email print share on facebook share on twitter share on google+

Tommaso Mottola, Gørild Mauseth • Regista e attrice/produttrice

“Un viaggio nel teatro, il cinema, la letteratura e la Russia”

di 

- Il regista italiano Tommaso Mottola e l’attrice-produttrice norvegese Gørild Mauseth hanno presentato in prima internazionale il loro docu-fiction Karenina & I al 13° Biografilm di Bologna

Tommaso Mottola, Gørild Mauseth • Regista e attrice/produttrice
(© Gianluca Iarlori / Biografilm)

“Un viaggio di cinque anni nell’ossessione di una donna e attrice. Un viaggio nel teatro, il cinema, la letteratura e la Russia, ma anche un film sulla famiglia”. Con queste parole, il regista italiano Tommaso Mottola ha presentato al pubblico del 13° Biografilm di Bologna (9-19 giugno 2017) il suo appassionante docu-fiction Karenina & I [+leggi anche:
trailer
intervista: Tommaso Mottola, Gørild Ma…
scheda film
]
, in cui segue sua moglie, l’attrice norvegese Gørild Mauseth (anche produttrice del film), nel suo viaggio in Russia sulle tracce di Anna Karenina per prepararsi a una sfida gigante: interpretare l’eroina di Tolstoj a Vladivostok, in russo, lingua a lei totalmente sconosciuta. Ne abbiamo parlato con loro in occasione della prima internazionale del film a Bologna.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Cineuropa: Come è nata l’idea di questo lungo viaggio in Russia?
Tommaso Mottola: Nel 2012, Gørild ha messo in scena Anna Karenina in 52 città della Norvegia. La direttrice del teatro le aveva detto: hai un figlio, non puoi lasciarlo a casa, non voglio un’altra Karenina oltre a quella sul palco. E così, l’ho seguita con nostro figlio, ho fatto il Karenin, tenevo in piedi la famiglia. Ma mi è servito anche molto: ho visto lo spettacolo 30-40 volte in una lingua misteriosa, ne ho avuto un’esperienza quasi fisica, ho visto e digerito tutti i movimenti di scena e degli attori. Tempo dopo, sono stato in Russia per lavoro e Gørild è venuta con me. Dopo pochi giorni, le viene chiesto di portare Karenina lì, in russo. Lei era scatenata: voleva farlo assolutamente, imparare la lingua. Così ho pensato che dovessimo cogliere l’occasione insieme e fare un viaggio in treno: 11.000 chilometri attraverso la Russia, un mese di viaggio, fino a Vladivostok. Volevo che lei visitasse i luoghi di Tolstoj e abbiamo contattato più persone possibili per farle conoscere il Paese.
Gørild Mauseth: Una delle sfide era dimenticare la Norvegia, la mia lingua, la mia cultura, dimenticare l’Europa e tuffarmi dentro la Russia ed essere aperta. Abbiamo finanziato il film tappa dopo tappa, grazie al crowdfunding, avevamo 42 giorni per raccogliere 62.000 euro.

Il successivo ingresso di Liam Neeson nel progetto, poi, avrà aiutato. Come lo avete coinvolto?
T.M.: Avevamo quasi chiuso il film, ma Gørild si era tenuta una montagna di materiale e frasi su cui aveva lavorato, abbiamo quindi pensato che ci volesse la voce di Tolstoj. Così lei ha chiamato Liam, ma inizialmente perché pensava che potesse aiutarci con i soldi per chiudere il film.
G.M.: Lui mi ha risposto: soldi non posso metterne, ma ti posso fare il voicing. La cosa divertente è che ha cominciato a vendersi con me, in quanto produttrice (“sono bravo nel voicing, sai”, “pensaci”). Vado a casa, prendo il libro e le frasi che avevo immaginato con la mia voce, erano le sue. In quel modo potevamo portare il film a un altro livello, alla lingua universale, l’inglese. Così gli ho detto: vorrei che facessi Tolstoj, e lui ha accettato con entusiasmo, ha capito che era un film che parla del nostro bel mestiere, fatto di sacrifici e di tanto studio. Non potendolo pagare quanto meriterebbe, gli ho proposto di investire nel mio film, e così è diventato produttore associato. Naturalmente, con il nome di Neeson, è nato un grande interesse attorno al film (che è stato poi finanziato da North Norwegian Film Center, Film Fund Nord, Norwegian Film Institute, SNN1, Grieg Foundation, Regione Lazio, ndr).

Nel film spicca un grosso lavoro di montaggio. Come ci avete lavorato?
T.M.: All’inizio volevo fare un road movie, che sarebbe stato più facile: un’attrice che va da un posto all’altro con un’impresa difficile da mettere in scena. Mi sono messo a disposizione di tutto quello che avveniva, Gørild è stata 18 ore al giorno col microfono addosso. Ma poi ho avuto modo di fare anche le riprese in teatro, nei due mesi di prove a Vladivostok. Abbiamo avuto un grandissimo montatore, Michal Leszczylowski, che ha fatto Fucking Amal e altri film potentissimi, ha lavorato con Tarkovsky, Liv Ullmann e Bergman, e anche in teatro. Abbiamo montato e smontato in modo che si arrivasse a un incontro tra le due donne. Il mio obiettivo era anche far capire la storia di Anna Karenina a chi non l’ha letta, dare la possibilità di seguire lo spettacolo. E poi la circolarità, aprire e chiudere sulla neve: ha creato l’impatto con lo spettatore. Stai vedendo un documentario ma non sai se lo è veramente, è stato difficile combinare realtà e finzione, ma dovevo farlo perché Tolstoj è finzione, il lavoro dell’attore è finzione, quindi non ho avuto paura.

Karenina & I è già uscito in Norvegia. Dopo il Biografilm, quali saranno le sue prossime tappe?
G.M.: In Norvegia è uscito due mesi fa in 60 cinema. Abbiamo ripetuto il modello della tournée, abbiamo viaggiato con la copia, per avere un dialogo con il pubblico e parlare dell’attualità di questa storia: al momento attuale ci sono 150 spettacoli di Anna Karenina in tutto il mondo.
T.M.: Ora abbiamo una tournée in Russia, anche l’Inghilterra è molto interessata. Spero di portarlo in Italia a fine anno.

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Leggi anche