email print share on facebook share on twitter share on google+

FILM Slovenia

Idyll: un film horror slabbrato ma efficace

di 

- L’inatteso vincitore del premio Miglior film sloveno è un efficace horror che segna l’esordio come sceneggiatore, regista e montatore di Tomaž Gorkič

Idyll: un film horror slabbrato ma efficace
Jurij Drevenšek e Lotos Vincenc Šparovec in Idyll

La 18a edizione del Festival del cinema sloveno a Portorose si è concluso con l’inaspettata vittoria di Idyll [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
di Tomaž Gorkič (leggi la news). Il fatto che la giuria abbia scelto quello che è chiaramente un B-movie horror come film dell’anno al posto del film canadese Šiška De Luxe [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
di Jan Cvitkovič, del preferito tra i critici Case: Osterberg o dei prediletti dal pubblico Julija and Alfa RomeoThe Beat of Love è più legato al rapporto con l’industria che al film in quanto tale. Basti pensare che lo scorso anno tutti i premi sono andati a un documentario (A Fight for) e a un cortometraggio realizzato da studenti (Springtime Sleep). 

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Nonostante ciò, Idyll è un film efficace anche con i suoi difetti. Nel corso degli 83 minuti del film, l’opera d’esordio come sceneggiatore, regista e montatore di Tomaž Gorkič riesce nell’intento di spaventare e provocare disgusto in più di una scena. Il tentativo di creare suspense, invece, svela la comprensibile inesperienza del reparto deputato al montaggio.

L’eroina del film, Zina (Nina Ivanišin, che ha esordito meravigliosamente in Slovenian Girl [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
), è una modella che va a fare un servizio fotografico nelle verdi montagne slovene con un’altra ragazza, Mia (Nika Rozman), un fotografo dal soprannome stravagante, Blitcz (Sebastian Cavazza) e la truccatrice Dragica (Manca Ogorevc).

Il gruppo viene ben presto rapito da due montanari che somigliano a dei mostri e si comportano come tali. Franci (Lotos Vincenc Šparovec) è un ragazzo robusto che indossa i tradizionali irharce (la versione slovena dei lederhosen) e con una metà del volto coperta da vesciche da bruciatura, mentre la sua spalla Vintlr (Jurij Drevenšek) è un gigante bavoso con il naso e il mento distrutti che vuole “mostrare alle puttane com’è un vero uomo”.

Franci e Vintlr portano i quattro, dopo una debole resistenza, nella catacomba di fortuna dove vivono e si sbarazzano in poco tempo di Blitcz. Dopo, prendono Dragica e la mettono in uno strano aggeggio per la fermentazione della rakija, usando una lunga siringa. Non è chiaro se essi usino solo del sangue o anche il cervello e il midollo spinale.

Zina e Mia lottano con tutte le loro forze ma il regista tratta i loro personaggi sadicamente. Per questo, non c’è da aspettarsi un lieto fine sebbene il comportamento di Zina lasci spazio nell’animo dello spettatore a un briciolo di speranza.

Il film segue tutte le peculiarità del suo genere, combinando l’approccio “lost in the woods” e quello di Le colline hanno gli occhi/Non aprite quella porta. Il regista cerca di inserire tratti ironici ma non riesce a fornire un messaggio socialmente rilevante.

Le attrici, con i loro piccoli ruoli, fanno quello che possono, come risulta dal confronto con la performance del più che affidabile Ivanišin.

Ma il punto più debole del film è il montaggio. Il regista riesce a rovinare qualsiasi tensione creata attraverso tagli assurdi. Nelle mani di un montatore più esperto, il film sarebbe stato molto di più del curioso “primo film horror sloveno”.

Idyll è stato coprodotto da Blade ProductionStrup Production e NuFrame.

(Tradotto dall'inglese da Michael Traman)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.