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CANNES 2017 Quinzaine des Réalisateurs

Cuori puri, due mondi paralleli si incontrano

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- CANNES 2017: Con la sua opera prima il giovane regista Roberto De Paolis osserva i giovani delle borgate, con la stessa poesia dei film di Claudio Giovannesi

Cuori puri, due mondi paralleli si incontrano
Selene Caramazza e Simone Liberati in Cuori puri

"Beati i puri di cuore perché vedranno Dio" spiega don Luca (Stefano Fresi) citando il discorso della Montagna di Gesù. Questo combattivo prete della periferia di Roma si rivolge ad un gruppo di giovani che si preparano a "promettere" di rimanere casti fino al matrimonio. Nel gruppo c'è anche la quasi diciottenne Alice (Selene Caramazza), protagonista femminile di Cuori puri [+leggi anche:
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, selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs del 70° Festival di Cannes. La mamma Marta (Barbora Bobulova) - donna single di cui si intuisce un passato di inganni e abbandoni - è un'assidua frequentatrice della parrocchia, molto intransigente con la figlia. Le ha appena sequestrato il cellulare per via di uno "scandaloso" scambio di sms con un compagno di scuola. E' proprio per procurarsene di nascosto uno nuovo che Alice incontra per la prima volta Stefano, interpretato da Simone Liberati (fisicamente una sorta di James Franco di periferia).

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Stefano è quello che a Roma si chiama un coatto, cioè un abitante delle borgate urbane o suburbane, dai modi rozzi e la parlata fortemente dialettale. Da subito il giovane regista Roberto De Paolis (figlio di Valerio, che distribuisce il film con Cinema), ci mostra in parallelo due mondi limitrofi ma diversissimi. In uno i cuori puri che vanno a scuola, fanno lavori onesti, si prestano al volontariato e si mantengono "nei limiti", come predica don Luca. Nell'altro i cuori selvaggi, l'ambiente di Stefano: disoccupati che si caratterizzano per la moto di grossa cilindrata, vivono di spaccio e rapine occasionali. Stefano è cresciuto e ha nuotato in queste acque torbide. Ma nonostante tutto anche lui è un puro di cuore. Cerca un lavoro onesto e lo trova come custode del parcheggio di un supermercato, bersagliato e minacciato dai rom del campo adiacente. Gli stessi nomadi a cui Marta e Alice portano regali e vestiti smessi. Quando i genitori vengono sfrattati, Stefano corre in loro aiuto. Si incontrano nuovamente, Stefano e Alice, e gli ormoni hanno la meglio sulla promessa di verginità della ragazza. Due habitat sociali, la violenza da una parte, l'accoglienza e l'autoprotezione dall'altra, si fondono, si riconoscono. Perché, come ci hanno insegnato i filosofi Kaj Nielsen prima e Eugenio Lecaldano dopo, ci può essere un'etica senza religione, anche senza Dio possiamo distinguere tra bene e male, giusto e ingiusto, virtuoso e vizioso.

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di Marco Danieli, film del 2016, è piuttosto evidente. Ma, come in quel caso non si trattava di un film-denuncia sui testimoni di Geova, anche Cuori puri è un realistico racconto di formazione attraverso una passionale storia d'amore. Come Danieli, anche De Paolis (37 anni) è al suo esordio al lungometraggio, dopo due cortometraggi presentati alla Mostra di Venezia e opere di video-art. E la sua osservazione dei giovani uomini e donne, dei cuori duri e puri delle borgate, ci ricorda la rude poesia pasoliniana di Alì ha gli occhi azzurri [+leggi anche:
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di Claudio Giovannesi. Selene Caramazza e Simone Liberati, entrambi al loro esordio come protagonisti di un lungometraggio, danno corpo ai loro personaggi con una concretezza palpabile.

La società di produzione Young Films, fondata dal regista con l'esperta Carla Altieri, persegue la sua mission di supportare film indipendenti di qualità in Italia e Europa. The Match Factory vende il film sul mercato internazionale.

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