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"Dopo la scomparsa di Bernard Rapp e Bernard Giraudeau, sono l’unico erede del progetto"

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Hubert Toint • Regista

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- Cineuropa ha incontrato il produttore e regista Hubert Toint per l’uscita di Mirage d’Amour, il suo primo lungometraggio da regista

Hubert Toint  • Regista

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, una storia d’amore epica e inevitabilmente fatale nel Cile minerario agli inizi del XX secolo, un progetto iniziato con Bernard Giraudeau e Bernard Rapp, Hubert Toint si butta a capofitto nella regia.

Cineuropa: Da dove viene il progetto?
Hubert Toint: Questo film è il frutto di una lunga storia d’amicizia conBernard Rapp, di cui avevo coprodotto il film Pas si grave, e Bernard Giraudeau. Quest’ultimo voleva adattare La regina cantava rancheras, il best-seller di Hernan Rivera Letelier e Bernard Rapp doveva produrlo. Il mio ruolo nel film era quello di coproduttore, ma la malattia ha portato via prima Bernard Rapp, poi Bernard Giraudeau e mi sono ritrovato a essere l’unico erede di questo progetto. Un progetto ambizioso, soprattutto per una prima regia, ma ho sempre pensato che fosse alla mia portata. Mi sono ritrovato come uno sciatore che non scia da vent’anni e viene spinto in cima a una pista nera. Alla fine non sono caduto e mi sono lasciato inebriare dalla discesa!

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Come ha organizzato il lavoro insieme al direttore della fotografia?
Abbiamo girato a Humberstone, nel nord del Cile, una città-fantasma mineraria, patrimonio mondiale dell’UNESCO: un personaggio del film, insomma! Ho lavorato spalla a spalla con Carlo Varini, il direttore della fotografia, anch’egli, sfortunatamente, scomparso. Inizialmente avevo scelto il Cinemascope, il formato del deserto, ma anche delle storie d’amore. Ricostruire significa ricreare un mondo. Per quanto riguarda i colori, ad esempio, ho eliminato tutti quelli vivi e anche la maggior parte dei blu. Abbiamo scelto anche l’effetto notte. È rischioso, bisogna riuscirci, ma aggiunge un lato magico. Rimanda ai vecchi western, un omaggio a una certa cultura del cinema.

La musica è al centro del progetto, come ha lavorato con il compositore?
L’orchestra è uno dei personaggi principali del film e i due protagonisti e amanti sono musicisti. Bernard Giraudeau aveva deciso tempo fa che il suo amico Osvaldo Torres si sarebbe occupato della musica. Ha composto la musica “in”, durante la preparazione del film. In corso di preparazione, abbiamo deciso di assegnare un tema a ognuno dei due personaggi principali, temi che, alla fine, s’incontrano e mischiano.

È stato difficile trovare l’equilibrio tra la storia d’amore epica e il racconto di lotta sociale?
Era necessario che i due livelli di lettura s’intrecciassero bene e abbiamo cercato di farlo soprattutto durante la fase del montaggio, alla fine. Abbiamo distillato nel film delle informazioni un po’ anacronistiche riferite alla storia del Cile, soprattutto all’epoca di Pinochet. All’epoca, il Cile era l’ultima frontiera, vi erano persone provenienti dal mondo intero e tutto era gestito principalmente dagli inglesi e dagli americani. Era una sorta di torre di Babele, dove venivano parlate molte lingue.

Come ha composto il cast?
All’inizio, Bernard Giraudeau voleva attori europei ed era stato molto contento di incontrare Marie Gillain, di cui gli avevo parlato. Conosco Marie da molto tempo, ho prodotto il primo lungometraggio nel quale ha recitato e ho accompagnato la sua carriera fin dall’inizio. Il suo personaggio non è più giovanissimo, ma bisognava comunque dargli un tratto giovanile, elemento posseduto da Marie. Per il padre di Hirondelle abbiamo optato per Jean-François Stévenin, arrivato in extremis alle riprese. Per i protagonisti, devo dire che Eduardo Paxeco è una vera star in Cile, avendo girato numerose telenovelas. Il libro era molto conosciuto in Cile, c’era molto interesse tra le star locali, che hanno partecipato anche solo per piccoli ruoli.

Quindi sarà Saga a distribuire il film in Belgio?
Sarà Saga (la società di produzione, ndr) a distribuire il film in Belgio. Non è stato semplice trovare le sale, ma il film è sostenuto da BrightFish (azienda pubblicitaria del cinema belga) e questo permette di avere una buona visibilità nelle sale. Abbiamo anche una buona copertura di stampa, grazie alla presenza di Marie Gillain. Scommetto che sarà un film popolare, anche se è un po’ particolare, mischia i generi, il che non va proprio nel senso della professione. 

(Tradotto dal francese)

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