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LECCE 2018

Branko Schmidt • Regista

"Sono spaventato dai giovani che vengono allevati nella nostra società"

di 

- Cineuropa ha parlato con Branko Schmidt in occasione dell’uscita del suo ultimo film Agape sugli schermi nazionali e regionali

Branko Schmidt  • Regista

Branko Schmidt è uno dei più importanti filmmaker croati contemporanei e uno dei critici più schietti della società. La sua trilogia non ufficiale di critica sociale sceneggiata dallo scrittore Ivo Balenović, cominciata con la bassa società di Metastases e proseguita con la corruzione sistematica e umana di Vegetarian Cannibal, [+leggi anche:
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, un film su temi molto controversi che ha come protagonista un prete. Schmidt è determinato a mantenere lo stesso percorso socialmente consapevole per i suoi progetti futuri; nel frattempo, Agape entra in distribuzione. Abbiamo incontrato il regista a Zagrabia per parlare con lui del suo film.

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Cineuropa: E’ la sua terza collaborazione con Ivo Balenović che mette i problemi della società croata contemporanea in primo piano. Ma stavolta è uno script originale. Era questa la ragione delle tante bozze di cui parlava a Pola?
Branko Schmidt:
No. Metastases era adattato da un romanzo e c’è stata una produzione teatrale nel frattempo; avevamo scritto 80 o 90 bozze. Per Cannibal Vegetarian, anch’esso un adattamento, c’erano state qualcosa come 5 o 6 stesure prima di quella finale. Alcune sceneggiature sono più semplici da scrivere, altre sono più difficili. Alcune sono complicate perché sono adattamenti, altre perché sono testi originali.

Ci sono tanti temi proposti in un formato compatto di 75 minuti. Parla di chiesa, catechismo, di amore per Dio, amore per l'uomo, del tabù della pedofilia, di intolleranza... Esiste un tema principale del film, qualcosa su cui ha voluto porre un’attenzione particolare?
Penso che parli dell'intolleranza nella nostra società. Non è un problema solo per la Croazia, ma per un certo numero di paesi europei e anche per gli Stati Uniti. È ovvio che abbiamo scelto il cammino che io disprezzo di più e stiamo perdendo la cosa che ha reso il nostro mondo bello: la ricchezza nella diversità. Il proverbiale pendolo è andato dall'altra parte e non c'è molto che possiamo fare a riguardo, come artisti, autori, registi. Possiamo mettere in guardia l'élite e il pubblico in generale, mostrare loro i segni, provare a immaginare le conseguenze, ma le possibilità di cambiamenti reali sono scarse.

Uno degli argomenti che esplora nel suo film è quello delle differenze tra generazioni. Ha invertito uno dei cliché sui giovani che li vede come i più tolleranti e aperti di tutti. Perché la gioventù croata è così conservatrice?
Nel film non sottolineo mai che il prete, il protagonista, è un pedofilo. Lui è solo diverso. Il suo approccio ai bambini è diverso da quello che ci si aspetta. Basta questo per etichettarlo e infine eliminarlo dalla società. La chiesa non è l'unica da biasimare. C'è anche la scuola, la famiglia... Sono un po’ spaventato dai giovani che vengono allevati nella nostra società, croata, europea, globale.

La chiesa nel film è un edificio che è stato costruito e adattato per il film. Perché non ha preso una delle tante chiese di Zagabria? Non ha avuto il permesso? Non l'ha chiesto? Sapeva che non glielo avrebbero concesso?
Abbiamo chiesto il permesso in un colloquio con i rappresentanti della chiesa e la risposta è stata negativa sin dall'inizio. Non per il tema che stavamo trattando. Quindi abbiamo affittato un bellissimo edificio, un ex padiglione francese della Fiera di Zagabria. Fortunatamente, è stato rinnovato di recente e l'abbiamo decorato come una chiesa. L'intero progetto ha preso una grossa fetta del budget.

A parte Goran Bogdan, i due ruoli principali sono incarnati da attori serbi, entrambi già interpreti di No One’s Child [+leggi anche:
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, dove avevano tra loro una chimica piuttosto diversa rispetto a quella di Agape. Come mai li ha scelti, nonostante i problemi amministrativi e produttivi, il coaching vocale, ecc.?
Non abbiamo avuto molto tempo a disposizione quando abbiamo iniziato la produzione, quindi non abbiamo potuto fare un'audizione per cercare ragazzi come quelli di Zagabria. Ho visto No One’s Child e quando è arrivato il momento, sembravano perfetti per i ruoli. Sono semplicemente grandi attori e noi eravamo preparati per aiutarli nel vocal coaching, era ancora più facile in quel modo. Denis Murić, che è originario del Kosovo, parla più correttamente, quindi non era un problema, ma trasformare il caratteristico accento di Belgrado di Pavle Čemerikić in quello della Slavonia, dell'est della Croazia, era un po’ più difficile, così abbiamo arruolato un'attrice, Helena Buljan.

Agape sarà distribuito in Croazia alla fine di novembre. Che ne è della distribuzione internazionale e nei festival?
Abbiamo appena firmato il contratto con Blitz. Il film sarà proiettato anche in Bosnia, probabilmente in contemporanea con la Croazia, e abbiamo anche piani per la Serbia. Sfortunatamente, ho avuto alcuni problemi di salute dopo che abbiamo finito le riprese, quindi non ho potuto concentrare la mia attenzione su questo. Ora abbiamo raggiunto un accordo di rappresentanza con Soul Food, quindi stiamo lavorando alla distribuzione in altri paesi al di fuori della ex-Yugoslavia.

(Tradotto dall'inglese)

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