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FILM Spagna

Verónica: nel paese degli incubi

di 

- Nel suo nuovo film, lo spagnolo Paco Plaza invoca l’orrore totale: mostra il passaggio all’adolescenza di una ragazza tormentata, con un passato complicato e una famiglia conflittuale

Verónica: nel paese degli incubi
Sandra Escacena in Verónica

Vallecas è uno dei quartieri più mitici, problematici e iconici di una città tanto poliedrica, mutante e convulsa come la Madrid dell'ultimo terzo del XX secolo: lì si svolgeva parte del cinema quinqui che ha riunito registi selvaggi, liberi e coraggiosi come Eloy de la Iglesia e José Antonio de la Loma ed è anche lo scenario urbano dove si svolge Verónica [+leggi anche:
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, un film angosciante diretto da Paco Plaza, che torna a offrire al pubblico brividi e panico dopo averlo fatto ridere e gridare con gli zombie del geniale e torrenziale REC3 - La genesi [+leggi anche:
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Su sceneggiatura di Fernando Navarro (Toro [+leggi anche:
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) e dello stesso Plaza, Verónica parte da alcuni casi veri (mai risolti dalla polizia) verificatisi nei quartieri operai della capitale spagnola negli anni '90, per parlare – partendo dal genere horror e sempre con l'obiettivo di intrattenere e spaventare il pubblico – di profondi conflitti intimi che continuano a essere di sciagurata attualità.

Per questo, il duo di scrittori ha focalizzato l'attenzione della misteriosa azione sulla ragazza del titolo, una pre-adolescente, più grande di quattro fratelli, che deve svolgere, alla sua giovane età, compiti degni di una madre, poiché quest’ultima (incarnata dalla grande Ana Torrent) lavora come un mulo nel bar che gestisce. Un giorno, la ragazza invoca lo spirito di suo padre e la sua vita comincia a cambiare: visioni terribili, spettrali e insane non smettono di tormentarla. La follia si installa quindi tra le pareti di questo umile appartamento di mattoni rossi di un quartiere operaio e periferico.

Verónica mostra come l’inspiegabile, ciò che non ha ragione di essere e l’indicibile possano uccidere… di paura. I segreti ineluttabili, i fantasmi nell'armadio e il passato traumatico vengono alla luce e schiacciano i più deboli, che non hanno una sufficiente esperienza e maturità per difendersi dal più spregevole dei delitti. Ecco perché la ragazza del titolo cerca di rifugiarsi nella sua infanzia, quella fase vitale che è dietro di sé, perché la fantasia riesce a nascondere la brutta realtà; ma la violenza più infame crea mostri così potenti che finiscono per invadere il territorio virginale del sogno.

In questo film, Plaza rafforza l'idea che tutti i demoni e le creature temibili nascano nel cervello umano e, sedotto dal potere illimitato della mente di crearli e nutrirli, conduce lo spettatore a vivere lo stesso inferno della sua giovane protagonista: per questo, oltre ai necessari spaventi richiesti dal genere in cui si iscrive il film, provoca nello spettatore sensazioni quasi impercettibili, ma di gran potere disturbante, invertendo i piani e riproducendo al contrario anche i suoni. Questo valenzano – che insieme a Jaume Balagueró ha rivoluzionato l’horror spagnolo con la saga REC [+leggi anche:
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– vuole che, come la Verónica spaventata e prendendo il suo punto di vista, si oltrepassi lo specchio per confrontarsi con il paranormale, che non è altro che la proiezione incontrollata del subconscio, a lungo represso.

Verónica – un film in cui si percepisce la fascinazione del suo autore per titoli che lo hanno segnato come "fanta-cinefilo", da Carrie a L’esorcista, passando per Incontri ravvicinati del terzo tipo – è una produzione di Apache Films S.L. e Expediente La película AIE, con il sostegno dell’ICAA e RTVE. Lo distribuisce Sony Pictures Spain. Delle sue vendite internazionali si occupa Vicente Canales, di Film Factory Entertainment.

(Tradotto dallo spagnolo)

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