email print share on facebook share on twitter share on google+

Lo sconosciuto del lago: Nudo e pericoloso

di 

- Una cornice paradisiaca propizia a sulfurei incontri amorosi si trasforma in scena del crimine. Un thriller sentimentale disinibito, efficace e persino divertente, una sorta di "huis clos" in esterna.

Lo sconosciuto del lago: Nudo e pericoloso

Il regista francese Alain Guiraudie ha presentato Lo sconosciuto del lago al Certain Regard del 66mo festival di Cannes. E' proprio lui ad offrire un simpatico cameo in costume adamitico nella scena iniziale del film. Il tono, ovviamente disinibito, è immediatamente dato.

E' la storia di Franck (Pierre Deladonchamps), omosessuale giovane e snello che frequenta un luogo di incontri in riva a un lago del sud della Francia. Ogni giorno delle sue vacanze, Franck torna al lago, dove fa il bagno e conosce persone. Ha un rapporto platonico con Henri (Patrick D’Assumçao), amichevole e taciturno, che resta seduto in disparte, e altri, carnali, con partner di cui talvolta ignora persino il nome. Poi c'è Michel (Christophe Paou), Apollo misterioso e seducente per il quale Franck ha il colpo di fulmine.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Questa attrazione spensierata si rivela il fulcro del film, che funziona come un "huis clos" in esterna. Come le auto nel parcheggio, il piccolo gruppo di uomini si mischia ogni giorno. Guiraudie filma i rapporti sessuali con un proposito talvolta erotico, ma per lo più pornografico giacché sente la necessità di riprendere fellatio ed eiaculazioni in primo piano. Il regista ha valutato questa necessità — l'avrebbe anche ridotta al minimo durante il montaggio — che contribuisce a creare un clima sulfureo, eppure fastidioso per un pubblico non preparato. Il disagio si rivela comunque particolarmente propizio al thriller cui si viene introdotti con disinvoltura, mentre dialoghi umoristici ben fatti e sequenze di pura auto-ironia omosessuale aiutano in alcuni momenti lo spettatore a distendere gli zigomi.

Come Le Roi de l’évasion (Quinzaine des Réalisateurs, 2009), suo film precedente, Lo sconosciuto del lago è sorretto da un'ottima fotografia che magnifica innanzitutto un luogo. La spiaggia di ciottoli, il lago e il bosco adiacente formano un quadro paradisiaco propizio all'amore, certo, ma presto trasformato in scena del crimine quando un uomo viene ritrovato annegato. Da quel momento, Franck — abituato a rapporti non protetti con sconosciuti — si confronta direttamente col pericolo, ma resta attratto dal candido assassino. Si fida di Michel, mentre avrebbe tutti i motivi per allontanarsene. Aspetterà molto a farlo, in una scena finale degna di uno slasher hollywoodiano. E anche in quel momento, Alain Guiraudie ci lascia intendere che si tratti solo di un arrivederci. Così è l'amore.

Il film — un thriller efficace, estetico e divertente — avrebbe probabilmente funzionato anche con personaggi scambisti eterosessuali, e invece le scelte esplicite di messa in scena limitano Lo sconosciuto del lago a un pubblico di nicchia o di festival. Le vendite sono gestite da Les Films du Losange.

 

(Tradotto dal francese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.