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VENEZIA 2018 Settimana Internazionale della Critica

Letizia Lamartire • Regista

"Questa donna racchiude in sé emozioni e molta passione"

di 

- VENEZIA 2018: Letizia Lamartire vede proiettato il suo film di debutto, Saremo giovani e bellissimi, nell’ambito della Settimana Internazionale della Critica

Letizia Lamartire  • Regista
(© Settimana Internazionale della Critica di Venezia)

Dopo solamente un anno dal suo cortometraggio di diploma, Piccole italiane, presentato alla Settimana Internazionale della Critica della 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Letizia Lamartire ritorna nella stessa sezione con il suo lungometraggio d’esordio Saremo giovani e bellissimi [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Letizia Lamartire
scheda film
]
. La vicenda, ambientata a Ferrara, si sviluppa attorno a Isabella, cantante pop che ha “sfondato” con un singolo e suo figlio Bruno, anche lui musicista. Vengono raccontati i drammi della loro vita quotidiana, dell’amore e della musica. I personaggi principali sono interpretati da Barbora Bobulova e Alessandro Piavani, mentre per quanto riguarda i sottofondi musicali Matteo Buzzanca ha composto alcune canzoni tipiche e adatte allo stile della fine degli anni ‘80/inizio ’90. A tal proposito, poco dopo l’intervista di Cineuropa con la barese Lamartire, il film è stato premiato con un Soundtrack Stars Award proprio per la sua qualità musicale.

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Cineuropa: Non tutti i registi italiani possono sognarsi di veder presentato il loro film – d’esordio persino – sulla scena nazionale a Venezia. A lei, invece, è stato dato un assaggio già l’anno scorso. Come si sente in questo momento?
Letizia Lamartire: Emozionata, proprio per il motivo che ha detto, ma anche per il fatto che è una vera soddisfazione anche per tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita del film. Molti sono dei compagni del Centro Sperimentale, la mia scuola di cinema di Roma e altri, la maggioranza, sono alla prima esperienza post diploma. Io, invece, che ero a Venezia l’anno scorso con il mio cortometraggio sono sufficientemente preparata. E’ appagante essere riconfermati al festival. Sono molto fortunata.

I due personaggi principali, Isabella e Bruno, hanno rispettivamente tra i 40 e i 20 anni. Lei ne ha circa 30, ovvero più o meno a metà tra i due. E’ stato un punto di partenza questo?
Esattamente. Sono riuscita a percepire entrambe le prospettive: da un lato i dissidi interiori di Bruno e dall’altro il modo di vedere le cose di Isabella. Probabilmente mi sento più vicina a Bruno soprattutto per l’ambizione artistica, ma c’è anche da dire che quando pensai al personaggio di Isabella fu subito amore. E’ una donna che racchiude in sé emozioni e molta passione: tutto ciò che tentavo, di buon grado, di giustificare.

A che punto si sono aggiunte la melodia e le canzoni?
Fin da subito poiché, secondo me, la musica è il terzo personaggio del film. Marco Borromei, uno dei miei co-autori, ebbe l’idea iniziale. Lui mi consigliò caldamente di seguire in prima persona questo aspetto del film perché ho qualche reminiscenza di canto, chitarra e basso dai tempi del conservatorio. Mi sentivo, infatti, nel mio elemento: il film è diventato mio a 360 gradi. Matteo Buzzanca ha composto la musica sulla falsariga del copione quindi tutto è combaciato perfettamente.

Aveva bisogno di due attori che sapessero sia cantare che suonare uno strumento. E’ stato difficile trovarli?
Alessandro Piavani canta molto bene, ma avevo bisogno di qualcuno che fosse in grado anche di suonare la chitarra quindi io stessa gli ho impartito qualche lezione e dopo sei mesi ci è riuscito. Per quanto riguarda Barbora Bobulova... beh, che dire è stata lei a scegliere me! Era semplicemente perfetta. Da grande attrice del panorama italiano qual è, è stata molto gentile nei miei confronti, che ero “vergine”. Ad oggi posso chiamarla un’amica. Quando era più giovane, Barbora prese qualche lezione di canto lirico dunque la sua performance è stata ineccepibile sia come attrice che come cantante. Se c’è una cosa che vorrei fosse maggiormente apprezzata del film è proprio la sua interpretazione.

La scarsa presenza di registe femminili in questa edizione della Mostra del Cinema di Venezia è stata fortemente notata. Cosa ne pensa?
Vorrei davvero sapere il perché di questo fenomeno. Dovremmo prendere in esame i dati tecnici: ci sono state poche iscrizioni? Cosa non ha funzionato? Vorrei capirlo. A parte ciò, sono pienamente cosciente che una donna non può produrre un film ed essere automaticamente selezionata. Sarebbe curioso conoscere i veri motivi di questa vicenda, ma al di sopra di tutto è fondamentale migliorare la posizione femminile nella cinematografia così da aumentare le probabilità di essere scelte. Allo stesso tempo, però, non dobbiamo presentarci come vittime del sistema. Sono ottimista: interesse e fiducia sono in costante crescita tra le registe.

(Tradotto dall'inglese di Laura Comand)

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