande pubblico, popolare e più ricercato. Per quanto riguarda L'indomptée, è l’opera prima di Caroline Deruas (sceneggiatrice di Philippe Garrel) che ha girato integralmente a Villa Medici a Roma, con Clotilde Hesme e Jenna Thiam. È una storia di emancipazione, sentimentale e artistica, e di fantasmi…

Qual è il suo punto di vista sulle principali tendenze di mercato, soprattutto per i film d’autore di Les Films du Losange?
C’è una concentrazione sempre maggiore sulle vendite di qualche titolo chiave. Se non li hai, è difficile. Ma se li hai, il mercato risponde bene, anche su territori che sono solitamente difficili per i film francesi, come il Regno Unito. La selezione del festival è anche un asse molto importante e noi abbiamo avuto qualche delusione di recente, sebbene i film fossero di qualità. Alcuni festival orientano le loro scelte maggiormente su criteri commerciali, come il cast di un film, ed è un peccato... Per quanto riguarda la strategia dei distributori, ammetto di essere curiosa di come saranno le uscite day & date in Europa, soprattutto in Francia, rispetto alla situazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Personalmente sono molto legata alle sale cinematografiche e alla loro esperienza, ma penso che il cinema d’autore debba anche riflettere l’evoluzione del suo pubblico e della sua generazione. La mia cinefilia si è costruita in parte grazie alla programmazione di canali come Ciné Cinéma quando ero adolescente. Allora perché non i video on-demand per costruire la cinefilia degli adolescenti di oggi?

Come colloca l'European Film Market nella gerarchia dei grandi mercati mondiali?
È l’incontro fondamentale del rientro. È probabile che Berlino attiri il lancio di progetti attesi, che preferiscono evitare l’ingorgo di Cannes…

(Tradotto dal francese)

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