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CANNES 2018 Fuori concorso

Lars von Trier • Regista

“Non ho mai ucciso nessuno… Se lo farò, sarà probabilmente un giornalista”

di 

- CANNES 2018: Lars von Trier torna a Cannes fuori concorso con The House That Jack Built, si sente rilassato e parla, quasi volentieri, con la stampa

Lars von Trier • Regista
(© M. Petit / FDC)

Sono passati sette anni da quella fatale conferenza stampa di Melancholia [+leggi anche:
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nel 2011 in cui passò da allegre battute sulla fine del mondo a simpatizzare un po' per Hitler. Ne conseguì un terremoto mediatico e il bando ufficiale di Lars von Trier, qualificato come persona non grata al Festival di Cannes. Revocato il bando, il cattivo ragazzo è tornato in città e provoca di nuovo una certa quantità di disagio sulla Croisette con il suo studio su un serial killer The House That Jack Built [+leggi anche:
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, proiettato fuori concorso e interpretato da Matt Dillon e da uno sfortunato cast di vittime femminili. 

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Cineuropa: Le reazioni immediate a The House That Jack Built sono state riportate in tempo reale durante la proiezione di gala lunedì sera. Abbandoni della sala e disgusto sono alcune di queste, insieme a proteste ad alta voce.
Lars von Trier:
Il che mi ha rilassato molto. È abbastanza importante non essere amato da tutti, perché se no hai fallito. Non sono sicuro che lo odiassero abbastanza, però. Se diventerà troppo popolare, avrò un problema. Ma l'accoglienza mi è sembrata giusta, credo. In ogni caso, è stato un piacere scrivere questo film. Non so molto dei serial killer, ma conosco un po' di psicopatici. E non ho mai ucciso nessuno... Se lo farò, sarà probabilmente un giornalista.

E’ nuovamente disposto a parlare con la stampa, però…
Ho scelta?

Ha dipinto diverse donne buone nei suoi film nel corso degli anni. Questa è la volta di un uomo malvagio. Perché questo cambiamento?
E’ un compito che mi ero dato, che era molto piacevole e forse anche un po' infantile, soprattutto quando ho capito che tutte le donne sembravano estremamente stupide. È anche rigenerante con un personaggio principale che può fare praticamente qualsiasi cosa quando si tratta di atti terribili e di farla franca. Ho rivisitato alcune ottime pubblicazioni di Patricia Highsmith per la giusta ispirazione.

Come ci si sente a tornare a Cannes, dopo gli eventi passati?
Bene; mi sento benvenuto. L’accoglienza quando sono entrato al cinema ieri è stata molto calda. È anche un po' bello essere fuori concorso. Hanno chiarito fin da subito che non sarei stato in competizione questa volta, come un residuo di punizione per me. Thierry Frémaux ha lavorato duro per me - per qualche ragione, è stato difficile rimuovere l’etichetta della persona non grata, molto difficile. Comunque, è un po' stupido competere nel cinema... E devo essere il peggior concorrente al mondo, perché sono stato a Cannes 12 volte e ho vinto quattro o cinque premi. Chiunque altro avrebbe raccolto i suoi cinque premi e poi si sarebbe fermato, ma sono tornato ancora e ancora, per niente. Dato che devo sempre restare fino alla fine perché mi faccio tutta la strada in macchina dalla Danimarca, è solo umiliante sentirsi dire l'ultimo giorno che non c'è nulla da prendere. 

Questi sette anni come l’hanno cambiata, secondo lei?
Penso di essere più umile oggi. Ho affrontato un bel programma per trattare il mio problema con l'alcol, dove impari a vedere le cose più "carpe diem", a cogliere l'attimo. Ma qui a Cannes, è impossibile non bere, quindi sto facendo una piccola vacanza dal programma al momento. Non prendo Antabus, perché se ho un attacco d'ansia davvero grande, l'unica cosa che funziona è l'alcol. 

Quali sono i suoi prossimi progetti filmici?
Ho un’idea per una serie di 36 episodi da dieci minuti che si chiamerà Etudes. Si basa sulla lista di 36 situazioni drammatiche del professore di cinema francese Georges Polti. I film saranno girati in diverse lingue. Spero che girare diventerà più piacevole... Quando lavoro, ho meno paura.

(Tradotto dall'inglese)

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