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IDFA 2017

The Lonely Battle of Thomas Reid: una storia alla Davide e Golia dai toni poetici

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- Il documentario del regista irlandese Feargal Ward, in proiezione all’IDFA, mescola approccio poetico e drammatizzazione in una storia alla Davide e Golia

The Lonely Battle of Thomas Reid: una storia alla Davide e Golia dai toni poetici

Grazie ai tagli alle tasse e ad altre ragioni di convenienza, i giganti dell’informatica come Google, Facebook, Apple e Microsoft hanno costruito fabbriche e stabilito le sedi amministrative in Irlanda nel corso degli ultimi anni. La Industrial Development Authority (IDA) ha lavorato con intensità per riuscire ad attirare questi colossi nel Paese, aiutandoli a identificare i migliori terreni da comprare al minor prezzo.

Il primo lungometraggio documentario di Feargal Ward, The Lonely Battle of Thomas Reid [+leggi anche:
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, che ha appena avuto la sua prima mondiale nella competizione principale dell’IDFA, racconta la storia di un uomo che ha rifiutato 10 milioni, somma offerta da Intel per costruire una fabbrica nella sua proprietà situata nel nord est del Kildare, formata da una fattoria e da una cascina del 1700.

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Thomas Reid è un eremita e collezionista sulla cinquantina, che sembra vivere ancora nel passato. Vivendo da solo nella sua casa in pietra stracolma di vecchi giornali, cassette VHS e documenti tenuti nei sacchi per il fieno, Reid si prende cura del suo gregge di mucche, ascolta la radio e cucina cibo surgelato da 2,50 euro sul fuoco. Con un taglio di capelli a scodella, chiaramente fatto da lui, una evidente mancanza di denti e uno sguardo confuso, sembra essere un bersaglio facile per una multinazionale e per il governo…

Ma dopo la decisione dell’IDA di obbligarlo ad accettare l’esproprio, Reid porta il caso fino all’Alta Corte, dove però perde, e poi alla Corte Suprema. Traendo ispirazione dalle trascrizioni del tribunale, Ward e l’altro sceneggiatore Tadhg O’Sullivan ambientano questi processi nella proprietà del protagonista. Il giudice, gli avvocati e i rappresentanti dell’IDFA (questi ultimi rappresentati come decisamente squallidi) sono circondati da vecchi attrezzi da fattoria e tubature arrugginite mentre discutono sul caso. Una scelta che dà un tocco surreale al film ed evita la noia di un documentario composto da sole scene in tribunale.

L’approccio visivo di Ward è affascinante, delicato e quasi da favola. Filma Reid nella sua casa mentre si muove a fatica nell’ombra delle pile di spazzatura vecchia di anni o mentre, sotto la luce del sole, si occupa dei suoi animali. Lo segue anche quando compra il cibo pronto surgelato e le banane (ne conserva addirittura il bollino) al supermercato.

Queste scelte ci conducono direttamente nello strano e solitario mondo di Thomas Reid, facendoci scoprire i motivi che guidano la sua decisione, invece di concentrare l’attenzione sugli aspetti politici ed economici, e analizzare in profondità il tema dei diritti dei cittadini. Proprio per questo, lo spettatore viene colpito e si immerge nei meandri nella mente del protagonista, comprendendone le ragioni.

The Lonely Battle of Thomas Reid è un film bello da vedere, dove le immagini (Ward è anche il direttore della fotografia) si sposano al meglio con il ritmo conferito dal montaggio (opera di O’Sullivan) e i temi sollevati, così come il protagonista, vengono visti da una prospettiva originale e particolare, evidenziando dettagli inattesi.

Il film è stato coprodotto da FSE Films, con sede a Dublino, e dell’emittente Tv NDR, con sede ad Amburgo.

(Tradotto dall'inglese da Michael Traman)

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