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Marco Bellocchio • Regista

Amore, sacrificio ed eutanasia

di 

- Bella addormentata affronta un caso che ha diviso un intero Paese

Marco Bellocchio • Regista

Gli ultimi sei giorni di Eluana Englaro vengono ripercorsi da Marco Bellocchio inBella addormentata [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Marco Bellocchio
scheda film
]
, film presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Il caso di Eluana, In stato vegetativo da 17 anni, divise l'Italia e scatenò battaglie civili e politiche tra favorevoli e contrari all'accanimento terapeutico.

Cineuropa: Il film ripercorre qui momenti convulsi del caso Englaro come fosse il racconto di uno psicodramma collettivo.
Marco Bellocchio: Il caso Englaro ha occupato i giornali, le tv e internet, mentre davanti alla clinica dove era stata portata la ragazza c'erano poche persone a protestare e ci sono stati solo alcuni scontri verbali ma nient'altro. Mentre l'Italia si preparava alla difesa della costituzione, da una parte, e alla corsa alla legge che bloccasse l'eutanasia, dall'altra. In una specie di un montaggio alla Griffith (cioè due azioni alternate e parallele a creare l'attesa, ndr), c'era questa grande ansia, mentre la vita di questa povera ragazza veniva portata al suo naturale compimento.

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Nel film i politici sono definiti ironicamente dei "malati di mente".
Non c'e' un atteggiamento di disprezzo verso i politici, piuttosto si parla della loro disperazione e del loro smarrimento. Constato una certa disumanità patologica che mi preoccupa più dell'arraffamento e del desiderio di stare su una poltrona. Questa è la loro disperazione e ne sono inconsapevoli.

Nel film è rappresentato anche un mondo cattolico che non ha dubbi e non include spazi per posizioni diverse dalle proprie.
Non c'era un'intenzione strategica di voler raccontare le diverse posizioni sul caso Englaro. Mi sono appassionato ad una storia in cui c'erano personaggi appartenenti al mondo dei cattolici. La mia formazione cattolica fa sì che io conosca i cattolici. Certe cose sono incancellabili, rimangono nell'animo di ciascuno di noi. Non c'è una posizione di equidistanza, il voler raccontare con oggettività, che è un concetto che non serve. Ho dei rapporti ottimi con tanti cattolici, con i quali c'è un terreno di confronto, affetto e scambio. E questa era la cosa che mi interessava nel rapporto tra i personaggi interpretati da Michele Riondino e Alba Rohrwacher, perché sono su fronti opposti come Romeo e Giulietta. Dicono: possiamo amarci nonostante tu abbia fede ed io non ce l'abbia.

Uno dei temi del film è il sacrificio, ognuno dipende da qualcun altro.
Il sacrificio un concetto religioso propriamente cattolico. Sacrifico la mia vita, la mia felicita. Noi siamo stati educati al sacrificio e questo e un guaio!

Il film arriva nelle sale a pochi giorni dalla morte del cardinal Martini che ha riaperto il dibattito sull'eutanasia.
Non sono un cinico. Lo scandalo al cinema non esiste più, perché altri mezzi che vengono prima, come internet, lo annullano. Ho sempre cercato di fare buoni film, dell'utilizzare argomenti di scandalo non m'è mai importato nulla.

Ha talmente spaventato la Regione Friuli Venezia Giulia che è stata soppressa la Film Commission per impedire il finanziamento al film.
Il comune di Udine ha collaborato con precisione e attenzione, noi abbiamo girato per una settimana davanti alla clinica e non c'è mai stato nessun incidente e nessun cittadino ha protestato. Per ragioni immagino politiche la Provincia e la Regione governate dal centro-destra hanno voluto fare una battaglia e un boicottaggio a posteriori. Il film aveva avuto quello che gli spettava. La cosa grottesca,  che denota ladimensione di autodistruzione della classe politica, è stata l'abolizione della film commission regionale, in nome di un 'principio' politico.

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