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Desperados on the Block

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- Un palazzo alto 19 piani a Monaco che ospita 2500 studenti da tutto il mondo è un microcosmo rappresentativo delle mille solitudini che si incrociano ogni giorno nelle città europee

Desperados on the Block

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trailer
intervista: Tomasz Emil Rudzik
scheda film
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è il significativo titolo del film d’esordio del 31nne Tomasz Emil Rudzik (polacco trasferitosi in Germania a otto anni) in concorso al Festival del Cinema Europeo di Lecce, uno spaccato dolciastro delle mille solitudini che si incrociano ogni giorno nelle strade (e negli ascensori) d’Europa.

Rudzik ha scelto come microcosmo rappresentativo un palazzone di Monaco alto 19 piani che ospita 2500 studenti da tutto il mondo, dove il regista ha vissuto realmente per più di tre anni. E più in particolare l’ascensore del Block, letteralmente “abitato” dall’uomo delle pulizie che è anche la voce narrante e l’osservatore dei mille volti che sfilano in quei viaggi che durano pochi secondi.

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“Storie che erano lì per essere raccontate”, riflette Rudzik nella nota di regia che appare sul catalogo del festival. “Lui stesso andava su e giù con l’ascensore per conoscere gli studenti, conoscere il loro modo di combattere il sentimento di solitudine che ti assale quando vivi in un Paese straniero”, ci racconta una delle protagoniste, Patricia Moga. Ed eccole queste storie: un ragazzo lettone sordomuto che invita una giovane bibliotecaria ad uscire con lui, una inquietante studentessa di teologia che sfida Dio a mostrarsi, infrangendo uno per uno i dieci comandamenti, uno studente cinese che s’innamora della giovanissima e ribelle ragazzina a cui da ripetizioni di matematica.

Ombre di Krzysztof Kieślowski, dilemmi esistenziali sottotraccia e attori non professionisti per la prima prova in lungometraggio (dopo cinque corti) di un regista che mostra maturità e grande senso della messa in scena.

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