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Abdi Gouhad • Attore

"Un mix di culture"

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Abdi Gouhad • Attore

Cineuropa: Ci racconti del suo lavoro prima di Welcome Home. Qual è stata la sua formazione?
Abdi Gouhad: La mia formazione personale è il risultato di un mix di culture. Sono nato in Somalia, cresciuto nell’Aden (en Yemen) e in seguito mi sono trasferito a Londra, dove ancora vivo e lavoro. Come attore, ho studiato alla London Academy of Music and Dramatic Art. Welcome Home è il mio quarto film. Prima di questo, ho avuto un piccolo ruolo in Dirty Pretty Things di Stephen Frears. Ho lavorato anche in Rollerball di Norman Jewison ed in I’ll Sleep when I’m dead di Mike Hodges.

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Com’è iniziata questa avventura?
Ho fatto il primo provino con Andreas a Londra. Abbiamo parlato del film, di politica, delle esperienze personali etc. Quello che ho visto di Andreas mi è piaciuto molto. Con lui è difficile distinguere l’uomo dal regista. Ha le idee molto chiare, ascolta gli attori ed è molto accurato durante le prove, permette alla macchina da presa di muoversi attorno agli attori. Pochi giorni dopo, sono andato a Vienna, ho incontrato i produttori di Wega films e gli attori principali e, dopo essersi preso del tempo per capire se ci intendevamo, Andreas mi ha offerto il ruolo. Subito dopo, quando ho realizzato che avrei dovuto recitare in tedesco, sono entrato nel panico, ma nonostante questo, ero al settimo cielo.

Alla dogana, ti trovi in un punto di incontro situato tra due mondi diversi. E’stato difficile recitare lo scontro culturale e le difficoltà di comunicazione?
Nel nostro caso, l’ufficio doganale è il luogo dove differenti culture entrano in collisione. Queste scene erano complesse, un misto di razzismo, brutalità ed abuso di potere. Il punto di vista di Ampofo è semplice ma inattaccabile: quando sei in un paese straniero, sei tu lo straniero. Nonostante la costante provocazione dei due poliziotti austriaci, Ampofo va dritto al suo scopo con calma autorità, fermezza, e non senza ironia. Alla domanda "come addestri un mulo?", la sua risposta sarebbe "prima devi attirare la sua attenzione". Ampofo non vuole fare della discriminazione con i due poliziotti, ma prenderli in giro seguendo le loro stesse regole, perché, come dice Mark Twain, "Si può proibire, ma non impedire". Una sentenza che si addice anche al caso dell’immigrazione. E’ un fenomeno naturale nella storia dell’umanità.

Impedendo ai poliziotti di tornare a casa, tu sei materialmente colui che dà il via al ribaltamento della situazione (nonché alla lezione per i due ufficiali), su cui poggia tutto il film... sembri anche piuttosto divertito dalla situazione. Ti sei divertito ad interpretare questa parte?
Sono contento che si sia visto nel film. Mi sono molto divertito in questo ruolo. Dopo tutto, per tutta la vita sono stato toccato dalla questione dell’immigrazione. Dopo tutti questi anni in Inghilterra, non ricordo nessuna campagna elettorale che non avesse il tema dell’immigrazione all’ordine del giorno. Come dice W.H. Auden in Refugee Blues :
"Stood on a great plain in the falling snow
Ten thousand soldiers marched to and fro
Looking for you and me, my dear, looking for you and me."
(Mi trovai in una vasta pianura sotto il cader della neve
Diecimila soldati marciavano su e giù
Cercavano te e me, mia cara, cercavano te e me.")
Secondo te, che cosa è cambiato?!

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