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Qualcosa nell'aria

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- "Vivo di fantasie e quando la realtà bussa alla mia porta non apro", dice il protagonista del nuovo film di Olivier Assayas.

Qualcosa nell'aria

Il film di Olivier Assayas è in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Qualcosa nell'aria racconta la generazione di studenti delle superiori che affrontarono l’età adulta dopo i tumulti del maggio 1968, iniziati con le proteste studentesche.

Ambientato nei primi anni ’70 — e periodo della giovinezza di Assayas stesso — il film mostra che quello che iniziò nel maggio del 1968 non fu solo un evento estemporaneo durato un mese, ma anzi un movimento che instillò in molti giovani il desiderio di cambiamento e l’idea che la politica fosse una cosa personale. Ironicamente, come suggerisce il regista nel film, gran parte dei coinvolti negli incontri socio-politici, nelle proteste e nelle azioni illegali utilizzate per arrivare alle masse, arrivava dalla stessa classe borghese.

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Al centro dell’agile narrazione è Gilles (Clément Métayer), che vende quotidiani idealisti a scuola, e partecipa a incontri e azioni notturne segrete per affiggere manifesti e disegnare graffiti sui muri scolastici a supporto della causa — chiaramente politica ma mai definita nettamente, ma che consente a chiunque di trovare qualcosa in cui credere e per cui vale la pena lottare.

La fidanzata artista di Gilles, Laure (Carole Combe), gli confessa di stare per partire per Londra, e questo spinge Gillles a frequentare la compagna di classe e aspirante rivoluzionaria Christine (Lola Créton). La ragazza avverte però Gilles, che è un aspirante pittore, che Christine non è un’artista come lei.

Qualcosa nell'aria è il tentativo di buttare uno sguardo naturalistico ai primi anni ’70, libero da qualsiasi ironia o ammiccamento, eccetto quella naturale del senno di poi. In maniera vagamente distaccata ma mai apertamente distante, Assayas osserva la serietà che pervadeva discorsi e decisioni dei giovani — nel trattare i sentimenti o l’educazione intellettuale.

Il film, forse per la presenza di Créton, ricorda i toni di Un amore di gioventù [+leggi anche:
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intervista: Mia Hansen-Love
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di Mia Hansen-Løve, che afferma convinto che sì, anche il primo amore di un adolescente può essere un affare serio e ardente, e non solo ricordo a cui si guarda più avanti nella vita con un misto di derisione e vergogna. Après mai richiede l’attenzione dello spettatore verso la serietà dei protagonisti nell’affrontare attivismo e convinzioni, nonostante il pubblico del 2012 sappia perfettamente che il lavoro e l’idealismo di quei ragazzi non riuscì in realtà a cambiare nulla.

Sorta di sequel del suo L’eau froide del 1994, il film ha solo attori non professionisti (oltre a Créton), che portano una grande freschezza insieme all’approccio sincero e parzialmente autobiografico.

Il film è prodotto da MK2 in co-produzione con France 3 Cinema, Vortex Sutra e col supporto di Canal+, Ciné+ e CNC.

(Tradotto dall'inglese)

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