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FESTIVAL Islanda

I ricercatori-spacciatori vincono il Golden Puffin a Reykjavik

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- Smetto quando voglio di Sydney Sibilia ha conquistato il riconoscimento più importante del festival islandese, che ha programmato anche vasche calde, drive-in e cinema-salotto

I ricercatori-spacciatori vincono il Golden Puffin a Reykjavik
Smetto quando voglio di Sydney Sibilia

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, debutto dell’italiano Sydney Sibilia, ha vinto il Premio Scoperta dell’Anno e portato a casa il Golden Puffin all’islandese Reykjavik International Film Festival, che si è concluso ieri (5 ottobre).

“Una commedia italiana selvaggia e divertentissima – non si direbbe mai che è l’esordio di Sibilia”, ha commentato la giuria della “folle (e in parte vera) storia di un gruppo di ricercatori universitari senza lavoro che si trasforma in un’insolita banda di spacciatori”, che nasce quando un docente universitario perde il lavoro a causa dei tagli. “Siamo felici di aver scoperto che nel corso degli 11 giorni del festival, un biglietto per l’Islanda diventa il passaporto per il mondo”, ha concluso la giuria, che, tra 12 esordi, ha assegnato la Menzione Speciale a Before I Disappear [+leggi anche:
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intervista: Shawn Christensen
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dell’americano Shawn Christensen.

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L’inglese Mike Leigh era l’ospite d’onore di questa edizione, e ha discusso della sua carriera e del suo ultimo film, Mr Turner [+leggi anche:
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intervista: Mike Leigh
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, in una masterclass, accompagnato da una delle protagoniste, l’attrice britannica Marion Bailey. Un’altra masterclass è stata tenuta dal regista svedese Ruben Östlund – il suo Force Majeure (Turist) [+leggi anche:
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è il candidato svedese all’Oscar.

Come ogni anno, due grandi vasche calde nella piscina di Reykjavik sono state trasformate in sale cinematografiche, ed il drive-in Smáralind ha proposto Scemo e più scemo dei fratelli Farrelly (1994). L’affermato regista islandese Hrafn Gunnlaugsson ha invitato la gente nel cinema-salotto – con proiezioni nella sua casa privata in Laugarnestangi 65.

Alla cerimonia di premiazione, il Premio Environmental è andato alla regista rumena Teodora Ana Mihai per Waiting for August, che segue una 15enne che deve crescere i suoi sei fratelli, ed il Premio Church of Iceland ad un altro dramma familiare, il palestinese/israeliano Villa Touma di Suha Arraf.

Il film di diploma della greca Jacqueline Lentzou alla London Film School, Thirteen Blue, ha ricevuto il Golden Egg, A Painter di Hlynur Pálmason il Premio al Miglior Corto Islandese e Bota [+leggi anche:
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intervista: Iris Elezi
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degli islandesi Iris Elezi e Thomas Logoreci il Premio della Critica Internazionale FIPRESCI.

(Tradotto dall'inglese)

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