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USCITE Belgio

Frédéric Sojcher, o il gusto della provocazione

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Frédéric Sojcher, o il gusto della provocazione

Ci vuole un minimo di talento, un pizzico di umorismo caustico e una buona dose di faccia tosta per chiamare il proprio film Hitler à Hollywood [+leggi anche:
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. E determinato a non lasciarsi incastrare dalle convenzioni, a Frédéric Sojcher non manca nessuna delle tre. Documentarista, come lui ama presentarsi, affronta con questo film la vasta questione dell'eccezione culturale. Infischiandosene delle eventuali accuse di antiamericanismo, ricorda la strategia di Roosevelt a tal proposito: "Inviate i film, i risultati arriveranno".

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Piccolo passo indietro: 1939, la Francia sul limitare della Seconda guerra mondiale vieta la diffusione dei film americani sul suo territorio. Nel 1946, gli americani decidono di porre fine a questo embargo e vengono firmati gli accordi Blum-Byrnes, che reintroducono la possibilità di mostrare il cinema americano in Francia. E' per meglio difendere il cinema francese che verrà creato il CNC nell'ottobre del '46.

Sojcher prende a prestito dalla Storia immagini d'archivio per tessere un racconto rocambolesco, lanciando alla ricerca di film scomparsi Maria De Medeiros, affiancata dalla raffinata Michelisne Presle (anche lei nella parte di se stessa) e il suo fedele cameraman (Wim Willaert, che non appariva in un film francofono da Quand la mer monte). Su queste pellicole, una realtà scomoda: una possibile collaborazione tra Hitler e Hollywood, uniti dall'amore per la propaganda.

Hitler à Hollywood, distribuito da Paradiso Film, esce in quattro copie a Bruxelles e in Vallonia. Al suo cospetto, quasi ad accreditare la tesi di Sojcher, esce Kung Fu Panda 2 su 86 schermi, ossia 1979 proiezioni a settimana, contro le 37 di Hitler à Hollywood. Un forte squilibrio che riflette la difficoltà del cinema belga francofono (e del cinema d'autore in generale) a trovare spazi di diffusione in un mercato dell'esercizio cinematografico saturato da un numero sempre maggiore di uscite settimanali e dalla distribuzione sempre più massiccia, quanto a numero di schermi e di copie, delle major.

(Tradotto dal francese)

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