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FILM Belgio

Bigfoot Junior, di padre in figlio

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- Con Bigfoot Junior, suo sesto lungometraggio in 3D (co-diretto con Jérémie Degruson), Ben Stassen realizza un film d’animazione per il grande pubblico che punta ai primi posti del box-office

Bigfoot Junior, di padre in figlio

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, sesto lungometraggio del belga Ben Stassen, pioniere mondiale del cinema d’animazione in 3D, gioca sul terreno delle grosse produzioni internazionali, sia europee che americane. Impadronendosi di un mito decisamente nordamericano - la leggendaria creatura chiamata Bigfoot ma anche Sasquatch -, il regista strizza l’occhio al pubblico americano, e sicuramente ad altri. In pochi anni, l’utilizzo del 3D ha conosciuto grandi cambiamenti. Specializzato in materia dall’uscita del primo lungometraggio d’animazione in 3D europeo, Fly Me to the Moon [+leggi anche:
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nel 2008, già firmato Ben Stassen, lo studio nWave dimostra una grande expertise. E anche se da allora tanti film in 3D sono approdati sullo schermo, sfruttando in modo più o meno (spesso meno che più) felice i nuovi artifici narrativi offerti da questo formato, Bigfoot Junior resta leader nel campo dell’integrazione del formato 3D in un racconto in cui il 3D costituisce l’azione, più che illustrarla. Una cosa piuttosto rara e degna di nota.

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Ma cosa racconta Bigfoot Junior? Il film ci trasporta in una banlieue americana, in un tipico liceo dove un giovane ragazzo, piuttosto timido e di quelli che si fanno molestare, scopre di avere strani poteri a seguito di una bagarre di troppo. Capisce molto presto, scoprendo suo malgrado un segreto di famiglia, che l'identità di suo padre che credeva morto ha un ruolo importante. Decide di andarlo a cercare, e presto scopre che il padre non è altro che il leggendario Bigfoot, nascosto nella foresta da anni per proteggere la sua famiglia e se stesso da HairCo., una pericolosa organizzazione che cerca di condurre esperimenti scientifici sul suo DNA eccezionale. Mentre padre e figlio recuperano il tempo perduto e vivono una straordinaria avventura nel bosco, Adam scopre di essere dotato di poteri soprannaturali che vanno oltre la sua immaginazione. Ma loro non sanno che HairCo. è sulle loro tracce, pronta a tutto pur di mettere le mani su Bigfoot...

Una volta tanto, Bigfoot propone un racconto sulla vanità maschile. HairCo vende sogni agli uomini calvi sotto forma di toupet e altri impianti, ma il suo obiettivo finale è quello di isolare il gene della capillarità eterna... Sfilano così mèches e uomini mesciati di tutti i tipi, ossessionati dal proprio aspetto e la tenuta del loro gel per capelli. Inoltre, dopo aver esplorato lo spazio e il mondo sottomarino, Ben Stassen si immerge nel cuore di una foresta fitta e rigogliosa, animata da un 3D che sposa sottilmente i rilievi vegetali della scenografia. Il regista sta chiaramente cercando di indirizzarsi a un pubblico di famiglie più ampio, ai piccoli, ma anche ai pre-adolescenti, seducendo al tempo stesso i genitori, una ricetta ben nota al cinema d’animazione degli ultimi 20 anni. I tormenti dell'adolescenza, la satira del delirio narcisistico spinto all’estremo, gli animali parlanti e la colonna sonora decisamente pop del gruppo Puggy, molto noto nel Belgio francofono, dovrebbero far breccia in un pubblico eterogeneo.

Bigfoot Junior è prodotto da nWave in Belgio, in coproduzione con StudioCanal. Un’ultima collaborazione per le due società che hanno annunciato a giugno la fine del loro partenariato, grazie al quale avevano lanciato in tutto il mondo Le avventure di Sammy [+leggi anche:
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(2010), Le Manoir magique [+leggi anche:
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 (2013) e più recentemente Robinson Crusoé [+leggi anche:
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(2016). Bigfoot Junior uscirà nel corso dell’estate un po’ in tutta Europa. Ben Stassen e nWave Pictures stanno già lavorando al loro prossimo film, The Queen’s Corgis, che segue le avventure dei piccoli cani della regina d’Inghilterra.

(Tradotto dal francese)

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