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“Il buon cinema può fare molto”

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Csilla Kató • Responsabile organizzazione, Astra Film Festival

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- Durante la visita di Cineuropa all'Astra Film Festival, abbiamo incontrato la sua direttrice, Csilla Kató, per parlare del suo approccio all'organizzazione dell'evento

Csilla Kató  • Responsabile organizzazione, Astra Film Festival

Cineuropa ha visitato il 23esimo Astra Film Festival (AFF) a Sibiu, il più grande evento riguardante il cinema documentaristico in Romania. Con un totale di 90 film in programma, il festival presenta quattro competizioni: Europa Centrale e dell'Est, Romania, Studenti, e OutstanDox, dedicata ai più importanti documentari internazionali, come Dead Slow Ahead [+leggi anche:
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e Changa Revisited. Abbiamo parlato con Csilla Kató, responsabile organizzazione dell'AFF.

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Cineuropa: Come ha organizzato il festival? Ci sono 15 sezioni tematiche, oltre alle categorie in gara, quindi come le ha sviluppate?
Csilla Kató:
Dopo aver selezionato i film per le categorie in gara, e averne selezionati altri fuori concorso, abbiamo ideato un altro tipo di programmazione. Le nostre esperienze di organizzazione precedenti ci hanno dimostrato che se raggruppavamo i film in diversi gruppi comuni, i cui criteri si basavano su comuni legami stilistici o tematici, ciò avrebbe agevolato l'approccio del pubblico al programma e dato valore aggiunto a ciascun film. Per cui quest'anno, abbiamo applicato questo concetto all'intero programma; è una sorta di anno zero per noi.

Com'è iniziato e si è sviluppato il festival?
Abbiamo iniziato nel 1993 come un festival antropologico, ma dopo quattro edizioni, lo abbiamo trasformato in un festival di documentari creativi. È tutto più orientato sul cinema ora.

All'epoca, non c'erano festival di documentari di questa grandezza e con questa organizzazione nell'Europa dell'Est, quindi avevamo regolarmente studenti provenienti da tutta l'Europa dell'Est. Eravamo in sostanza gli unici ad aver dato risalto al genere documentaristico in Romania e nella regione, e ad avergli dato visibilità e senso. Negli anni '90, questo genere non esisteva qui, o nei Paesi post socialisti in generale. Un servizio in TV è ciò a cui la gente pensava quando sentiva la parola “documentario”. Quindi all'epoca avevamo anche una funzione didascalica: i registi locali venivano qui per conoscere questo genere. L'AFF è un luogo in cui sono cresciute almeno due generazioni di documentaristi, e ora sono una comunità calorosa, molto unita e legata al festival.

Qual è lo scopo dell'Astra Film Festival oggi?
Ogni edizione è una riorganizzazione delle idee su cosa siano i documentari e il cinema in generale. Vogliamo creare un dialogo su cosa sia il buon cinema e su come la verità possa essere raccontata attraverso il cinema. Poniamo sempre la stessa domanda: Quali sono i buoni film? Quali film riescono a catturare la realtà, e come ci riescono? Questo è ciò che ci interessa di più.

Queste discussioni non servono solo al puro interesse estetico. Negli ultimi 23 anni, l'Astra Film Festival è stato, ed è ancora, la patria dei film sulle realtà e sulle storie più controverse e disturbanti che viviamo oggi, grazie all'eccezionale lavoro di registi provenienti da tutto il mondo che lavorano per anni immersi in quelle cose, per capire e presentare gli aspetti della nostra società che ci sono sconosciuti o poco conosciuti.

In questo senso, abbiamo collaborato con molti grandi cineasti. Quest'anno, abbiamo festeggiato dieci anni di collaborazione con Cristi Puiu con un Premio all'Eccellenza per il suo contributo. Il motivo di ciò può essere trovato sul nostro sito.

L'AFF non è impegnato direttamente in nessuna missione collegata ai diritti umani e all'attivismo. Cionondimeno, accoglie gli sforzi di registi che stanno cercando attivamente di correggere e sbloccare la comunicazione tra diverse parti della società. Facciamo questo organizzando eventi in cui si proiettano film che trattano di temi importanti della nostra società. Il buon cinema può fare molto!

(Tradotto dall'inglese)

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