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"Il nuovo sistema porta inevitabilmente ad una crisi d'identità"

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Bojan Vuletić • Regista

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- BERLINO 2017: Lo sceneggiatore e regista serbo Bojan Vuletić ha parlato con Cineuropa di Requiem for Mrs. J., presentato in anteprima mondiale nella sezione Panorama Special

Bojan Vuletić  • Regista

Lo sceneggiatore e regista serbo Bojan Vuletić ha parlato con Cineuropa del suo secondo film, Requiem for Mrs. J. [+leggi anche:
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, della sua estetica e del suo approccio, e di come lavora con gli attori. Il film è stato presentato in anteprima mondiale come proiezione della sezione Panorama Special della Berlinale.

Cineuropa: Qual era l'idea principale dietro il film? Cosa l'ha ispirata inizialmente?
Bojan Vuletić: L'idea nasce dalla mia conoscenza intima con una donna che, a quanto pare, rappresenta una tipica vittima del processo di transizione in Serbia. È una donna modesta, tranquilla, che non vuol disturbare nessuno, senza marito, lavoro o cassa integrazione. Il film affronta una delle questioni dolorose e inevitabili in Europa orientale - la transizione sociale e la crisi economica. I nuovi sistemi politici ed economici stanno alterando la vecchia faccia del socialismo, portando grandi cambiamenti nel sistema di valori, che portano inevitabilmente, come in questo caso, ad una crisi d'identità totale.

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Mantiene un equilibrio impressionante tra tragedia e umorismo. Anche la depressione della Signora J è divertente in alcuni punti, e le situazioni più divertenti sono legate a questioni molto gravi, soprattutto le scene con Djordje (interpretato da Boris Isaković). Come ha agito a tal proposito?
In realtà, è successo completamente per caso. All'inizio, la sceneggiatura era molto divertente. Era pura commedia, nella tradizione delle migliori commedie serbe. E poi, in corso d'opera, l'intero film è cambiato, ed è iniziato ad essere più serio, persino strano. Quando ci siamo resi conto che il genere stava cambiando e che il film stava diventando un dramma bizzarro, istintivamente abbiamo detto che andava bene. Ci siamo resi conto che si trattava di un film sulla morte, e come tale andava bene. Lo humor c'era ancora, ma era quasi ridotto al minimo. Questo strano equilibrio ha cominciato a funzionare. In alcuni momenti, era anche molto toccante. Poi abbiamo tutti cominciato a realizzare cosa dovevamo fare per mantenere quest'equilibrio.

C'è sicuramente qualcosa di magico nel suo approccio (al contrario del realismo magico), e non solo nella scena del sogno/allucinazione quando la Signora J vuole suicidarsi. Ma è difficile da individuare.
Sono così felice che l'abbia notato. Ho lavorato sodo sulla produzione di quest'atmosfera con i miei colleghi e artisti: Jelena Stanković, direttrice della fotografia, Zorana Petrov, scenografa e Lana Pavlović, costumista. Fin dall'inizio, volevamo ricreare visivamente lo stato mentale della nostra eroina. Ci siamo resi conto che la sua prospettiva, il suo punto di vista, degli ultimi giorni della sua vita era fondamentale. Dal momento che ha già un piede nella fossa, non vede più le cose in modo realistico, e così abbiamo impostato uno stile visivo onirico. Allo stesso tempo, volevamo che il film fosse realistico. Alla fine, credo che abbiamo raggiunto un buon equilibrio.

È stata Mirjana Karanovic la sua prima scelta per il ruolo della Signora J? Come avete lavorato insieme? E come ha scelto gli emergenti ​​Jovana Gavrilović e Vučić Perović?
Dal momento in cui ho iniziato a scrivere la sceneggiatura, sapevo che Mirjana sarebbe stata l'attrice giusta per questo ruolo. Lavorare con lei è la migliore esperienza che ho fatto finora. Emotiva, onesta e con un'energia unica, è un'artista poliedrica il cui lavoro di pedagoga e regista teatrale costituisce parte indispensabile della vita culturale della regione e d'Europa. Abbiamo lavorato a tutte le fasi del processo insieme: abbiamo discusso della sceneggiatura, eravamo insieme durante le prove con altri attori e, durante questi momenti, ho imparato molto da lei perché la sua esperienza è incredibile e preziosa.

Ho incontrato Jovana e Vučić durante dei casting. Jovana è un'attrice della generazione più giovane. Il suo speciale stile personale le fornisce un ampio spettro di emozioni, spesso arricchito da un umorismo autentico. Vučić ha attirato l'attenzione su di sé grazie al suo stile autentico e minimalista, adornato dalle sue uniche emozioni e dalla sincerità nei primi piani, facendo di lui uno dei più interessanti attori del cinema delle generazioni giovani.

(Tradotto dall'inglese)

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