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Babis Makridis • Regista

“Nel mio prossimo film, tutti rideranno sempre”

di 

- Abbiamo incontrato il regista-sceneggiatore greco Babis Makridis per parlare del suo secondo film, Pity, selezionato nel concorso World Cinema Dramatic del Sundance

Babis Makridis  • Regista
(© Margarita Nikitaki)

Di ritorno al Sundance, il festival cinematografico dove il suo film d’esordio, L [+leggi anche:
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, fu presentato sei anni fa, il regista-sceneggiatore greco Babis Makridis partecipa al concorso World Cinema Dramatic col suo secondo lunogmetraggio, Pity [+leggi anche:
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. Conservando molti degli elementi che lo hanno portato alla ribalta, il regista offre una commedia impassibile sul piacere di provare tristezza. Abbiamo avuto la possibilità di parlare con lui del potere della tristezza, dell'evoluzione del suo lavoro e della sua seconda collaborazione con il suo amico scrittore Efthymis Filippou.

Cineuropa: Qual è stata l’ispirazione per Pity?
Babis Makridis:
 L'ispirazione viene sempre dal guardare gli umani e dal guardare te stesso. Tutti, a vari livelli, vogliono dare o ricevere pietà; è un sentimento universale tra gli umani. La nostra storia parla più di ciò che le persone fanno per ricevere pietà. È un’analisi di questo comportamento quando è portato all'estremo.

Quindi dobbiamo davvero essere tristi durante il film, o il film cerca di farci sentire così? 
Non devi sentirti triste mentre guardi il film, anche se il protagonista vuole questo. Lui cerca di essere triste; questo è il suo trucco. Crede che una volta riuscito a raggiungere il dolore assoluto, potrà ricevere la compassione definitiva e senza tempo dagli altri.

Come L, ha realizzato una commedia impassibile finemente bilanciata tra l’ingenuità dei personaggi e l’assurdità dello script. Che cosa cambia stavolta? Pity è più cupo?
Pity ha una trama più chiara rispetto al film precedente, e credo che non lasci domande senza risposta sul personaggio. L era più sognante, più surreale e più aperto allo spettatore. Pity è certamente più cupo e divertente, in un certo senso.

Riguardo allo script, ha collaborato col suo amico Efthymis Filippou, che ancora una volta mette in mostra le sue abilità nello scrivere canzoni. Com'è stato lavorare con lui?
È sempre un piacere lavorare con Efthymis – prima di tutto perché è un amico, e in secondo luogo perché è davvero una macchina di idee. Non appena inizi a parlargli, un cancello si apre nel suo cervello e genera idee e pensieri. E sì, penso sinceramente che le sue canzoni siano sempre meravigliose.

Nessuno ride mai nei suoi film; le piace creare eroi comici scorbutici all'interno di ambienti patinati? Contraddire la sua esperienza di lavoro nella pubblicità?
L'ambiente e il modo in cui i personaggi agiscono dipendono dalla storia che hai ogni volta. Abbiamo scelto un'atmosfera patinata in Pity perché non volevamo avere un'immagine triste o miserabile. Volevamo un mood che fosse contrario allo stato d'animo del personaggio. Penso che come regista devi fare quello che la trama richiede, e non decidere in base al mezzo, a prescindere che tu stia lavorando su un film o su una pubblicità. Forse nel mio prossimo film tutti rideranno sempre. Sarebbe spaventoso [ride]!

Come per il suo esordio, questo film è in anteprima al Sundance e in seguito andrà a Rotterdam. Il suo team produttivo è rimasto pressocché intatto da allora. Qual è la chiave di questo successo e che cosa si aspetta che accada con Pity?
Secondo me, la chiave è collaborare con persone di cui ti puoi fidare e con cui ti piace lavorare, perché possono aiutarti a realizzare la tua visione meglio di chiunque altro. Se li trovi una volta, resti con loro. Sarebbe stupido cambiarle. L'unico sogno che ho per Pity è di raggiungere quante più persone possibile.

(Tradotto dall'inglese)

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