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Welcome to Argentina

di 

- Il regista francese Edouard Deluc firma il suo primo lungometraggio che brilla soprattutto per i suoi personaggi e l’invito al viaggio.

Welcome to Argentina

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è il primo lungometraggio del regista francese Edouard Deluc, che chiude, con questo film, una lunga avventura cominciata con ¿Dónde está Kim Basinger?, suo cortometraggio che è servito da base per il film. Questa coproduzione tra Francia, Belgio e Argentina è stata selezionata fuori concorso alla quarta edizione del Festival del Cinema Europeo di Les Arcs, dove il film è stato accolto calorosamente dal pubblico. Questo "road movie" richiama la nonchalance (e l’enologia pratica) di un Sideways, oscillando liberamente tra commedia drammatica e "feel good movie" senza mai appesantirsi, anche quando si parla di depressione o di problemi psichiatrici.

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La storia è facile da riassumere. Marcus porta il suo giovane fratello Antoine in Argentina per assistere al matrimonio del loro cugino, nella provincia di Mendoza. Antoine è caduto in depressione dopo una separazione amorosa e a Marcus la vita non ha riservato un trattamento migliore. Per questi fratelli fragili che avevano allentato il loro legame, questo viaggio si trasformerà in un percorso iniziatico…

Welcome to Argentina è all’insegna della scoperta e della valorizzazione. E’ innanzitutto l’occasione per avventurarsi nel paesaggio argentino, filmato con l’occhio meravigliato di un regista che dichiara, attraverso l’immagine, il suo amore per questo paese. L’altra dichiarazione d’amore di Edouard Deluc va al suo attore, Philippe Rebbot (Marcus), che annulla le frontiere tra interprete e personaggio in un ruolo toccante che gli si addice alla perfezione. E’ un po’ come se il film fosse il suo scrigno. Al suo fianco, più che dall’interpretazione calibrata di un Nicolas Duvauchelle (Antoine) o di Paloma Contreras (Gabriela, la fiammeggiante latina), ci si lascia piacevolmente trascinare dalla performance di Gustavo Kamenetzky, che riveste il suo ruolo di receptionist del corto originale e che fa di Gonzalo uno squisito input comico, molto ben accolto. Da notare la presenza del musicista e attore Benjamin Biolay, nell’ultima parte del film, che dà credibilità immediata al suo personaggio, il cugino francese trasferitosi a Mendoza.

Grazie a questi punti forti — l’alchimia dei personaggi, i paesaggi, la musica di Herman Dune, una leggerezza che si avverte nelle sue tematiche — Welcome to Argentina segue la linearità di una sceneggiatura che rispetta i codici del "road movie" e le sue tappe senza voler sorprendere, ma riuscendo a divertire, rivelare e toccare il cuore in tutta semplicità.

(Tradotto dal francese)

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