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LOCARNO 2017 Fuori concorso

Welcome to Switzerland, un benvenuto dal retrogusto amaro

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- LOCARNO 2017: Dopo il suo documentario Yalom’s Cure, Sabine Gisiger torna a Locarno con la sua ultima fatica Welcome to Switzerland, un viaggio tra le mura di una nazione a tratti impenetrabile

Welcome to Switzerland, un benvenuto dal retrogusto amaro

La regista svizzera Sabine Gisiger è capace come pochi di dipingere il mondo segreto di personaggi emblematici come lo psichiatra statunitense Irvin D. Yalom (Yalom’s Cure [+leggi anche:
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) o lo scrittore e drammaturgo svizzero Dürrenmatt (Dürrenmatt-Eine Liebesgeschichte [+leggi anche:
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) ma per il suo ultimo film è un paese intero ad essere osservato attraverso la sua cinepresa. Welcome to Switzerland [+leggi anche:
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, presentato Fuori concorso al Locarno Festival, ci parla delle contraddizioni della nostra epoca, complessa e irrequieta e del coraggio di persone che hanno deciso di combattere, malgrado tutto.

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Nel 2016 il piccolo villaggio argoviese di Oberwil-Lieli, il più ricco del cantone, si ritrova sulle prime pagine dei giornali parallelamente ad un’ondata migratoria delle più importanti (nell’estate 2015 un milione di profughi cerca rifugio in Europa). Il suo sindaco, Andreas Glarner, si rifiuta di accogliere nel paese dieci richiedenti l’asilo preferendo pagare una multa di 290mila franchi. Gli “ospiti” potrebbero, a suo vedere ma anche secondo molti (troppi) abitanti di Oberwil-Lieli, scombussolare la pace e la tranquillità della loro ridente cittadina. Sabine Gisiger parte da un fatto di cronaca “locale” per parlare della politica di tutto un paese, in preda ai dubbi ma anche ricco di una forte tradizione umanitaria.

Cosa è rimasto di questo spirito di accoglienza? Il paese ha ceduto ai discorsi estremisti di un partito, l’UDC, che non fa che denigrare tutti quelli che non sono, a loro vedere, degni di essere accolti? Sabine Gisiger non vuole dare una risposta unilaterale, anche perché sarebbe impossibile farlo, quello che desidera mostrarci è piuttosto la complessità che anima la Confederazione elvetica: da un lato una tendenza a chiudersi su se stessa e dall’altro una volontà di aprirsi all’altro, senza preconcetti e paure. Johanne Grüdel, studentessa e figlia di un orticoltore locale, fa parte di questa seconda categoria e decide di creare un fronte di resistenza contro una politica di rifiuto che non può e non deve prendere il sopravvento.

Sabine Gisiger osserva la Svizzera, da vicino, grazie al caso di Oberwil-Lieli, microrealtà che diventa sinonimo dei sentimenti contrastanti che abitano la nostra società, nel bene ma anche, tristemente, nel male. L’evoluzione dei fatti è cronologica, tranne per alcuni momenti storici fondamentali che si insinuano senza preavviso nel presente (grazie a delle immagini d’archivio): la chiusura delle frontiere agli ebrei nel 1942, il periodo del dopoguerra marcato dai flussi provenienti dall’est europeo o ancora l’iniziativa Shwarzenbach del 1970. Dei momenti bui della storia svizzera ma anche della storia mondiale. Un eterno “come back” a problemi, quelli legati all’immigrazione, che la Svizzera deve affrontare con regolarità e che non smettono mai di sollevare accesi dibattiti (ancora una volta, nel bene ma soprattutto nel male). Welcome to Switzerland, un documentario coraggioso su un paese annidato nel cuore dell’Europa che deve trovare il suo equilibrio facendo i conti con il proprio passato.

Welcome to Switzerland è prodotto da Dschoint Ventschr FilmproduktionSRF e Aleppo Films. I diritti internazionali appartengono a Dschoint Ventschr Filmproduktion.

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