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FILM Croazia

Recensione: Comic Sans

di 

- Nevio Marasović ritorna sull’isola di Vis con la sua commedia drammatica non convenzionale, che ha avuto la sua première mondiale al Festival di Belgrado

Recensione: Comic Sans
Janko Popović Volarić in Comic Sans

Sembra che ci sia un modello nella produzione cinematografica del regista croato Nevio Marasović, in cui dopo un pezzo cinematrografico coraggioso e innovativo (sebbene alcune volte fuori controllo) arriva con qualcosa di più convenzionale, ma molto originale, una commedia drammatica. Dopo Goran [+leggi anche:
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, un thriller innevato con un humor cupo e peculiarmente assurdo tipico dei fratelli Coen, è tornato con Comic Sans [+leggi anche:
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, che ha avuto la sua première mondiale nella competizione regionale al Festival di Belgrado, vincendo il Premio “Nebojša Đukelić” come Miglior Film (leggi la news). Uscirà sugli schermi croati questo mese. Il regista croato ha scritto la sceneggiatura insieme a Rakan Rushaidat e all’attore principale Janko Popović Volarić. Egli affronta diversi temi basati sui legami e sulle rotture, sullo snobismo, sui legami famigliari e sulla ricerca della pace interiore. Se il titolo sembra strettamente familiare nel lavoro di Marasović’, vi è una ragione: Comic Sans era il titolo del film nel film Vis-à-vis [+leggi anche:
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Comunque la storia inizia a Zagabria, con un imbarazzante incontro post-rottura tra un oberato designer di successo, Alan (Popović Volarić che collabora con il regista per la terza volta, dopo Vis-à-vis e Goran) e la sua ex fidanzata Marina (l’eccellente Nataša Janjić, conosciuta per il ruolo di Lina in Goran), che porta a un sesso impacciato ma passionale. Il giorno seguente, Marina lascia l’appartamento prima del risveglio di Alan e dopo non risponde al telefono. Alan e il suo collega Lukas (l’attore serbo Miloš Timotijević, famoso per Humidity [+leggi anche:
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) rischiano di far andare male un importante lavoro richiesto dai principali sloveni. Alan sta perdendo la testa dietro la situazione con Marina. Dopo essersi rincontrati, lei gli spiega che è stato tutto uno sbaglio, Alan è confuso e ci saranno disastrose conseguenze. La sua unica via di uscita è ritirarsi sull’isola di Vis con suo padre, Bruno (il leggendario attore serbo-danese Zlatko Burić, della trilogia di Pusher), un artista con il quale ha una storia complicata. Una cosa che Alan non sa è che un’altra delle sue ex, Barbara (Inti Sraj), si trova sull’isola insieme al suo nuovo fidanzato, Peter (Miha Rodman).

All’inizio, sembra che Comic Sans impieghi tanto tempo a far partire la sua storia, ma è semplicemente una questione di punti di vista. Lo spettatore abituato alla commedia drammatica standard sarà sorpreso dal fatto che il viaggio sull’isola, con la maggior parte dei tropi isolani del cinema croato, si verifichi solamente a metà film. Quindi il cambiamento che Alan sta subendo deve avvenire velocemente. Il segreto di Comic Sans sta nel fatto che non si tratta della tipica commedia drammatica in cui il protagonista ha una nuova prospettiva e cambia del tutto la sua vita in pochi giorni. Sì, Alan vedrà le cose sotto una nuova luce e si verificheranno alcuni cambiamenti, ma saranno più contenuti e più lenti perché il cambiamento deve andare ben oltre il suo ego, il suo snobismo e i vecchi aspetti del suo comportamento.

Oltre al titolo che ha più di un significato, analizzato nel corso del film, un altro elemento perfetto in Comic Sans sono le interazioni degli attori. Janko Popović Volarić e Zlatko Burić incanalano l’energia del rapporto turbolento padre-figlio in un modo che è sia serio che umoristico. Sono entrambi più che attori esperti, e Marasović li usa bene, soprattutto Popović Volarić, che deve condividere lo schermo con un’attrice forte come Nataša Janjić e con la presenza del maschio alfa, leggermente moderata ma minacciosa di Miloš Timotijević.

Il lavoro fotografico di Damir Kudin (abituale direttore della fotografia di Marasović) è anche eccellente. Incaricato di creare un’atmosfera che corrisponda al personaggio di Alan, negli uffici della sua impresa, a Zagabria e a Lubiana, e nel suo appartamento “artisticamente disordinato” per poi spostarlo del tutto su un’isola in bassa stagione, Kudin svolge un ottimo lavoro nel trovare la sfumatura giusta e nel non giocare troppo con i cliché. Lo stesso è per l’uso ripetitivo di una ballata pop kitsch di Mišo Kovač come tema del film fin dall’inizio, che potrebbe sembrare una scelta ovvia, ma la melodia aggiunge anche uno strato o due al personaggio di Alan.

Comic Sans è stato prodotto da Kinorama con il supporto del Centro Audiovisivo Croato (HAVC).

(Tradotto dall'inglese da Francesca Miriam Chiara Leonardi)

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