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Adil El Arbi e Bilall Fallah • Registi

"Abbiamo sempre sognato di fare un film di gangster"

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- Incontro con i cineasti belgi Adil El Arbi e Bilall Fallah per parlare del loro nuovo film esplosivo, Patser – Gangsta

Adil El Arbi e Bilall Fallah • Registi
I registi Adil El Arbi e Bilall Fallah (© KFD)

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, due film molto cupi che hanno portato il duo Adil El Arbi e Bilall Fallah sulla ribalta del cinema belga, la loro nuova opera era molto attesa. Con Patser – Gangsta [+leggi anche:
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cambiano registro e realizzano un film esplosivo: un gangster movie divertente e iper energetico, i cui eccessi formali rispondono in modo sorprendente alle bravate dei suoi eroi.

Cineuropa: Qual è l’origine del progetto?
Adil El Arbi
:C’è da sapere che Anversa è la capitale storica della cocaina in Europa. Nel 2013, quattro giovani rubarono della cocaina alla mafia colombiana, scatenando una vera guerra di bande in Olanda, che è ancora in corso. Un altro fatto di cronaca ci ha ispirato, la storia di una banda di poliziotti che non esitava a picchiare i clandestini per derubarli di droga o denaro.

Bilall Fallah:Abbiamo sempre voluto fare un film di gangster, e questa era la storia perfetta! Si parla molto della criminalità a Bruxelles, mentre le Fiandre sarebbero pulite…

Adil El Arbi:E invece, da 200 a 300 tonnellate di coca transitano ogni anno ad Anversa, e gli anversani, piuttosto ricchi, e piuttosto biondi, ne consumano parecchia. Le bande urbane sono a Bruxelles, ma la coca è ad Anversa!

La vostra estetica si ispira direttamente ai videogiochi?
Bilall Fallah
: I giovani di cui parliamo ci giocano molto e finiscono per vedere la vita come un grande videogioco. Quando giocano a GTA 4, si sentono come Tony Montana in Scarface! È diventata una realtà per loro, non fanno più differenza.

Adil El Arbi: La nuova generazione di gangster è ovviamente cresciuta con i film, ma anche con i videogiochi e il rap. Quindi, era logico adottare questa estetica appariscente, evitare qualcosa di troppo realistico in grigio chiaro e grigio scuro. Un "patser" è uno showman, qualcuno che vuole gli occhi addosso. Dovevamo rimanere coerenti. Diciamo che la finezza era inaccettabile. Volevamo che fosse esplosivo in ogni senso.

La narrazione progredisce al ritmo dei sette peccati capitali. Da dove viene questa idea?
Adil El Arbi
: È un omaggio ai film di gangster in cui la religione ha un ruolo predominante, soprattutto perché il nostro personaggio principale, Matteo, ce l'ha nel sangue. È mezzo italiano, quindi è culturalmente ossessionato dalla religione cattolica. E poi le Fiandre sono anche storicamente un paese cattolico. La combinazione tra i sette peccati capitali e la narrazione step-by-step dei videogiochi ci ha presto convinto.

Quali erano le vostre influenze dirette?
Adil El Arbi
: I gangster movie americani, ovviamente, ma più vicino a noi in Belgio, c'è anche un film come Les Barons [+leggi anche:
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Intervista al regista e all'attrice di…
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. Inoltre il regista Nabil Ben Yadir, che ci segue sin dall'inizio, ha prodotto Patser. Ha scritto la sceneggiatura con noi, ha persino recitato nel film! E’ un po’ Les Barons fiammingo per noi. Volevamo ritrovare quell’energia, quell’umorismo e anche quell’originalità nella forma. E poi Les Barons si chiedeva cosa significasse essere un giovane di origine marocchina oggi a Bruxelles; ci siamo posti la stessa domanda ad Anversa.

Bilall Fallah: Adoriamo anche City of God, che ci ha segnato molto. E poi i film di John Woo, Tarantino, Spike Lee

Conducete in parallelo anche una carriera americana …
Bilall Fallah
: E’ un’esperienza molto ambivalente. C’è grande comfort sul set, con un grosso budget. Il rovescio della medaglia è che si tratta innanzitutto di business, bisogna rendere conto costantemente ai produttori e agli studi. Ogni scelta artistica deve essere ben argomentata. Ciò provoca frustrazione, ma abbiamo imparato a giustificare ogni scelta che facciamo oggi, a valutare i pro e i contro. Quindi quando siamo tornati a fare Patser, è stata comunque una grande liberazione artistica!

Come vi posizionate rispetto ad attori del mercato come Netflix?
Adil El Arbi
: Si dice che Netflix ucciderà il cinema, ma non è la prima volta che lo diciamo, e il cinema è ancora lì. Dovremo adattarci. Netflix offre una grande libertà agli autori, osano rischiare. Se continuiamo a limitarci, a produrre solo film molto generici, gli autori andranno tutti su Netflix e il pubblico con loro. Ma noi, i film del cinema vogliamo continuare a farli per il cinema e diffonderli al cinema. Patser, l'abbiamo fatto per il cinema, e non esiste venderlo a Netflix. È un film spettacolare, progettato per il grande schermo. Netflix può darci tutti i soldi del mondo, preferiamo portare Patser nei cinema!

(Tradotto dal francese)

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