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Didier Brunner • Produttore

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- Il mitico produttore Didier Brunner parla dei finanziamenti del cinema d’animazione in Francia e le ambizioni della sua nuova società, Folivari

Didier Brunner  • Produttore

Mentre i professionisti europei del cinema d’animazione si riuniranno a Lione per la 18ma edizione di Cartoon Movie (dal 2 al 4 marzo 2016), Cineuropa ha incontrato Didier Brunner nello studio in piena effervescenza di Folivari, la nuova casa di produzione che dirige da due anni con suo figlio Damien Brunner. L'occasione per fare il punto con un produttore che ha lasciato un’impronta sul miglior cinema d’animazione (con all’attivo, tra gli altri Kirikù, Appuntamento a Belleville [+leggi anche:
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) e per parlare di progetti in corso come SamSam (SamSam  the  Tiniest  Superhero), Pachamama e l’ambizioso Le Sommet des Dieux (La vetta degli dei – adattamento del manga di Jiro Taniguchi - leggi l'articolo), iniziato da Jean-Charles Ostorero (Julianne Films), di passaggio quel giorno da Folivari.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Cineuropa: Che ne è del progetto Le Sommet des Dieux, svelato l’anno scorso a Cartoon Movie?
Didier Brunner: È un progetto affascinante. Stiamo lavorando sui finanziamenti e c’è molto interesse. Potremmo già avere un distributore e un esportatore, ma non vogliamo procedere troppo velocemente. Ciononostante un annuncio imminente non è da escludere e prevediamo un inizio dei lavori nel 2017.

Jean-Charles Ostorero: Abbiamo una versione molto avanzata della sceneggiatura, con una struttura molto ben realizzata. E rispetto all’anno scorso, quando presentavamo solo disegni di Taniguchi, abbiamo realizzato lo sviluppo grafico e stiamo facendo i test di questo design in 3D.

A chi è destinato questo film?
D.B.: Sarà un film per famiglie e niente impedirà a un bambino di 8 anni di andare a vederlo, ma penso che sia necessario puntare sul marketing per un pubblico di ragazzi/adulti e non fare l’errore, ad esempio, di Avril et le monde truqué [+leggi anche:
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, che ha puntato su un pubblico di bambini/ragazzi quando i lettori di Tardi sono per lo più quarantenni. La vetta degli dei è stato venduto in molti paesi ed è apprezzato da una nicchia molto forte: gli appassionati di montagna e dell’estremo. Il pubblico è formato da coloro che hanno amato Le grand bleu e bisogna andare in questa direzione, cercando di non badare al fatto che si tratta di un film d’animazione.

J-C.O.: Le Sommet des Dieux è molto diverso da film come Valzer con Bashir [+leggi anche:
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o dal progetto Les hirondelles de Kaboul, perché non è un film militante, ma un’avventura epica, sulla grandezza dell’anima, il superamento di sé, quello che interessa anche agli adolescenti.

A quanto ammonta il budget per il finanziamento del progetto?

D.B.: Non abbiamo il potere marketing degli studi americani, quindi se facciamo un film “caro”, il modello economico suppone che si sia in grado di garantire una commercializzazione per ammortizzare il film e guadagnarci. Se Le Sommet des Dieux costa ad esempio 12 M€, deve avere un certo successo all’estero e avere un potenziale in Francia di almeno 1,5 milioni d’ingressi. Il nuovo credito d’imposta del 30% con un tetto di 30 M€ ci apre nuovi orizzonti e ci permetterà di rilocare in Francia un certo numero di operazioni. Ci sarà una coproduzione europea, ma l’ideale sarebbe avere due partner per evitare di disperdere la fabbricazione, fattore che complica la produzione. Ciononostante, ci sono altre minacce come il disimpegno di alcuni canali televisivi. France Télévisions investe in due o tre film l’anno e soprattutto in quelli dedicati ai giovani e per il pubblico, per Le Sommet des Dieux sono più canali come Arte o M6 che potrebbero essere interessati. Canal+ è cauto per quanto riguarda l’animazione, che ritiene difficile da mantenere nel proprio range se vi investe troppo. Ma dovrebbero considerare l’animazione in modo diverso rispetto agli altri generi, ad esempio inventando degli appuntamenti regolari un po’ speciali.

A Cartoon Movie, Folivari presenterà il progetto in corso di sviluppo SamSam, di Tanguy de Kermel, che punta a un pubblico pre-scolare completamente diverso. Questa diversità di produzione è una questione di gusto o strategia?

D.B.: Un po’entrambi. In quanto produttore d’animazione, il pubblico più logico e naturale è formato dai bambini. SamSam è una serie televisiva che è stata venduta molto bene a livello internazionale. È un universo grafico che ci piace molto, tratto da un grande autore: Serge Bloch. SamSam è un personaggio noto, c’è un diritto derivato notevole e un editore che difende il progetto, perché il volume dei libri venduti è enorme. Per noi è un buon business, ma anche un colpo di fulmine. Inizieremo presto la produzione.

E Pachamama di Juan Antin, che avete introdotto a Cartoon Movie l’anno scorso?

D.B.: Un vero colpo di fulmine. Quando abbiamo creato Folivari, sono venuti da noi e avevano già un aiuto del CNC e un pre-acquisto da parte di Canal+. Ci siamo impegnati, chiedendo un sacco di cambiamenti, cominciando dalla sceneggiatura e abbiamo rielaborato lo sviluppo con il regista per un anno e mezzo. Presenteremo un ottimo pilot, con immagini stupefacenti; delle vendite internazionali si occuperà Indie Sales.

Quali sono gli altri progetti?
D.B.: Per fine 2017-2018, abbiamo l’adattamento di The Nazis, My Father and Me di Robert H. Lieberman, un libro formidabile sulla storia di una bambino ebreo austriaco ricercato a New York nel 1941 da FBI e servizi segreti tedeschi. Abbiamo creato la squadra di sceneggiatori con Olivier Legrand (autore della serie a fumetti Les quatre de Baker Street). E in televisione stiamo realizzando Le grand méchant renard di Benjamin Renner (3x26mn) per Canal+ e per France Télévisions Ernest &Celestine, la collection (26x13mn), pre-venduta già in più di 25 paesi. Da Folivari, la frontiera tra produzione cinematografica e televisiva è forse più porosa che altrove. Ci auguriamo di continuare a riunire talenti artistici e di produrre opere ambiziose che potranno essere dei punti di riferimento.

(Tradotto dal francese)

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