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VENEZIA 2018 Concorso

Mike Leigh • Regista

"Il mio lavoro è guardare la gente come persone"

di 

- VENEZIA 2018: Abbiamo incontrato il cineasta britannico Mike Leigh per parlare di Peterloo, che racconta nel dettaglio la tragedia avvenuta a St Peter’s Field a Manchester nel 1819

Mike Leigh  • Regista
(© La Biennale di Venezia - foto ASAC)

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di Mike Leigh, sostenuta da Amazon Studios, esplora il contesto del Massacro di Peterloo, una delle grandi tragedie nella storia della Gran Bretagna, una tragedia che tuttavia, come sottolinea il cineasta britannico, rimane relativamente sconosciuta. Il film è in concorso alla Mostra di Venezia.

Cineuropa: Perché era importante per lei parlare di questo evento in particolare? Al di fuori del Regno Unito non è molto conosciuto.
Mike Leigh:
Non è molto conosciuto neanche nel Regno Unito. Anche le persone che, come me, sono cresciute nella zona di Manchester, non sono state istruite su questo a scuola. Poiché sapevo che il bicentenario dell'evento si stava avvicinando, mi è sembrato un buon momento, per questa semplice ragione. Il mio obiettivo era quello di essere il più preciso possibile sui fatti, e poi di formularli attraverso una drammaturgia, in una forma cinematografica. Ciò che è interessante è che dopo un po' iniziamo a pensare "Più va avanti, più mi sembra attuale". La prima volta che ho fatto un film storico era Topsy-Turvy. Volevo prendere quel mondo di scatole di cioccolatini di Gilbert e Sullivan, e guardarli come persone di oggi. Ho fatto la stessa cosa per questo film. Ora, se mi stai chiedendo se sto cercando di parlare di ciò che sta accadendo in questo momento, la risposta è no. Non saprei nemmeno come. Siamo nel mezzo di una crisi folle e stupida e non sappiamo quale sarà il risultato.

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Quando qualcuno rifiuta di parlare di certi eventi, in genere significa che ne è turbato. Pensa che sia questo il caso?
Recentemente ho sentito parlare di un professore che ha cercato di mettere il massacro nel programma e a cui è stato chiesto di rimuoverlo. È stato, tuttavia, un momento importante nella storia della democrazia, una pietra miliare e un evento precursore per tutta una serie di altre cose che sono successe molto dopo. Allora, perché continuiamo a reprimerne la memoria? È una bella domanda Primo, e si dice nel film, l'influenza della rivoluzione francese è stata enorme. In seguito, Londra era piena di rifugiati francesi, e le autorità e la monarchia erano in preda alla paranoia: temevano che la cosa si ripetesse. Molti di noi rimangono repubblicani di cuore, e non si capisce perché abbiamo una famiglia reale. Questa è per me la sciocchezza più inspiegabile nella storia dell'umanità.

La cosa interessante è che il film parla anche della stampa: gli eventi in questione hanno avuto un ruolo significativo nella fondazione del quotidiano The Guardian. Questo l’ha fatta riflettere su come sono cambiate le cose da allora?
Facendo delle ricerche su questa questione specifica, sono rimasto stupito, sbalordito e impressionato dal modo in cui la stampa ha coperto l'evento. I giornali sono stati meticolosi, precisi nei dettagli, intelligenti nelle loro analisi, responsabili, per la maggior parte. Hanno prodotto una gran quantità di documenti e a una velocità incredibile, il tutto con la tecnologia basilare dell'epoca, una pagina alla volta. Nella mia gioventù, ho pubblicato alcune riviste. C'è una purezza in quel procedimento. Ora il problema è che ci sono molti media diversi e i giornali stanno lottando per sopravvivere. È molto complesso e deprimente. Questo è progresso oppure no? Possiamo porci tutte queste domande, ma non ho mai realizzato un film che dica cosa pensare.

Perché si concentra sul personaggio di Joseph all'inizio? Ci si aspetta che la storia giri intorno a lui, e invece non è così.
Hai pensato che fosse il protagonista perché è il primo personaggio che vedi e perché vedi molti film (ride). Ci rendiamo presto conto che il film non parla solo di lui. A Peterloo c'erano veterani di Waterloo come John Lees, ferito e morto due settimane dopo. Ho ripreso quello. Il fatto è che qui ogni attore rappresenta un individuo particolare, in modo molto solido. Ci è voluto tempo e pazienza per arrivare a questo, ma hanno svolto bene il loro compito e tutta l'energia creativa (e probabilmente politica) che volevo era lì. Ho pensato che, dato il soggetto, convenisse iniziare il film introducendo la famiglia di Joseph. Non portano loro la storia, ma sono lì per mostrare quali erano i problemi, per la gente comune.

Tutta la sua carriera è dedicata alla gente comune.
E questo film non fa eccezione. Anche il principe reggente è un essere umano come te e me. Il mio lavoro è guardare la gente come persone e dar loro vita sullo schermo. Quando da bambino andavo al cinema a Manchester, mi dicevo: "Che bello sarebbe se i personaggi fossero come persone reali!". Questa è una delle motivazioni del mio lavoro.

(Tradotto dall'inglese)

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