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“Volevamo qualcosa di veramente fantastico"

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Joachim Trier • Regista

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- TORONTO 2017: Dopo aver vinto il Premio della critica al Norwegian International Film Festival, Thelma, il quarto film di Joachim Trier, sarà tra le Special Presentation di Toronto

Joachim Trier  • Regista

Il regista norvegese Joachim Trier è un habitué al Toronto International Film Festival, che ha avuto in mostra tutti i suoi film: dal primo, Reprise [+leggi anche:
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(2006), vincitore del Premio Discovery; per poi passare a Oslo, August 31st [+leggi anche:
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(2011) e Segreti di famiglia [+leggi anche:
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(2015).

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La sua quarta opera,Thelma [+leggi anche:
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, tra le Special Presentation alla 42a edizione del festival che si terrà tra il 7 e il 17 settembre, arriva con un solido background: ha aperto il 45o Norwegian International Film Festival di Haugesund il 20 agosto, ricevendo critiche a cinque e sei stelle, e la critica norvegese gli ha consegnato il suo annuale premio in chiusura della cerimonia. 

Dopo Louder than Bombs, girato in inglese, Trier è tornato alla sua lingua madre con Thelma, che ha scritto insieme al suo abituale collaboratore Eskil Vogt, e in cui l'attrice norvegese Eili Harboe (insieme a Kaya Wilkins, Ellen Dorrit Petersen e Henrik Rafaelsen) veste i panni di una giovane donna che si innamora e scopre di avere spaventosi e inspiegabili poteri.

Il norvegese Thomas Robsahm che ha prodotto questo thriller soprannaturale per la Motlys di Oslo, ha fatto notare che “la prima internazionale di Thelma a Toronto è in perfetto tempismo con il lancio in Nord America, tra ottobre e novembre, curato dalla compagnia The Orchard di proprietà della Sony”. Nel frattempo, il distributore nazionale SF Norge ha ha stabilito la prima nazionale per il 15 settembre.

Cineuropa: Con Thelma è alla quarta opera scritta insieme a Eskil Vogt. Come avete iniziato a lavorare insieme?
Joachim Trier:
Ho incontrato Eskil quando avevo 18 anni e lui ne aveva 19, eravamo entrambi dei cinefili e andavamo al cinema insieme. Io ero piuttosto determinato a voler fare film e anche lui aveva lo stesso sogno. Io mi sono formato alla National Film and Television School, in Inghilterra, mentre lui aveva studiato Lettere e filosofia all'Università di Oslo (dove in effetti abbiamo anche girato alcune scene horror di Thelma) e poi ha iniziato a studiare cinema a La Fémis di Parigi.

Ragazze con superpoteri non penso siano frequenti a Oslo. Perché ne ha voluta una in Thelma?
Io e Eskil volevamo qualcosa di veramente fantastico. Siamo cresciuti tutti e due negli anni Ottanta, leggendo Stephen King e i fumetti giapponesi e ascoltando i sintetizzatori anni Settanta/Ottanta, come la musica di John Carpenter e Tangerine Dream. Ci chiedevamo se sarebbe stato possibile combinare questo tipo di materiale con la storia di una ragazza norvegese, che scopre che qualcosa di oscuro dentro di lei le sta facendo perdere il controllo della propria vita. Volevamo qualcosa dal forte potenziale visivo, che riuscisse a spingere nell'incubo e nel mistero, pur rimanendo all'interno di un genere: una storia soprannaturale più che un racconto allegorico, ma comunque una storia su esseri umani. E poi abbiamo cercato di pensare come raccontarla.

Come ha trovato l'attrice?
Per Thelma, innamorarsi di un'altra ragazza è piuttosto problematico, ma poi ciò che desidera comincia ad avverarsi; ma è veramente così? È stato difficile trovare l'attrice per il ruolo principale, dopotutto doveva avere a che fare con dei serpenti e recitare sott'acqua. Poi è saltata fuori Eili. Voleva fare da sola tutte le scene più pericolose; penso di non essere mai stato tanto preoccupato durante le riprese di un film. È andata in terapia e ha fatto esercizi di respirazione per rendere i suoi attacchi epilettici più realistici possibile. La sua performance è straordinaria, e credo sarà la prossima grande promessa della Scandinavia. 

I film norvegesi sembrano essere ovunque. Cosa è successo?
Fino a qualche anno fa, nessuno guardava i film norvegesi; ora credo più nella collaborazione tra le persone che negli stati. Credo che un manipolo di filmmaker norvegesi abbiano cambiato le cose, combattendo per il loro stile e i loro contenuti, con alcuni sostegni politici ed economici e alcuni incentivi. Dopo aver studiato a Londra, sono tornato a Oslo perché ci vedevo l'opportunità di fare il tipo di film che mi piacciono e che mi affascinano di più. L'ambizione e lo spirito non sono cambiati, con la mia squadra faccio i film che volevo fare. Non ho mai fatto niente per seguire una strategia, non sono abbastanza scaltro per questo.

(Tradotto dall'inglese)

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