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"Il nostro mercato punta su progetti ambiziosi di autori che hanno una visione artistica unica"

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Gudula Meinzolt • Direttrice del DOCM di Visions du Réel

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- Cineuropa incontra Gudula Meinzolt, direttrice del DOCM (Doc Outlook-International Market) del festival Visions du Réel di Nyon

Gudula Meinzolt • Direttrice del DOCM di Visions du Réel
(© Leo Lara / Universo Producao)

Il DOCM di Visions du Réel è uno dei più importanti a livello Svizzero e internazionale per quanto riguarda i film documentari. Il Market di Nyon si concentra sugli scambi tra registi provenienti da tutto il mondo e professionisti di tutti i settori dell’industria cinematografica. Gudula Meinzolt ci parla con passione di un Festival e di un market unici nel loro genere. 

Cineuropa: Secondo lei, cosa differenzia il DOCM di Visions du Réel dagli altri Market europei ? Quali sono i momenti forti della prossima edizione?
Gudula Meinzolt:
Il nostro mercato del film, come il festival stesso, punta su progetti ambiziosi di autori che hanno una visione artistica unica. A differenza di altri mercati svizzeri, noi vogliamo creare un ponte tra le varie realtà regionali restando al contempo legati al mercato internazionale.  

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La struttura del Pitching du Réel è molto speciale e unica nel suo genere e comprende tre momenti chiave. Vogliamo creare una dinamica positiva e stimolante tra registi e ospiti (produttori, distributori, istituzioni, TV, fondazioni, curatori nel campo dell’arte contemporanea ecc.). La nascita di un film è il frutto di collaborazioni multiple tra attori provenienti da vari settori dell’industria cinematografica ma non solo.

Ai giorni nostri finanziare un lungometraggio d’autore diventa sempre più difficile. Al DOCM i registi possono confrontarsi con differenti metodi e approcci di sviluppo e finanziamento. La Medialibrary è un’altra particolarità di Visions du Réel che permette a film già terminati di trovare un pubblico ed un mercato.  Anche se accogliamo un numero importante di professionisti accreditati (1200) l’atmosfera del festival è comunque famigliare e accogliente. I professionisti possono facilmente incontrarsi, cercare dei partner per nuovi progetti.

Secondo lei, perché è importante sostenere, all’interno di un festival come VDR, dei film in divenire?
Visions du Réel vuole scoprire: nuovi cineasti, nuove culture e approcci. Il festival ci permette di osservare e sostenere dei cineasti nei quali crediamo e che possono eventualmente presentare i loro film a Nyon. VDR vuole creare una passerella tra registi emergenti e registi già confermati. Quest’anno al Pitching du Reél accogliamo per esempio Claire Simon ma anche registi al loro primo o secondo film. Vogliamo lavorare in stretto contatto con i giovani perché sappiamo quant’è difficile trovare i finanziamenti necessari per girare un primo o secondo lungometraggio. I registi alle prime armi si trovano in un momento delicato nel quale devono sviluppare la loro identità artistica. Non vogliamo assolutamente formattarli ma aprirgli delle porte, dargli delle piste, orientarli e fornirgli gli strumenti necessari per presentare e sostenere le loro idee. Ogni film nasce da uno sforzo collettivo, di cooperazione ed è per questo che cerchiamo di creare delle sinergie tra le varie professioni: montatori/trici, sound designers, direttori della fotografia ecc. È importante che i giovani si incontrino per discutere di problemi, sfide e preoccupazioni comuni. Il DOCM offre la possibilità a registi che hanno già portato a termine il loro film di proporlo ed eventualmente venderlo internazionalmente cominciando o sviluppando così la loro carriera ma è anche un trampolino fondamentale per registi in divenire.

Grazie al Doc Think Tank Visions du Réel offre una piattaforma di discussione sulla situazione attuale e futura del mercato audiovisivo : come vedete questa evoluzione?
Siamo in un momento di sperimentazione. Il mercato numerico ha stravolto tutto. Dobbiamo affrontare nuove sfide, difficoltà supplementari, incertezza. È necessario discutere della situazione, delle sfide, soprattutto legate al pubblico: come e dove trovarlo? Dobbiamo anche considerare i video on demand, le nuove iniziative legate alla realtà virtuale e la nascita dei web doc e i transmedia. Cerchiamo di essere sempre all’ascolto del mercato cinematografico, catturandone le varie problematiche e facendole nostre. Dedichiamo ogni anno uno spazio a progetti svizzeri non ancora finiti ma in fase di realizzazione invitando un ospite che parli delle difficoltà che ha dovuto affrontare all’inizio della sua carriera e di come tutto ciò è evoluto. E molto coraggioso dalla parte degli invitati parlare del proprio percorso artistico. Quest’anno toccherà ad Anka Schmid. Oltre a ciò offriamo anche aiuti legati alla postproduzione ed affrontiamo dei temi fondamentali legati all’etica come per esempio la questione della remunerazione dei protagonisti dei film documentari. Ci siamo resi conto che ogni anno accogliamo dei registi che sono anche artisti ed è per questo che la prossima edizione si concentrerà anche sul rapporto tra arte contemporanea e cinema.

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