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FILM Svezia

The Nile Hilton Incident: un ottimo thiller d’atmosfera

di 

- Centrato su un caso di polizia, il film ripercorre gli eventi che hanno scatenato la Primavera araba

The Nile Hilton Incident: un ottimo thiller d’atmosfera
Fares Fares in The Nile Hilton Incident

Vincitore del Gran Premio della Giuria (sezione World Cinema - Dramatic) al Sundance e, più recentemente, del Gran Premio al Festival internazionale del film poliziesco di Beaune  (leggi l’articolo), The Nile Hilton Incident [+leggi anche:
trailer
intervista: Tarik Saleh
scheda film
]
, una coproduzione tra Svezia, Danimarca, Germania e Marocco, è ormai sulla buona strada per diventare un vero e proprio beniamino dei festival, capace di mettere d’accordo pubblico e critica. È un thiller dalle atmosfere cupe, quello firmato da Tarik Saleh, ambientato al Cairo e con una trama che si dipana nell’arco di due giorni, durante il periodo antecedente lo scoppio della Primavera araba. La pellicola gioca con gli stereotipi del genere per tracciare il ritratto simbolico di un paese in crisi. 

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Come spesso accade nei film polizieschi, dove il confine tra bene e male è talmente tenue da arrivare a comprendere un’ampia zona indistinta, la figura del detective è più interessante del caso stesso: l’attore svedese di origini libanesi Fares Fares interpreta Noredin, investigatore corrotto con davanti a sé un brillante futuro nelle forze di polizia e intenzionato più ad arricchirsi che a combattere i soprusi. Chiamato al Nile Hilton, dove è stato rinvenuto il corpo di una bellissima donna, Noredin non esita ad intascare il denaro trovato sulla scena del crimine. Ma l’identità della vittima e il suo legame con l’élite della città, oltre che una serie di incidenti che lo vedono coinvolto in prima persona, spingeranno Noredin a intraprendere un percorso di scoperta personale e lo costringeranno a prendere delle decisioni. 

In The Nile Hilton Incident si possono rintracciare alcuni elementi tipici del genere thriller: un detective indurito dalla vita, un boss corrotto, l’omicidio brutale di una bella donna, un uomo ricco e un protettore dedito al ricatto. Abbiamo persino un testimone, qui incarnato nella donna delle pulizie, che assiste, insieme agli spettatori, all’ingresso di due uomini nella stanza della vittima. Se un uso tanto insistito degli stilemi del genere fa vacillare talvolta Saleh verso il territorio della prevedibilità, il regista è comunque abile nell’accendere la tensione necessaria a rendere The Nile Hilton Incident un’esperienza cinematografica a tutto tondo. 

Con The Nile Hilton Incident, il regista mette a segno un poliziesco convincente, grazie anche all’ammaliante interpretazione di Fares nel ruolo da protagonista. Oltre al genere, tuttavia, c’è molto di più. Il film è, infatti, un’ottima analisi della società egiziana. Senza dichiararlo mai apertamente, il tema del potere emerge come predominante, con la descrizione  della scalata ai vertici e degli abusi di chi approfitta di una posizione importante per il proprio tornaconto. In questo senso, le scelte cui va incontro Noredin lo trasformano nel simbolo dell’egiziano medio, sempre in bilico tra la tentazione del denaro facile e l’impotenza che l’osservanza delle leggi sempre reca con sé. Circondato dagli egiziani in rivolta contro il regime di Mubarak, Noredin si trova nella posizione adatta – esercitando un certo potere, ma restando distante dai privilegi degli intoccabili – per prendere le giuste decisioni ed emettere un giudizio su questa società profondamente corrotta.

Magnificamente girato da Pierre Aïm, il thriller non sarebbe lo stesso senza il ritmo nervoso imposto dal montaggio aggressivo di Theis Schmidt. I palazzi fatiscenti, le strade polverose e affollate, le luci accecanti e i suoni assordanti avvolgono The Nile Hilton Incident in un’atmosfera quasi distopica. Lo scenario è ideale per mostrare come un omicidio brutale possa trasformarsi in un mero “incidente”, come la vita di un singolo significhi così poco e come la giustizia possa essere oltraggiata in molteplici modi dagli stessi incaricati di proteggerla. Senza tradire l’appartenenza al genere poliziesco, il film di Saleh lascia trapelare ambizioni politiche: una miscela cui gli spettatori non sapranno resistere.

Prodotto dagli svedesi di Atmo con i danesi di Final Cut for Real e i tedeschi di Ostlicht FilmproduktionThe Nile Hilton Incident è venduto all'estero da The Match Factory.

(Tradotto dall'inglese)

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