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"Ogni film un'avventura"

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Lars Kraume • Regista

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- German Films ha incontrato il regista tedesco Lars Kraume per presentare un ritratto del cineasta e della sua carriera: passato, presente e futuro

Lars Kraume  • Regista

Fu colpa di suo padre: "E' un cineasta e mi ha trascinato al cinema a vedere ogni tipo di film fin dalla più tenera età" ricorda Lars Kraume. È nato vicino a Torino nel 1973, cresciuto ad Hesse, non distante da Francoforte, e ha presto sviluppato egli stesso una grande passione per  le immagini. Iniziò a scattare foto a 12 anni, e a soli 15 prese in prestito la cinepresa Bolex a tre lenti di suo padre (un graphic designer commerciale). "Poco a poco, l'ardita idea che potessi anche io fare film, cominciò ad emergere."

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Mentre era ancora alle superiori e dopo il diploma, mentre completava il servizio civile alternativo alla leva, lavorò come assistente per famosi fotografi; dopo che la sua domanda di ammissione alla German Film and Television Academy (DFFB) di Berlino fu accolta, si trasferì nella capitale nel 1994, dove vive ancora oggi. Ammette apertamente che non aveva fiducia in se stesso all'inizio del suo corso di regia. Ma Kraume mi dice che Florian Lukas, già un attore esperto anche allora, con il quale fece due premiati cortometraggi al DFFB, gli ridiede la sicurezza in sé: " Florian disse che lavorare con me era un grande divertimento, così pensai che forse non ero così fuori posto come regista!"

Kraume è considerato un camaleonte perchè non può essere etichettato con un solo genere o stile. Il versatile regista ha fatto, tra le altre cose, una vivace satira sullo spirito commerciale (Viktor Vogel – Commercial Man), una visione apocalittica del futuro (Days to Come [+leggi anche:
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), un gioioso dramma sulla morte (My Sisters [+leggi anche:
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), e un thriller politico dalle atmosfere inquietanti (Lo Stato contro Fritz Bauer [+leggi anche:
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intervista: Lars Kraume
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). 

"La ragione per la quale i miei film sono così diversi è che ogni volta cerco di imbarcarmi nell'avventura più grande possibile," spiega Kraume. "I modelli più importanti ai quali mi sono ispirato sono sempre stati registi capaci di cambiare, come John Huston, dove si ha sempre l'impressione che ogni film sia una nuova ed eccitante avventura. Se non ci fossero nuove sfide per me, non riuscirei mai a raccogliere l'energia per impegnarmi così intensamente in un tema in quanto regista."

Ciò nondimeno, c'è come un filo che attraversa i suoi lavori: le costellazioni familiari spesso giocano un ruolo decisivo. "Il rapporto tra fratelli, la famiglia come un luogo di ritirata e un campo di battaglia, tutto ciò mi è molto caro," spiega Kraume. 

Una seconda costante nell'opera di Kraume è il dibattito su tematiche politiche: "Faccio film perchè sono preoccupato di ciò che sta succedendo nel mio paese e nella nostra sfera culturale," i suoi film Good Morning, Mr. Grothe e Days to Come rispondono ed esaminano entrambi questioni politiche in Germania. 

Vi è anche un impeto politico dietro al film più di successo di Kraume da menzionare, Lo Stato contro Fritz Bauer. Racconta di un Pubblico Ministero di Hesse, che combattè contro una ferma opposizione a rintracciare criminali nazisti e portarli in tribunale alla fine degli anni cinquanta. "Fritz Bauer fu un vero eroe, uno dei pochi che c'erano in Germania," afferma Kraume. Questo eccitante dramma politico ha celebrato la sua prima mondiale al festival di Locarno, dove ha anche vinto l'ambito premio del pubblico. 

Il regista è stato anche molto contento dell'invito a Locarno, dato che aveva tanto voluto che la prima mondiale di questa storia così specificamente tedesca avesse luogo all'estero: " Abbiamo fatto questo film per un pubblico internazionale, perchè penso che Fritz Bauer possa ispirare le persone in tutto il mondo. Il suo coraggio e la sua ostinata determinazione sono un magnifico incoraggiamento per chiunque stia prendendo posizione contro un'ingiustizia."

Perciò Kraume è molto felice che Lo Stato contro Fritz Bauer sia stato venduto in più di 20 paesi nel frattempo. "Penso sia un peccato che solitamente i film tedeschi abbiano successo all'estero quando trattano di storia tedesca," dice. "Ma non lascerò certo che ciò mi fermi a fare solo film storici!" Quindi, avanti con nuove sfide? "Sì," dice Kraume, ridendo. "Mi sto già chiedendo quali storie potrei girare in lingua Inglese." 

Ha però ancora un sogno non realizzato: "Un giorno vorrei tanto poter fare un film che attiri un grande pubblico," confessa. Kraume rimpiange il fatto che alcuni intellettuali tedeschi storcano il naso davanti a registi che mirano a raggiungere quanti più spettatori possibili. "Perchè certamente questo è il vero e proprio, primo punto di forza del cinema: il fatto che ci permette di sperimentare grandi emozioni insieme, in un grande gruppo!"

(Tradotto dall'inglese)

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