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Marta Donzelli • Produttrice

“I partner europei sono un’opportunità creativa e di mercato”

di 

- Incontro con Marta Donzelli, di Vivo Film, in occasione della selezione del suo progetto Figlia mia per il 14° Berlinale Co-Production Market

Marta Donzelli • Produttrice

C’è un progetto italiano tra le 36 coproduzioni selezionate per il 14° Berlinale Co-Production Market, che si terrà nell’ambito del Festival di Berlino dal 12 al 15 febbraio. Si tratta di Figlia mia (Daughter of Mine) di Laura Bispuri, unica italiana nel concorso della Berlinale del 2015 con l’opera prima Vergine giurata [+leggi anche:
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Q&A: Laura Bispuri
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(premiato in vari festival). Per il progetto di Figlia mia, la Vivo Film di Gregorio Paonessa e Marta Donzelli ha ottenuto uno slate funding di Europa Creativa. Il film sarà una riflessione sulla maternità: la storia di una ragazzina alla ricerca della propria identità, e quella di due donne che impareranno a essere madri.

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Cineuropa: A che punto è il progetto?
Marta Donzelli:
Siamo in una fase preliminare. Abbiamo ottenuto il finanziamento dal MiBACT, il soggetto è stato finanziato dalla Regione Sardegna. Nessuna conferma ancora ma c’è l’intenzione di lavorare insieme agli stessi coproduttori di Vergine giurata, cioè Bord Cadre Films per la Svizzera e The Match Factory per la Germania, che in ogni caso avrà le vendite internazionali del film. Le riprese sono previste per quest’estate, tra giugno e settembre in Sardegna. Colorado, che aveva una partecipazione in Vergine giurata, almeno nello sviluppo ha una quota minoritaria che credo si confermerà anche in fase di produzione. 

Il progetto di Vergine giurata arrivava dall’Atelier Cinéfondation di Cannes. Vivo Film ha una netta propensione a ricercare occasioni all’estero e partner stranieri.
Tutti i nostri film sono coproduzioni. Nel 2016 ci sono stati I figli della notte [+leggi anche:
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intervista: Andrea De Sica
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di Andrea De Sica (unico film italiano in concorso al Torino FF 2016, ndr) e Nico, 1988, ora in fase di montaggio, entrambi coprodotti con il Belgio (Tarantula). Per entrambi abbiamo avuto il sostegno del fondo per la coproduzione di Eurimages (rispettivamente con 250.000 e 440.000 €, ndr). La coproduzione nasce in parte da una necessità, perché la tipologia dei film che produciamo trova difficilmente il 100% di finanziamento in Italia. Ma è un’esigenza che si trasforma in opportunità, perché significa allargare fin dalla fase produttiva i mercati potenziali del film, far nascere un dialogo dal punto di vista creativo che ci consente di avere uno sguardo più internazionale, lavorare con tecnici e componenti artistiche non necessariamente italiani. 

Il problema dei film indipendente rimane la distribuzione, spesso non adeguata.
E’ il vero problema. Siamo in una fase di trasformazione dei modelli distributivi e di mercato, dunque in Italia e anche in altri Paesi prevale la prudenza, contro la voglia di inventarsi delle modalità diverse. Se un progetto appare sulla carta poco commerciabile, questo rischia di rappresentare una barriera alla possibilità di incontrare un proprio pubblico, giocare una partita ad armi pari con altri film. Per le opere prime e seconde c’è un reale problema.

Però su questo c’è uno sforzo notevole da parte di Cinecittà Luce, che ha anche distribuito alcuni vostri film.
E’ stata l’unica realtà che ha supportato in maniera programmatica il cinema indipendente. Non so se riusciranno a farlo ancora perché la situazione delle sale è molto complicata, si rischia di partire con uno svantaggio preliminare.

La nuova legge dovrebbe portare delle novità.
Si, ci sono incentivi notevoli per i produttori che decideranno di auto-distribuire i propri film. Vedremo se funzionerà. Noi per esempio abbiamo avuto di recente un’esperienza tutto sommato virtuosa con un documentario inglese da noi coprodotto, Innocence of Memories sul premio Nobel Orhan Pamuk. E’ stato distribuito in Italia dalla Nexo, nella modalità “evento”, cioè molte sale in un numero ristretto di date. In due giorni ha fatto oltre 10mila spettatori, un risultato apprezzabile rispetto a tanti film indipendenti.

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