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FILM Francia

Corporate: "Vuoi una morte sulla tua coscienza?"

di 

- Interpretato da un'eccezionale Céline Sallette, il film d’esordio di Nicolas Silhol descrive con occhio clinico la spirale omicida del "lean management"

Corporate: "Vuoi una morte sulla tua coscienza?"
Céline Sallette en Corporate

“Non capisci? Vogliamo liberarci di te. Non ti vogliamo più. Non ti daremo altro. Quindi esci!”. Quando Emilie Tesson-Hansen, responsabile delle risorse umane del dipartimento finanziario del gruppo Esen, perde la sua freddezza in un vicolo dove un impiegato di lunga durata la raggiunge ("non adatto al profilo? Perché mi attacchi così? Cosa ti ho mai fatto?"), non sa che sia il suo intero mondo professionale e la sua percezione di sé stanno per stravolgersi. Perché l'uomo si lancia da una finestra quello stesso giorno mentre è al lavoro. Questo è il punto di partenza di Corporate [+leggi anche:
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intervista: Nicolas Silhol
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, il film di debutto di Nicolas Silhol  distribuito oggi in Francia da Diaphana, un film che descrive minuziosamente il lato cinico della medaglia del "lean management" (un sistema di organizzazione del lavoro che mira a diminuire gli scarti che riducono l'efficacia o le prestazioni di un'azienda) che purtroppo prevale ancora in una serie di multinazionali dell'economia globalizzata.

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Immersi nel mondo sterile degli uffici, delle riunioni, dei colloqui e del gergo ufficiale del grande business, uno spazio che è piuttosto difficile affrontare attraverso i film e viene raramente toccato nei film francesi (ad eccezione del memorabile Work Hard, Play Hard [+leggi anche:
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del 2004), Corporate prende sapientemente possesso (con una sceneggiatura scritta dal regista con Nicolas Fleureau) del suo argomento esplorando la responsabilità delle devote api operaie impegnate a mettere in piedi un "management del terrore". Un dilemma di etica personale affrontato dal direttore delle risorse umane Emilie Tesson-Hansen (interpretata dall'eccellente Céline Sallette), una professionista che non mette in dubbio la strategia interna segreta del gruppo fino alla tragedia in cui è coinvolta. Questa strategia si chiama piano Ambition 2016 e utilizza le valutazioni comportamentali per identificare "i testardi, quelli che resistono al cambiamento" e, prima di licenziarli, cerca di convincerli ad andarsene ("come chiedere a un dipendente di farsi da parte") prima di passare alla "fase di guerra di trincea" ("va bene, non abbiamo niente per te e ne subirai le conseguenze").

Ma quando la realtà dei risultati si misura con il parametro di un cadavere che giace lì perché tutti lo vedano, i soldati del sistema cominciano ad avere dubbi e le loro convinzioni vacillano. Astutamente e meticolosamente si esamina il passaggio psicologico di una donna dalle sue ambizioni personali, il suo buon stipendio e il suo spirito "corporativo" (uniti all'eterna fedeltà al suo capo e protettore Lambert Wilson), preoccupata di essere il capro espiatorio di metodi di gestione brutali e nascosti che presto le si ritorceranno contro e l'improvvisa consapevolezza della sua complicità morale in un programma vasto e subdolamente distruttivo, il film dipinge un quadro dei luoghi chiave di un sistema. E riesce a farlo in modo molto efficace, instaurando un'atmosfera intima di tensione soffocata e distillando poco a poco gli elementi di comprensione di questo spietato quadro generale (comunicazione ingannevole, incitamento a distruggere le prove, minacce latenti, promesse di promozione, ecc.) attraverso l'indagine condotta in azienda da un ispettore del lavoro (Violaine Fumeau), nel cuore di una piramide disumanizzata contro la quale è molto difficile ribellarsi dall'interno, perché si deve prima rivalutare se stessi.

Prodotto da Produzioni Kazak, Corporate è venduto nel mondo da Indie Sales.

(Tradotto dal francese da Alessandra Boni)

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