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"Volevo dare ai giovani attori la possibilità di mostrare le loro abilità"

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Ivaylo Hristov • Regista

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- Abbiamo incontrato il regista bulgaro Ivaylo Hristov, che ha vinto il Golden George al Moscow International Film Festival con Losers

Ivaylo Hristov  • Regista

Cinque anni dopo l'uscita di Footsteps in the Sand, l'attore/regista/sceneggiatore Ivaylo Hristov dirige Losers [+leggi anche:
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, un'accattivante storia di formazione resa in bianco e nero dal più venerato direttore della fotografia bulgaro, Emil Christov. Cineuropa ha parlato con il regista prima dell'uscita nazionale del film.

Cineuropa: Lei è attore, sceneggiatore, regista e anche docente di recitazione presso l'Accademia Bulgara Nazionale per il Teatro e le Arti Cinematografiche di Sofia. In che modo la sua vasta esperienza l'ha aiutata con Losers?
Ivaylo Hristov: Sebbene queste professioni possano sembrare diverse, ciascuna contribuisce all'esercizio delle altre. Il mio lavoro di attore e docente di recitazione mi aiuta con il mio lavoro con gli attori. Essere un regista mi aiuta con il mio lavoro di sceneggiatore, ed essere uno sceneggiatore mi aiuta con il mio lavoro di attore, professore e regista. Ma soprattutto, ciò che mi piace di più è raccontare storie. Non importa se sono in sala in Accademia, sul palco, davanti o dietro la macchina da presa, raccontare storie è una grande professione. Immagini cosa sarebbe il genere umano se non ci fossero storie!

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Sembra che Losers sia stato realizzato per aiutare i giovani attori bulgari ad interfacciarsi col pubblico. Ha scritto la sceneggiatura con quest'obiettivo in mente?
Non so come funzioni in altri Paesi, ma in Bulgaria i giovani incontrano parecchie difficoltà nel loro sviluppo creativo. Ci sono pochissimi luoghi in cui hanno la possibilità di realizzare il loro potenziale creativo e trovare realizzazione professionale. I teatri hanno serie difficoltà finanziarie, le produzioni cinematografiche sono lungi dall'essere sufficienti, i canali TV non offrono niente di sensato se non spot pubblicitari e soap opera di bassa qualità. Quindi il mio obiettivo era quello di scrivere una sceneggiatura per dare ai giovani attori la possibilità di mostrare le loro abilità di fronte alla macchina da presa. Possa questo film dare loro una possibilità! In caso contrario, almeno avremo una pellicola da tenere come ricordo.

C'è una battuta nel suo film che dice "tutti i bulgari sono perdenti", che può sembrare pesante al pubblico straniero. Per caso il titolo originale, Karatsi, ha un significato diverso, impossibile da tradurre, in Bulgaro?
Ci sono sempre alcune importanti e sottili sfumature che si perdono nella traduzione, non importa quanto perfetta possa essere. In Bulgaro, la parola "karatsi" non ha una connotazione negativa. Implica ironia, empatia e anche preoccupazione per la persona che chiamiamo "karak" (perdente). C'è anche tristezza e un sorriso ironico. È vero che uno dei personaggi dice che tutti i bulgari sono perdenti ma l'altro aggiunge che ci sono perdenti anche in altri Paesi. Si riferisce a tutte le persone intelligenti, sensibili, di talento e fuori posto che vengono respinte dal sistema.

Quali crede che siano i vantaggi di fare cinema in Bulgaria come regista? E gli svantaggi?
Non ho mai pensato a vantaggi o svantaggi. Vivo in questo Paese e faccio film in queste circostanze. Ci saranno condizioni assai migliori in altri Paesi, ma non sarei in grado di fare film lì. Come si dice: "Potremmo far meglio in un altro posto, ma per il momento siamo qui!"

Sono passati cinque anni tra l'uscita di Footsteps in the Sand e Losers. Il suo prossimo film uscirà prima del 2020? Ha una nuova storia in mente che desidera trasformare in un film?
Spero che il nostro prossimo film esca presto, ma chissà. Rifletto sull'idea della "paura più spaventosa", quella che portiamo dentro, la paura che ci impedisce di comunicare l'un l'altro e di essere liberi.

(Tradotto dall'inglese)

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