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Léon Zuratas • Produttore

I retroscena di una coproduzione europea

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- Divenuto produttore indipendente dopo gli esordi a United Artists, nel 1965...

Léon Zuratas • Produttore

Divenuto produttore indipendente dopo gli esordi a United Artists, nel 1965, Léon Zuratas ha prodotto, fra gli altri, Oviri di Henning Carlsen, nel 1986, prima di lanciarsi nell’animazione con Gandahar di René Laloux nel 1988 e I figli della pioggia di Philippe Leclerc nel 2003.

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Nel 2000, il mio partner produttivo, Philippe Alessandri, mi raccomandò il romanzo La Reine Soleil di Christian Jacq, suggerendo la possibilità di farne un lungometraggio di animazione. Leggendolo, ne fui entusiasta e nel gennaio 2001 feci un’opzione, molto costosa, sui diritti con Editions Julliard. Ci interessava il contenuto, ma anche la fama dello scrittore. Naturalmente ho proposto il progetto a Philippe Leclerc, con il quale avevo lavorato due volte, e abbiamo iniziato la produzione a fine giugno 2004.

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Come avete messo insieme il budget di 5.3 milioni di euro ?
Ho presentato il progetto ai partner abituali e France 3 Cinéma si è impegnata (450.000 euro, 50% in coproduzione, 50% in pre-acquisizione), come Canal+. Ci siamo rivolti a Rezo Films come co-produttore (15%), distributore per la Francia e rivenditore internazionale. L’anticipo sugli incassi ci è stato rifiutato perché la sceneggiatura era di qualità ma troppo commerciale, e perché avremmo facilmente trovato co-finanziatori all’estero. I film d’animazione, però, non si mettono insieme all’estero, si co-producono, semmai, all’estero, con degli incentivi fiscali, quando si trovano, e a volte bisogna farli man mano che va avanti la produzione, cosa che è sin troppo aleatoria. E per questo è entrata nella co-produzione Cinemon (Ungheria) per la parte della realizzazione, che si è svolta fino a ottobre 2006, e Y.C. Aligator Film (Belgio) per quella della post-produzione.

Qual è il vostro bilancio di questa esperienza europea?
La collaborazione con Cinemon si è rivelata deludente, addirittura pregiudizievole, la produttrice ci ha creato numerosi problemi. Per nostra grande fortuna, il compositing è stato trattato in maniera eccezionale dalla società magiara GreyKid, e devo anche ringraziare il lavoro di alcune star locali dell’animazione, in particolare Peter Temke. Ma la troupe francese di Philippe Leclerc ha dovuto gestire la metà dello storyboard (che avrebbe dovuto essere fatto interamente in Ungheria), un terzo dei lay-out e una gran parte del model pack. Si va all’estero per risparmiare, ed il sistema di sgravi fiscali ungherese ha funzionato bene, ma gli studios sono strutture difficili da far funzionare. Loro si costruiscono grazie ad un’onda di entusiasmo finanziario per i paesi che hanno una storia artistica (come talenti locali nell’animazione e nelle riprese cinematografiche) a prezzi tre o quattro volte inferiori. Ma lo sviluppo di questi studios genera delle spese generali enormi, e vanno in perdita per mancanza di operazioni regolari. È per questa ragione che gli studios sono spariti in Francia, dove abbiamo invece animatori estremamente talentuosi.

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