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Ken Loach • Regista

Ricordare il passato per capire il presente

di 

- Chiacchierata al British Pavilion di Cannes, con un pubblico formato da professionisti e fan del suo lavoro che copre oltre tre decenni...

Ken Loach • Regista

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- vera fiction, ma raccontata con la maggiore accuratezza storica possibile- ha una risonanza negli eventi di oggi, e regala un messaggio di saggezza: accettando il passato si può capire meglio il presente, e, forse, diventare più maturi.

Qual è stato il punto di partenza della storia, e cosa l’ha attratta della Guerra d’Indipendenza irlandese?
Ken Loach: Lo sceneggiatore Paul Laverty ed io volevamo realizzare questa storia da sempre. Quando abbiamo deciso di andare avanti con il progetto, ha cominciato immediatamente a fare parecchie ricerche su quel periodo tumultuoso dell’Irlanda per assicurarsi che gli elementi storici fossero il più possibile accurati. La mia intenzione era di descrivere la Guerra d’Indipendenza irlandese, utilizzando la storia di due fratelli per raccontare sia i grandi eventi che le loro vite. Il cuore del film in realtà è davvero la relazione fra due fratelli, ed il loro cambiamento nel corso di questi eventi. All’inizio del film, vediamo che il fratello maggiore (interpretato da Padraic Delaney) è bravo nel gioco e preparato per una guerriglia di strada, mentre il minore (Cillian Murphy) è gentile, e studia medicina. Il personaggio di Murphy inizialmente non vuole essere coinvolto nella guerra, anche se a livello intellettuale si sente attratto dall’idea. Poi, verso la fine, il maggiore, più pragmatico, vede la logica del compromesso e del Patto con gli inglesi. Al contrario, il fratello minore pensa che nulla cambierà dopo la firma del Patto, che gli inglesi che li hanno sfruttati continueranno a farlo, e che il popolo irlandese continuerà a vivere nella povertà. Entrambi i punti di vista sono discutibili, e nello sviluppo della vicenda, i due prenderanno direzioni opposte. Ma il più giovane sarà il più forte. Il film è complesso, non si parla solo di bene e male.

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Avevo già raccontato storie contemporanee nelle quali i personaggi vedevano il mondo dal loro punto di vista, senza prospettiva sulla situazione storica. La cosa interessante, per me, era mostrare che, durante la Guerra d’Indipendenza irlandese o la Guerra Civile spagnola di Terra e libertà, gli eventi storici abbiano reso le persone più articolate e politicizzate.

Cosa vorrebbe che il film lasciasse ai suoi spettatori?
C’è un senso di tragedia legato a quello che è successo in Irlanda, quando il Trattato Anglo-Irlandese venne imposto agli irlandesi. L’effetto dell’accordo restò di fatto solo sulla carta.

C’è un’assonanza con la storia recente?
La cosa ironica è che il Trattato Anglo-Irlandese del 1921 fu accettato in punta di fucile. Tutti gli irlandesi hanno dovuto giurare fedeltà alla corona britannica e i confini sono crollati. È stato un lascito terribile. L’idea che l’Irlanda appartenesse agli irlandesi, a tutti gli irlandesi, non solo ai ricchi, non era solo una promessa vana. Poi, durante il periodo delle ‘Celtic Tigers’, molto denaro venne investito a sud, ma c’erano ancora enormi disuguaglianze in Irlanda e il 25% dei bambini conosceva una vita di miseria. Le idee del tempo del programma sociale hanno ancora oggi qualcosa da dire.

Si sentirebbe di sostenere che la vicenda dell’occupazione britannica dell’Irlanda abbia qualche assonanza con l’attuale situazione in Iraq?
Sì, ha un’assonanza con qualunque situazione di occupazione di un paese da parte di un esercito durante la guerra, e con il razzismo che sviluppa, gli effetti sulla popolazione locale. La cosa importante è riflettere, ricordare le cose per cercare di capire cosa succede ora, di diventare più maturi.

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