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TORONTO 2017 Special Presentations

Une saison en France: la storia d’amore di un richiedente asilo

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- TORONTO 2017: Nel suo primo film girato in Francia, il celebre cineasta ciadiano Mahamat-Saleh Haroun offre un intimo dramma romantico che affronta i problemi dei rifugiati

Une saison en France: la storia d’amore di un richiedente asilo

Mahamat-Saleh Haroun è forse il più famoso cineasta ciadiano. Dopo l’esordio nel 1999 con il suo documentario pluripremiato a Venezia Bye Bye Africa, ha continuato la sua ascesa alla fama vincendo il Premio speciale della giuria a Venezia con Daratt – La stagione del perdono [+leggi anche:
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(2006). Quattro anni dopo si è aggiudicato a Cannes il tanto ambito Premio della giuria con Un homme qui crie [+leggi anche:
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. Il suo settimo film, Une saison en France [+leggi anche:
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intervista: Mahamat-Saleh Haroun
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, ha avuto la sua anteprima mondiale nella sezione Special Presentations in occasione del 42esimo Festival internazionale del film di Toronto.

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Abbas (Eriq Ebouaney) ha vissuto gli ultimi 19 mesi nella periferia di Parigi con il figlio di dodici anni e la figlia di otto anni. Insieme al fratello Etienne (Bibi Tanga), tutti insieme hanno lasciato Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, dopo lo scoppio della guerra civile, durante la quale la moglie di Abbas è stata uccisa. Lui era insegnante alle superiori e suo fratello professore di filosofia; adesso Abbas lavora al mercato alimentare e Etienne come addetto alla sicurezza. Abbas sogna ancora la moglie, ma, nel frattempo, ha incontrato e ha una relazione con Carole (Sandrine Bonnaire), che cerca di aiutarlo a superare i suoi traumi. Dopo che la sua richiesta di asilo politico viene respinta, Abbas avrà bisogno più che mai del sostegno di Carole, dato che la sua famiglia deve affrontare la minaccia della deportazione.

Une saison en France è una delle opere più accessibili e contemporanee di Haroun, che ha anche scritto la sceneggiatura. La sua filmografia comprende principalmente drammi politici ambientati in Ciad, ma questo è il suo primo film ambientato in Francia. Invece di esplorare la guerra o le ragioni dietro di essa, il film si concentra sulle conseguenze sociali di un conflitto civile. Abbas è “semplicemente” un altro rifugiato, un vedovo che deve sopravvivere e dar da mangiare ai suoi figli. Indipendentemente dallo status e dal ruolo che aveva nel suo paese, deve ora affrontare un diverso nemico che non può combattere – il sistema è più potente di lui e una decisione del tribunale potrebbe letteralmente costringerlo a emigrare di nuovo. Questo è quello che sopraffà le sue emozioni, l’impossibilità di combattere qualcosa che sembra più grande e più crudele di una vera guerra. Solo Carole può salvarlo, ma anche per lei le possibilità sono limitate.

Haroun presenta un dramma sensibile guidato da una narrativa chiara e lineare e i personaggi reali interpretati da Eriq Ebouaney (Le crociate - Kingdom of HeavenLa Horde [+leggi anche:
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) e dalla celebre attrice francese Sandrine Bonnaire formano una coppia che ha bisogno di sostegno reciproco per trionfare su una realtà che sembra più forte del loro amore. Il focus sulla loro lotta costante a tratti rende la storia un po’ schematica, e troviamo un sottofondo fortemente melodrammatico che potrebbe risultare schiacciante. Ma il dramma è qui, ed è oggi, poiché il film tratta questioni sociali universali che non si limitano alla Francia.

Une saison en France è stato prodotto da Florence Stern per conto del parigino Pili Films, partner fisso dei film di Haroun, in coproduzione con Arte France Cinéma. Le vendite internazionale sono gestite da MK2.

(Tradotto dall'inglese da Giulia Gugliotta)

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