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Winter Nomads

di 

- Un’immersione affascinante nell’universo pastorale e nella vita di una coppia di pastori. European Film Award 2012 del miglior documentario.

Winter Nomads

Documentario sulla transumanza, Winter Nomads [+leggi anche:
trailer
intervista: Manuel von Stürler
scheda film
]
ritrae un’affascinante coppia di pastori opposti su tutto, tranne che sul comune amore per la natura e la convinzione che poco è sempre meglio di troppo. Un film fintamente pastorale ma che si rivela, alla fine, realmente umano.

Carole e Pascal sono pastori. Durante l’inverno, con i loro tre asini e il loro cane, conducono ottocento pecore attraverso le campagne della Svizzera romanza, cambiando pascolo ogni giorno, affrontando il freddo e imprevisti continui. Fino ad allora compositore, poeta e drammaturgo, Manuel von Stürler li vede passare un giorno davanti alla sua porta. Parla con loro, li ascolta. E capisce subito che saranno i protagonisti del suo primo film.

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Sostenuto dalle immagini abbaglianti della direttrice della fotografia Camille Cottagnoud e da una colonna sonora originale (composta dal regista) low-fi sapientemente orchestrata, Winter Nomads è un film più complesso di quello che sembra. Perché se questo documentario parla di un nomadismo sul punto di scomparire, confrontando lo spettatore con il suo approccio sedentario alla natura, l’essenziale, alla fine, è altrove. In particolare nel rapporto tra Carole, percorsa dall’energia dei suoi 28 anni, e Pascal, taciturno 53enne barbuto, che moltiplicano le linee di frattura – uomo-donna, giovane-anziano, maestro-allieva, amanti-colleghi, ecc. – senza pertanto spezzare la strana armonia che sprigionano.

Ne deriva un film più umano che pastorale, che riflette un mondo scomparso o sul punto di esserlo, ma ribadisce soprattutto che il cinema è innanzitutto una questione di forze in tensione, di opposti che si attraggono e si divorano, di caos e di incidenti.

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