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The Reverse

di 

- Un'opera prima polacca lodata dalla critica e già premiata con sette Leoni a Gdynia, un Gran Premio a Varsavia e una selezione per la corsa all'Oscar 2010

The Reverse

Ancor prima della sua uscita nelle sale, The Reverse [+leggi anche:
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intervista: Borys Lankosz
scheda film
]
, primo lungometraggio di finzione di Borys Lankosz, ha raggiunto risultati eccezionali: sette Leoni d'Oro al festival del cinema polacco di Gdynia, il Gran Premio del festival internazionale di Varsavia e una selezione come candidato polacco nella corsa per l'Oscar 2010 del miglior film straniero. Una valanga di riconoscimenti inaspettata, che si accompagna all'entusiasmo del pubblico festivaliero e della critica ("il pioniere della nuova Scuola Polacca di Cinema", "la promessa del nuovo cinema polacco", "la vera scoperta degli ultimi anni", "un regista fenomenale"). Uno dei critici del magazine Film ha anche paragonato Borys Lankosz al maestro del cinema polacco Andrzej Munk (1921-1961; regista, tra gli altri, di Bad Luck ed Eroica). Benché discutibile, questo paragone non è privo di fondamento. In effetti, The Reverse è il primo film prodotto, dopo quattordici anni, dal leggendario studio KADR, che lanciò la generazione dei maestri della celebre Scuola Polacca (Andrzej Munk, Jerzy Kawalerowicz, Janusz Morgenstern, Andrzej Wajda, Kazimierz Kutz). Inoltre, non si può negare il fatto che The Reverse (diretto da un regista relativamente giovane: 36 anni) si presenta come il lavoro di un regista esperto, che dimostra allo stesso tempo una coscienza creativa acuta, un grande senso della forma cinematografica e la consapevolezza delle attese di un pubblico esigente.

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Il punto di partenza di The Reverse, la sceneggiatura, è già di per sé una tappa ben riuscita. Il suo autore, Andrzej Bart, considerato uno dei più importanti scrittori polacchi contemporanei, ha costruito una storia complessa, dai molteplici significati. Borys Lankoszm, che ha saputo servirsi abilmente di questo patchwork, invita lo spettatore a una sorta di gioco con il cinema stesso, la narrazione, i generi (dal melodramma alla commedia noir, passando per il thriller). "Una sceneggiatura che fa galoppare l'immaginazione", ha ammesso Marcin Dorociński, protagonista maschile del film.

A prima vista, la trama sembra pertanto banale: tre donne (di tre generazioni diverse) cercano di trovare il marito giusto per Sabina (Agata Buzek), la più giovane fra loro, una redattrice di 30 anni. Questa ricerca si rivela difficile, perché i candidati che di volta in volta oltrepassano la soglia di casa delle tre donne non rispondono alle loro aspettative, fino al giorno in cui Sabina incontra un uomo affascinante ed enigmatico (stilizzato alla Humphrey Bogart). Un incontro intorno al quale si svolgerà l'azione del film vera e propria.

La stilizzazione rappresenta un elemento molto importante in The Reverse, che ha come cornice gli anni '50 e il paesaggio sociorealista di Varsavia. Le immagini in bianco e nero di Marcin Koszałka, l’universo dell'epoca minuziosamente ricreato in studio, i costumi, il trucco e il jazz ambientale di Włodek Pawlik immergono, in diverse riprese, lo spettatore in un viaggio retrospettivo verso l'espressionismo tedesco, il classico film noir, Hitchcock e ancora Delicatessen di Caro e Jeunet, per dare vita infine a quella che sembra essere una vera e propria ode alla settima arte.

Ma ciò che intriga in The Reverse, non è soltanto la sua forma raffinata, ma anche (e soprattutto) il gioco intellettuale. Il regista rovescia i generi, ma rovescia anche la percezione abituale della Storia e i cliché sul destino umano determinato dalla realtà dell'epoca. Borys Lankosz porta alla luce i pilastri su cui è fondato il sistema comunista: la menzogna, il compromesso, la perfidia. Allo stesso tempo (cosa rara) non utilizza la prospettiva di un eroe, ma un linguaggio sincero, autentico e senza pretese. Il "monumento di bronzo", la classica visione della storia sullo sfondo di sofferenze e di sacrifici eroici, è letteralmente capovolta grazie all'ironia saggia, all'umorismo e all'arte dell'immagine.

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