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"Mi sono avvicinato di più all'essenza del cinema"

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Jonás Trueba • Regista

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- SAN SEBASTIÁN 2016: Il regista spagnolo Jonás Trueba rivela i dettagli de La reconquista, suo quarto film, con cui compete per la Conchiglia d'Oro

Jonás Trueba  • Regista
(© Lorenzo Pascasio)

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ha per protagonisti Francesco Carril e Itsaso Arana e passa attraverso le solite fasi dei film di Jonás Trueba, che col suo precedente Los exiliados románticos [+leggi anche:
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ha vinto due premi al Festival di Malaga 2015 (per saperne di più): ora compete a San Sebastián 2016.

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Cineuropa: Il tuo nuovo film ha segnato un contrasto a quest'evento.
Jonás Trueba: Va benissimo se riusciamo a dare un contributo in tal senso: il cinema non deve essere sempre eccessivo; i film non devono essere spettacolari in ogni modo, perciò quelli che si reggono su poche cose, quelle che chiunque può provare, sono altrettanto importanti. Abbiamo tutti un film possibile; si tratta di trovare un modo genuino di raccontarlo. Ci sono molti elementi che condizionano in senso positivo La reconquista: dai miei limiti, a tutti i contributi del cast e della troupe, perché abbiamo una sorta di tacito accordo basato sulla fiducia: loro fanno un film che non sanno cosa diventerà e, comunque, lo vogliono fare, probabilmente perché ci divertiamo insieme, senza mancare di rigore, ma non vogliamo trasformare le riprese in ansia, ma in qualcosa che ci migliori.

Tornano gli esterni di Madrid dei tuoi film precedenti.
Qui è dove sono cresciuto ed è bello tornare in posti che non sono più uguali e non puoi filmarli allo stesso modo: lo stesso accade nella vita, perché passiamo dagli stessi posti di continuo. Quindi i film possono avere questa ripetizione, sebbene tutto cambi: è interessante come esperienza per chi guarda e per chi filma.

Perché il tempo è l'elemento cruciale de La reconquista...
Certo. Il tempo è il grande tema del cinema: in questo film mi sono avvicinato di più all'essenza del cinema. Penso di aver fatto il mio film più cinematografico in questo senso: lavorando con il tempo, abbiamo fatto piccole e grandi ellissi, con il tempo continuo e discontinuo.

Alcuni dicono che la musica sia eccessiva nel tuo film.
Sì, ma non posso calcolare la scala di ciò che è sopportabile o no: non andiamo forse ai concerti di tanto in tanto? Il mondo si ferma quando ascoltiamo una canzone; per questo il film si interrompe quando si sente una canzone: quindi ascoltiamola, perché ci parla, perché è quasi l'elemento più narrativo del film. Le canzoni sono di Rafael Berrio, una cantante che stimo e a cui ho pensato per La reconquista: mi piaceva che fosse il cronista dell'ingenuità dei quindici anni, un tipo più grande, che canta da un altro posto, causando un contrasto tra la sua voce e ciò che vediamo nelle immagini. Mi sono reso conto che Berrio racconta il film meglio di me.

È la prima volta che lavori con adolescenti, insegnando loro il cinema.
Sì, i workshop che curo nel progetto Cine en Curso mi hanno aiutato a capire che avrei potuto fare qualcosa di simile, che posso comunicare bene con i ragazzi e le ragazze. E ho scoperto che in fondo, quelli di questo secolo sono uguali a quelli del precedente.

(Tradotto dallo spagnolo)

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