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FILM Francia / Belgio

Gaspard va au mariage: dalla famiglia non si scappa

di 

- Antony Cordier realizza un film fresco sui legami affettivi, nutrito di un umorismo tendenzialmente surreale ma molto umano

Gaspard va au mariage: dalla famiglia non si scappa
Félix Moati, Christa Théret e Guillaume Gouix in Gaspard va au mariage

“– Crescere in uno zoo! Che fortuna che hai avuto! – Se lo dici tu…". Situando nel cuore di un parco zoologico la trama del suo nuovo film, Gaspard va au mariage [+leggi anche:
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intervista: Antony Cordier
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(lanciato in Francia il 31 gennaio da Pyramide), Antony Cordier si è concesso un terreno d’espressione ludico dove, paradossalmente, è il bestiario umano a tenere la scena. Dopo il judo e il suo trio amoroso in Douches froides [+leggi anche:
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(Quinzaine des réalisateurs 2005) e le coppie scambiste di Happy Few [+leggi anche:
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(in competizione a Venezia nel 2010), il cineasta conferma col buonumore la sua attrazione per l'universo deviante dalla norma e la sua inclinazione per una forma di libertà fisica non priva di tensione psicologica. Un'originalità che ha molto fascino e che rende il film un lavoro piuttosto inclassificabile, ibrido, a zigzag tra i generi, tra commedia pazza, canovaccio romantico e dramma familiare su base ereditaria, il tutto con qualche spruzzata di fiaba e di documentario sugli animali. Una miscela che si concede molti azzardi (lisciandoli in una confezione narrativa e formale rigorosa e ben fatta) e che assume totalmente il suo lato bohémien, il che potrebbe forse disturbare i puristi di uno stile o dell’altro, o i sostenitori della perfezione rigida, ma assolutamente non l'autore di queste righe che ha trovato il risultato molto divertente e rinfrescante.

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Strutturato in quattro parti ("La fidanzata immaginaria", "L'uomo di una sola donna", "La ragazza che mangiava radici" e "Epilogo: Il preferito"), il film comincia con l'incontro del tutto improbabile tra Gaspard (Félix Moati) esiliato a Bruxelles, e Laura (Laetitia Dosch) che vaga per la Francia: lei si è incatenata alle rotaie con un gruppo di attivisti che conosce a malapena, bloccando il treno che lui ha preso per andare al matrimonio di suo padre. Qualche scambio dopo, Gaspard propone a Laura di interpretare, dietro compenso, il ruolo della sua fidanzata alla cerimonia. Un'offerta curiosa di cui capiremo più tardi i risvolti. Perché la famiglia di Gaspard è molto speciale, dal suo carismatico e idealista padre Max (Johan Heldenbergh) alla sua bella sorella Coline (Christa Théret), passando per suo fratello cartesiano Virgilio (William Gouix) e la sua futura suocera veterinaria Peggy (Marina Foïs). Per non parlare della madre morta, divorata da una tigre... Perché è in uno zoo, in isolamento, che tutte queste persone hanno vissuto per lunghi anni, uno zoo ormai sull'orlo del fallimento dove i legami tra l'uno e l'altro devono aggiornarsi, non senza difficoltà, ognuno cercando di essere se stesso senza rinnegare il terreno comune...

Molto inventiva, la sceneggiatura scritta da Antony Cordier con la collaborazione di Julie Peyr e Nathalie Najem riesce a mantenere in equilibrio un film che, come i suoi personaggi, guarda in due direzioni opposte, il cinema popolare e quello d’autore, la commedia sfrenata e la malinconia discreta, in un approccio abbondante che a volte attraversa minuscoli vuoti d'aria ma senza conseguenze. Girato con grande agilità e dando ai suoi interpreti ruoli stimolanti, Gaspard va au mariage si immerge in un’allegra animalità che tratta anche il soggetto più delicato dei sentimenti incestuosi, una questione che ha paralizzato molte commissioni durante il finanziamento del film, ma che, qualunque cosa si pensi, "non minaccia la specie" come sottolinea un personaggio, né l’insieme di un’opera faceta e molto piacevole.

Prodotto da Agat Films (Francia) e coprodotto da Artémis Productions (Belgio), Gaspard va au mariage è venduto nel mondo da Pyramide.

(Tradotto dal francese)

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