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Rare Exports: A Christmas Tale

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- La versione stilizzata, selvaggia e cupa del racconto di Babbo Natale, ad opera del regista finlandese Jalmari Helander, arriva nelle sale di tutto il mondo dopo aver trionfato a Locarno e Sitges.

Rare Exports: A Christmas Tale

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è uno di quei rari debutti spinti sia dalla consapevolezza dell'industria che dall'entusiasmo dei media ben prima del suo arrivo al pubblico. Al centro di una guerra tra rivenditori all'ultima Berlinale (vinta dalla francese Kinology), il film ha conquistato il Premio Variety Piazza Grande a Locarno e quattro statuette (fra le quali Miglior Film e Regista) al Fantasy Film Festival di Sitges. E adesso anche gli adulti devono fare attenzione: lo spaventoso Babbo Natale di Helander sbarca anche negli Stati Uniti, in Australia e in Scandinavia.

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L'idea del regista e di suo fratello Juuso Helander di riscrivere la storia natalizia, e trasformare l'archetipo gioviale di Babbo Natale in un anziano nudo, inseguito da cacciatori senza scrupoli, era stata già usata da Helander nel corto Rare Exports Inc (2003) e nel suo sequel del 2005, Rare Exports: The Official Safety Instructions, assurti allo status di cult sul web. I due cortometraggi avevano trasformato, in maniera intelligente, Babbo Natale stesso in un bene di consumo venduto all'estero come merce rara da esportazione.

Con la versione lunga, Helander elabora ulteriormente l'idea dell'originale Babbo Natale del folklore finlandese che terrorizza i bambini. Nello script, il mitico Babbo Natale (Peeter Jakobi), attirato, molti secoli fa, in trappola dal popolo Sami, rimane bloccato a 486 metri di profondità sotto i ghiacci, fino a quando un gruppo di scienziati americani non lo riporta alla luce. Un ragazzo, Pietari (Onni Tommila), figlio di locale cacciatore di renne, scopre l'incredibile verità e che il vero Babbo Natale è un odioso predatore che rapisce i bambini cattivi.

Nel frattempo, il padre di Pietari, Rauno (Jorma Tommila), e due suoi colleghi, scoprono un massacro di massa di renne, che ritengono causato dal team impegnato negli scavi. Al ritorno a casa, l'uomo trova un anziano nudo, dall'aspetto malvagio, in una trappola per lupi. Rauno e i suoi amici comprendono presto che si tratta di Babbo Natale, sfuggito agli americani, e decidono di venderlo allo scienziato che supervisiona gli scavi. Ad aiutare il loro capo giungono orde di vecchi e viscidi elfi nudi, ma il furbo Pietari salverà tutti da quello che rischia di diventare un Natale davvero triste.

Ben supportato dallo stesso cast dei suoi corti, Helander ha scelto un tono più serio, utilizzando il punto di vista del ragazzo per raccontare una versione della storia di Babbo Natale 'à la Tim Burton'. Attraverso i riferimenti al cinema d'azione e fantasy americano, il regista aggiunge un sapore scandinavo e invenzioni visive a quanto già inserito nei suoi corti, e i panorami glaciali della Lapponia vengono catturati in tutta la loro bellezza dal direttore della fotografia Mika Orasmaa, mentre la sensazione di una grande avventura epica è sottolineata dalla magniloquente orchestrazione musicale. Gli elementi horror, suggeriti più che mostrati, rendono il film poco adatto ai minori di 13 anni, e, se ulteriormente elaborati - insieme al concept originale - avrebbero fatto di Rare Exports una delizia stagionale senza tempo.

Il film è stato prodotto da Cinet Film in co-produzione con Pomor Film (Norvegia), Davaj Film (Finlandia), Love Streams Agnès B. Productions (Francia), col supporto di Finnish Film Foundation, Filmcamp e Filmpool Nord.

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