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"Adoro avere paura"

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Severin Eskeland • Regista

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- Il regista norvegese Severin Eskeland racconta a Cineuropa del suo secondo lungometraggio, Lust, attualmente in uscita nelle sale norvegesi

Severin Eskeland • Regista

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è il secondo lungometraggio del regista Severin Eskeland, recentemente presentato a Kosmorama, il festival internazionale di Trondheim, e in uscita nelle sale norvegesi il 21 aprile per Another World Entertainment. Un titolo corto, che stuzzica l’immaginazione, per una storia horror che ruota attorno alla figura di Lisa, autrice di audaci romanzi polizieschi dove sesso e violenza abbondano. È una Lisa vittima quella che ci mostra il film, anche se non è ben chiaro di chi o di cosa. La donna trova aiuto nella propria cerchia di persone fidate, ma siamo certi che non si tratti di un imbroglio? E, d’altra parte, Lisa è davvero una vittima? Cineuropa ha cercato di rispondere a questi e ad altri quesiti in un’intervista telefonica con Eskeland, attualmente impegnato negli ultimi ritocchi alla colonna sonora, non ancora abbastanza efficace per i suoi gusti. 

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Cineuropa: Per tutta la durata del film siamo rinchiusi con Lisa dentro quattro mura.
Severin Eskeland: Ho voluto realizzare un horror realistico e psicologico. Il film descrive dei problemi che tutti possono avere, ma di cui nessuno ha voglia di parlare. In apparenza, viviamo in una società in cui tutto va bene, ma nell’intimità di una casa, come si vede nel film, possono accadere eventi insospettabili.

Le ambiguità non mancano in questa storia.
Non bisogna però fraintendere le mie intenzioni. Certamente, per esprimere al meglio il tema del film e per trasmettere il mio messaggio, sono ricorso a mezzi estremi, grazie all’aiuto del responsabile degli effetti speciali Per-Ingvar Tomren e alla musica d’ambiente composta da Magne Steinsvoll. Ma queste scelte non sono state dettate da fini commerciali. Gli atti di violenza che mostro sono strettamente legati alla storia, e da questa traggono giustificazione: una giovane donna vuole vendicarsi delle sofferenze fisiche e psicologiche subite. Si sente distrutta, quindi coprendo le sue reazioni.

Chi sono gli interpreti?
L’attrice svedese che interpreta Lisa, Magdalena From Delis, ha accettato il ruolo perché ha compreso la mia visione e ha deciso di seguirmi nella stessa direzione. L’inglese Damian Gallagher veste i panni di Martin, un amico di Lisa, mentre l’attore Sondre Krogtoft Larsen, norvegese come il resto della squadra, presta il volto allo psichiatra. Sondre ha già recitato in Detour, il mio primo lungometraggio che narra le disavventure di una giovane coppia dispersa in una terrificante foresta.

Può dirci come è nato il film?
L’avventura di Lust nasce dal fallimento di un progetto precedente, da un budget scarno e da una troupe ridotta all’osso. Per le riprese, cominciate nel luglio del 2015 e durate quindici lunghi giorni, ci siamo rinchiusi nel calore soffocante di un piccolo appartamento. Tutti hanno collaborato con entusiasmo e su base volontaria. È stato un lavoro talmente intenso che, una volta concluso, ho sentito il bisogno di prendermi un periodo di riposo.

E il finanziamento?
In gran parte ho finanziato il progetto io stesso, con l’aiuto di alcuni negozi e aziende di Stord, l’isola dove risiedo a ovest della Norvegia e che ha fatto da cornice alle riprese. Ci hanno dato tutto ciò di cui avevamo bisogno: cibo, vestiti e materiali di ogni tipo. Inizialmente, non aspiravamo a un lancio di grande portata. Non avevamo scadenze o tempistiche da rispettare. Io e Reinert Horneland volevamo semplicemente realizzare un video promozionale per la nostra società di produzione Eske & Horn. Poi, un bel giorno, la casa di distribuzione Another World Entertainment ha cominciato ad interessarsi al progetto e si sono aperte nuove possibilità. Ormai qualcuno ci prendeva sul serio e si profilava l’occasione di distribuire il film nelle grandi sale.  

L’aspetto estetico è molto importante nel film.
Assolutamente. In Lust prevalgono le tonalità del verde e del verderame, sulle quali spiccano il rosso del vino e del sangue…Come lei sa, su un set non è possibile usare sangue vero, perché coagula velocemente, ha un cattivo odore e un colore che non rende in modo soddisfacente.

Non è un’immagine particolarmente invitante…
Per lei forse, ma con questo sangue ho potuto realizzare un film che, credo, accenderà l’interesse del mio pubblico di riferimento, composto soprattutto da giovani ventenni e dagli entusiastici spettatori di Ramaskrik, il festival annuale del cinema horror che si svolge ogni autunno a Oppdal. Penso che il film non deluderà gli amanti dei thriller claustrofobici carichi di tensione e con una buona dose di effetti speciali. Tuttavia, spero che Lust riesca a suscitare curiosità anche al di fuori del pubblico di appassionati del genere.

E lei…non ha mai paura?
Eccome! Fortunatamente, scrivere storie inquietanti e angosciose mi aiuta a sdrammatizzare alcune situazioni e ad esorcizzare le mie paure. Il mio sogno, d’altra parte, è quello di visitare le catacombe di Parigi. Sì, adoro avere paura.

(Tradotto dal francese)

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