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BERLINO 2017 Panorama Special

The King's Choice: la storia del monarca che disse no a Hitler

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- BERLINO 2017: Dopo aver entusiasmato il pubblico norvegese, il film di Erik Poppe si aggiunge alla truppa di film storico-biografici in programma quest’anno a Berlino

The King's Choice: la storia del monarca che disse no a Hitler
Jesper Christensen in The King’s Choice

E’ per ragioni più che comprensibili che The King’s Choice [+leggi anche:
trailer
intervista: Erik Poppe
scheda film
]
ha avuto tanto successo in Norvegia, fino a rappresentare il paese alle nomination per l'Oscar. Questo quinto lungometraggio di Erik Poppe, in programma nella sezione Panorama del 67° Festival di Berlino, presenta la nazione in una luce entusiasmante attraverso un capitolo preciso della sua Storia: il momento in cui il re Haakon VII (Jesper Christensen) ha dovuto decidere in pochi giorni, in gran solitudine, le sorti del suo paese dinanzi a Hitler, che gli proponeva (bypassando il governo di questa monarchia costituzionale) di arrendersi o perire. Guidato dal suo senso del dovere e del sacrificio, e dal rispetto per la dignità del suo paese (e per le sue istituzioni democratiche, e ciò non può che fargli onore), il re farà ovviamente la scelta più coraggiosa, sublimando con la sua decisiva integrità le sue funzioni "puramente cerimoniali", e superando le paure proprie dell’uomo sotto una pioggia di bombe.

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Durante questi pochi giorni determinanti per il destino del suo regno, il monarca di origine danese è circondato da vari personaggi con i quali scatta una sorta di duello che sottolinea la solitudine infinita della sua posizione: il diplomatico tedesco Curt Bräuer (Karl Markovics), incaricato dal Führer di convincere il re, suo figlio il Principe Olav (Anders Baasmo Christiansen), che ha del ruolo di suo padre, che più tardi diventerà il suo, un’idea ben diversa… Tra le varie scene politico-diplomatiche, la guerra imperversa, nel rombo dei missili, accompagnata da una grande orchestra che ripete, in modo da creare tensione, uno stesso accordo che viene dal profondo, che va crescendo, scompare, poi torna di nuovo, discreto.

Seppur ben fatta, questa ricostruzione storica non rinnova particolarmente il genere – quello che si chiude con le precisazioni biografiche scritte sulla sorte dei suoi protagonisti e sull’età in cui alla fine morirono. Tuttavia, giudicato alla luce delle convenzioni del film biografico, come è opportuno, è un lavoro di buona fattura, con qualche bella inquadratura, il cui difetto principale è di presentare il suo eroe in maniera un po’ ingenua, un uomo coraggioso da rotocalco (buon padre, presente e comprensivo; affascinante nonno e suocero...), e stessa cosa per la monarchia norvegese. Non c’è nulla di tragico in questo caso, poiché la decisione riportata qui è in effetti quella buona e giusta, di fronte alle minacce del più cattivo dei cattivi. Si capisce così perché, senza particolare audacia, certo, ma proprio per il suo accurato classicismo, The King’s Choice abbia ottenuto il consenso unanime del pubblico norvegese.

The King’s Choice è prodotto dai norvegesi di Paradox Spillefilm e gli irlandesi di Newgrange Pictures, e le sue vendite internazionali sono gestite da Beta Cinema.

(Tradotto dal francese)

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