email print share on facebook share on twitter share on google+

BERLINO 2017 Fuori concorso

Quello che so di lei: un improbabile beniamino del pubblico

di 

- BERLINO 2017: Con Catherine Deneuve nei panni di una malata di cancro che cerca di riprendere i contatti con la figliastra, la nuova fatica di Martin Provost è un film inaspettatamente positivo

Quello che so di lei: un improbabile beniamino del pubblico
Catherine Deneuve e Catherine Frot in Quello che so di lei

Dopo Séraphine [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
nel 2008, vincitore del César, The Long Falling [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
nel 2011 e Violette [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
nel 2013, Martin Provost visita la Berlinale per presentare la proiezione fuori concorso di Quello che so di lei [+leggi anche:
trailer
intervista: Martin Provost
scheda film
]
(Sage Femme), tragicommedia inaspettatamente positiva su Beatrice, matrigna solitaria, malata di cancro e un tempo scatenata che cerca di ristabilire il contatto con la figliastra lontana, laboriosa ostetrica. Il film presenta una gradevole Catherine Deneuve nei panni dell'agent provocateurche invade la vita ordinata di Catherine Frot che interpreta Claire, il personaggio del titolo.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Le due attrici veterane infondono al film il suo carattere irresistibile, con il carisma esuberante della Deneuve contrapposto all'esigente autocontrollo della Frot, che provoca le scintille che guidano la storia del film di un'amicizia dolce e inaspettata che si accende tra due ex nemiche. 

Girato in modo competente e montato intrigantemente dal direttore della fotografia Yves Cape e dalla montatrice Albertine Lastera, la sceneggiatura riccamente composta da Provost impreziosisce la sua trama con una sorta di storia d'amore tra Claire e Paul, un camionista di mezza età interpretato da un raggiante Olivier Gourmet, mentre i temi di famiglia, amore, accettazione e perdono sono incarnati da Quentin Dolmaire nei panni del figlio di Claire, che dimostra di essere più in adorazione della madre di quanto lei avrebbe mai potuto sperare.

Commedia dolce-amara sulla vita e la morte, e sulle scelte che facciamo nel frattempo, storia sull'invecchiamento - e sulla crescita in generale - il film di Provost parla soprattutto di accettare di buon grado i doni della vita, indipendentemente dal fatto che siano dolci o amari, e di farci qualcosa di stimolante.

Prodotto dalla francese Curiosa Films, con la belga Versus Production e i francesi di France 3 Cinéma coinvolti come co-produttori, le vendite internazionali del film sono gestite da Memento Films International.

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.